mercoledì 27 giugno 2012

Recensione: Il rumore dei tuoi passi di Valentina D'Urbano

Buonasera miei cari, questo potrebbe essere il post della buonanotte, ma spero non vi faccia addormentare xD
Prima di ogni cosa vorrei rendervi partecipi della mia felicità. Il mio blog va sempre meglio, i follower aumentano, i commenti sono sempre di più, le visite non mancano mai... Insomma dopo meno di 4 mesi posso ritenermi super soddisfatta, anzi non mi sarei mai aspettata tutto questo.
Ok, chiudo la parentesi "ho gli occhi a cuoricino e volo per casa canticchiando" e veniamo al libro che ho finito di leggere ieri sera e che mi ha lasciato con un velo di tristezza su gli occhi. Un libro che mi è piaciuto molto ma che è davvero molto triste e drammatico.
Sto parlando de "Il rumore dei tuoi passi" romanzo d'esordio della giovane autrice italian Valentina D'Urbano, uscito nelle librerie il 10 maggio di quest'anno per la casa editrice Longanesi al prezzo di 14,90 €.
E come dico sempre in questi casi: ITALIAN DO IT BETTER :)

ATTENZIONE: RILEGGENDO LA TRAMA MI SONO ACCORTA CHE FORSE MI SONO LASCIATA SCAPPARE QUALCHE SPOILER SUL LIBRO.

Trama:
In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato «la Fortezza», Beatrice e Alfredo sono per tutti «i gemelli». I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un’amicizia ruvida come l’intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un’amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent’anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.

Il mio pensiero:
“Il rumore dei tuoi passi” è un romanzo italianissimo, autrice italiana, location e personaggi italiani.
Ci riporta agli anni ’80 in un paesino isolato e dimenticato da Dio, ma ricordato malamente dalla città vicina. Infatti gli abitanti di questo paese è come se fossero in prigione, “non possono” uscire dal paese, ma nessuno di estraneo “può entrare”. Insomma sono in trappola, ma la cosa che più fa arrabbiare il lettore è che tutti questi personaggi se ne fregano, gli va bene così, stando nella povertà, nell’ignoranza e nella delinquenza. Non fanno niente per provare a cambiare le cose e nemmeno se ne interessano. Vengono rifiutati un paio di volte, vengono offesi e allora si arrendono, rimanendo nella “Fortezza” (così viene chiamato il paese prigione).
L’unica a farsi domande e ad avere speranze è proprio la protagonista Beatrice, che in prima persona ci fa vivere tutto il romanzo partendo dalla morte di Alfredo (il suo nemico-amico, il suo amore-odio), si fa un viaggio a ritroso nelle loro vite. Dal momento in cui si conoscono ancora bambini, fino al momento in cui diventano adolescenti e le cose cambiano. Per arrivare al momento in cui sono legati indissolubilmente, se sta male uno sta male anche l’altro e via dicendo.
Le loro vite sono difficili, soprattutto quella di Alfredo, con un padre ubriacone e manesco (fin troppo), una madre morta senza averla conosciuta e alla fine il dramma che distrugge completamente la sua famiglia. Insomma un ragazzo con una vita complicatissima, che però non reagisce, non fa niente per cercare di risollevarsi o ribellarsi, lui se ne sta lì ad assorbire tutto il dolore e la rabbia, fino a quando non scoppia e lo fa nel modo peggiore, abbandonando la vita.
In tutto questo Bea è sempre presente, con il suo carattere forte, a tratti insopportabile, ma è proprio quella che ha il coraggio di cercare qualcosa di diverso dalla solita “Fortezza” è quella che cerca di non cadere nel baratro insieme ad Alfredo, è quella che combatte e che per prima sperimenta un viaggio al di fuori del “paese-prigione”.

Questo è un romanzo drammatico, senza forse e senza ma. E’ drammaticità allo stato puro, struggente, devastante, quando finisci di sfogliare quelle pagine lo fai con uno sguardo triste (nonostante il finale sia più felice per la protagonista) e col cuore pieno di rabbia e allo stesso tempo impotenza.
La storia fa riflettere sulla gioventù di questo piccolo paese italiano, ma viene da pensare che in fondo alcuni adolescenti non siano poi cambiati di molto da quegli anni ’80, ti fa respirare negatività da ogni poro, ti chiude completamente le speranze.
L’unico spiraglio di luce, che accompagna alcune scene del libro, è proprio solo ed esclusivamente Beatrice.
Tutto il resto è negatività, rassegnazione, menefreghismo e disinteresse. Non metto in dubbio che il romanzo ritragga la realtà di quegli anni, di quei piccoli paesi, e anche forse la realtà che ancora permea in alcuni ragazzi e paesi di ora; ma è veramente pessimismo allo stato puro. Non ti fa sperare o sognare, non ti fa sorridere pensando che le cose possano migliore. No, il romanzo butta giù in un baratro di tristezza, perché pensi a quelle persone che tuttora non reagiscono e se ne fregano di tutto, pensi a quale sarà il loro futuro e inevitabilmente ti viene da fare il paragone con la vita stroncata di Alfredo e a tutti gli altri abitanti della “Fortezza”.

