domenica 24 giugno 2012

Recensione: In verità è meglio mentire di Kerstin Gier

Ma ciao a tutti e buona domenica, anche se ormai si sta concludendo, spero abbiate passato un bel weekend. Il mio è passato con in mano il libro di Kerstin Gier "In verità è meglio mentire" edito da Corbaccio e uscito nelle librerie il 7 giugno, al prezzo di 12 euro.

Trama:
158 di quoziente intellettivo, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po' freak e... vedova a nemmeno trent'anni: Carolin trova che la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità. Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare le qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore lasciandola in un mare di guai, primo fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l'esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano. Fra pessime psicoterapeute, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai e, perché no?, trovare l'uomo giusto per lei e a cui non importa se è "troppo" intelligente.

Il mio pensiero:
Questo è uno di quei romanzi adatti all’estate, alla spiaggia e alla lettura da ombrellone.
Kerstin Gier è riuscita a dare ironia e simpatia ad un romanzo che comunque parla della perdita di un marito e di solitudine.
Con la sua scrittura fluida e semplice, il libro si legge in poche ore con il sorriso sulle labbra, anche quando la situazione richiederebbe qualche lacrima che scivola sulle guance.

Il libro parla di Carolin, una giovane donna che è troppo intelligente e che per cercare di stare bene inizia a mentire con le persone che la circondano, per sembrare una ragazza “normale” e trovare fidanzato e amiche normali. Purtroppo con le bugie non si va molto lontano e soprattutto con la negazione di se stessi non si troverà mai la felicità.
Per fortuna per una serie di eventi Carolin incontra Karl, uomo molto più grande di lei, ma che l’accetta per quello che è, senza avere paura o problemi a rapportarsi con lei.
Si sposano e vivono felici insieme, spostandosi per mezzo mondo, fin quando Karl muore d’infarto, così il mondo di Carolin sembra sgretolarsi, la morte si affronta in molti modi, ma la protagonista decide di affrontarla fregandosene di tutto e scivolando in un baratro sempre più profondo. Per nostra e sua fortuna Carolin incontra Justus, il migliore amico che tutte noi vorremmo desiderare e grazie a lui e alla sorella sempre presente riesce a risollevarsi.

La storia di Carolin è raccontata intervallando passato e presente, in modo che noi lettori possiamo capire cosa realmente sia successo e quali situazioni hanno portato la protagonista ad agire in determinati modi.
Non è un romanzo che mi ha lasciato niente di particolare, è stata una lettura piacevole, in alcuni punti esilarante, che mi ha piacevolmente accompagnato per qualche ora, ma di sicuro non è la perfezione e nemmeno un libro da “Oscar”, ma non per questo deve essere messo da parte.

Il personaggio che più ho preferito è stato Justus, il farmacista, l’amico gay (ma davvero è gay?), che entra nella storia fin da subito, per poi lasciare spazio solo ed esclusivamente a Carolin, Leo e Karl, ma poi rientra nella trama in modo favoloso e sempre più presente, così tanto da farmelo adorare.
Mentre il personaggio che più ho odiato è stato Leo, l’ex fidanzato di Carolin, nonché figlio di Karl. L’ho odiato fin dal primo momento con i suoi atteggiamenti da superiore, da “son figo solo io”, sempre pronto a sminuire e offendere Carolin.
Altro punto a favore per la sorella di Carolin e il “branco” di amiche nel negozio di scarpe, ritratte in modo simpatico e pronte ad aiutare con un po’ di chiacchiere e un buon dolce.
Infine mi è piaciuta la scelta per il finale, che lascia immaginare un buon futuro per i personaggi. Ho chiuso il libro con un sorriso sulle labbra.
 
Insomma, un romanzo che consiglio a chi ha voglia di passare qualche ora rilassante, con qualche risata. Niente di impegnativo o complicato, semplicemente ogni tanto ci vuole una lettura leggera e simpatica che ci fa staccare per un poco dalla vita frenetica e dai problemi.

Ed ormai come tutti sapete, la fatidica domanda sulle cover. Quale preferite, originale o italiana?

13 commenti:

  1. Ciao Ale :) Questo romanzo mi sembra davvero tanto carino! Una bella lettura spensierata! Io preferisco la cover italiana...quella originale è un pugno nell'occhio: troppo colorata!

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    1. Mik pensavo lo avessi letto sai? Comunque sì, è una lettura tranquilla e estiva, romanzo corto e veloce :)

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  2. anche io l'ho letto in questo week end, magari già stasera lo recensisco :) comunque concordo con te, un romanzo piacevole..e Leo decisamente odioso!
    Per la copertina, meglio quella italiana. L'originale mi da l'idea di un romanzetto rosa da ragazzine..

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    1. Dio, quante volte avrei voluto prendere a testate Leo -.-
      Beh, verrò sicuramente a leggere la tua recensione, così da poter carpire meglio il tuo pensiero :)

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  3. Bella recensione, Ale :D La penso esattamente come te ^^ Covers? Italianaaa! XD

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    1. Grazie Jean, vedo che spesso ci ritroviamo concordi sui libri che leggiamo ed è decisamente piacevole *-*

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  4. penso che lo leggerò anch'io. grazie del consiglio

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    1. Micht, ma ciao! Da quanto tempo :)
      Benvenuto sul mio bloggettino xD

      Quando lo avrai letto spero mi farai sapere il tuo parere :)

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    2. certo che te lo farò sapere... probabilmente lo scriverò nella mia pagina di FB, Ma di sicuro non sarà a breve la lista è lunga....

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    3. Non sapevo avessi una pagina FB, devo indagare xD

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  5. Ed ora un commento generale sulla cover. Sono contenta di vedere che concordate con me nel trovare la cover nostrana migliore dell'originale. Non che anche la nostra sia splendida, ma la trovo migliore.
    Quella originale come avete detto voi è troppo colorata, troppo da "bambine", con tutto quel rosa... Non mi piace per niente. Ed anche quell'italiana, sebbene sia più elegante e forse più adatta al libro, non mi trasmette comunque niente di che.

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  6. cover assolutamente italiana! Parli di "futuro per i protagonisti" ...non mi dire che è una saga anche questo XD

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    1. Ciao Paoletta, no no non è un saga xD E'un libro autoconclusivo. Parlo