Consiglio il romanzo a persone adulte, quelle persone che sono già cresciute e non si fanno problemi a leggere un libro così drammatico e pessimista.
Concludo dicendo che il romanzo è splendido, scritto bene, con una storia reale riportata in modo unico su carta. L’ho divorato in un giorno e mezzo perché avevo bisogno di arrivare la fine e scoprire che (per fortuna) Beatrice non mi ha deluso, Beatrice ha mantenuto la sua speranza e il suo interesse per il suo futuro.

14 commenti:

  1. Bella recensione, Alessia :)
    Son contento ti sia piaciuto...
    Penso proprio che lo leggerò presto anch'io!

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    1. Bene bene Matteo, così anch'io verrò a leggere il tuo pensiero su questo libro :)

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  2. Avevo già sentito parlare di questo libro sul blog di Mik e devo dire che mi aveva incuriosita.. diciamo che in questo momento avrei bisogno di qualcosa di allegro e non così pessimista... però non lo voglio cestinare del tutto (l'anno scorso il libro che ho più amato era "Proibito" e più pessimista di quello non ne esistono) .. ci farò un pensierino! Recensione CUPA .. traspare da ogni tua parola!

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    1. E' un libro da leggere zia, su questo non c'è dubbio.
      Ma è uno di quei libri che bisogna leggere nel momento giusto, altrimenti non si apprezza totalmente. Dunque spero prima o poi arriverà il momento per te e lo leggerai :)

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  3. Ciao Ale :D Bella recensione :) Magari prima o poi ci farò un pensierino ^^

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    1. Jean, fallo davvero un pensierino. Nonostante la drammaticità e il pessimismo è un libro che vale, almeno secondo me :)

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  4. Io ho letto "il rumore dei tuoi passi" in tre giorni, ho sedici anni, e ti confesso che non bisogna essere così adulti o in una fase della vita particolare per leggerlo. Non l'ho trovato nemmeno così pessimistico come te. Certo, non è un libro felice, ci dimostra che il degrado, la povertà, lo squallore di una vita passata in mezzo alla miseria di luoghi e persone cupe entrano inevitabilmente nella vita di una ragazza che tutto questo non lo aveva chiesto e non lo aveva voluto. Ma c'è una cosa che la tiene attaccata alla Fortezza: Alfredo. L'amore per Alfredo è così grande che non può staccarsi da lui, perciò vale la pena vivere per le persone che ami e per i luoghi che ami.

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    1. Ciao Ilaria, credo che ogni lettore sia diverso (per fortuna), probabilmente tu hai vissuto questo libro in un modo, io invece l'ho trovato pessimistico... sarà la differenza di età che ci fa vivere le letture in modo diverso? Molto probabile.
      Come vedi anche nella recensione, nonostante il pessimismo che ho trovato ho amato la protagonista e il modo in cui la sua speranza tiene in vita anche quella di noi lettori.

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  5. Anche avendo tredici anni,è un libro che mi è piaciuto tantissimo,in alcuni momenti mi è sembrato proprio di vivere le scene.

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  6. Avendo anche 13 anni ho apprezzato moltissimo il libro,l'ho riletto per capirlo fino in fondo,ed ho colto a pieno la drammaticitá della quale si parla nella recensione.

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    1. Claudia, ti faccio i miei complimenti per la voglia che hai di leggere questo tipo di libri alla tua età, ti fa onore e sono contentissima che ti sia piaciuto. Ce ne fossero di giovani come te e come Ilaria che si dedicano a queste storie così reali e dolorose, che sicuramente hanno anche la capacità di aprire gli occhi.

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    2. Troppo gentile Alessia :'D

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  7. E' il mio libro preferito. Questo è stato il primo libro che ho etto dopo 3 anni di stop totale dalla lettura. Mi ha fatto ricordare la bellezza di leggere. E' ancora il mio preferito e dopo averlo letto posso dire che mi ha lasciato qualcosa dentro. Mi ha fatto vedere delle cose che io stavo nascondendo a me stessa. Sono davvero contenta che ti sia piacuto e anche io se dovessi descrivere questo libro con una parola sarebbe straziante

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  8. ma quanti anni hanno i protagonisti? scusate x eventuali errori ma alcune lettere ella mia tastera fannno i capricci soprattuo la n

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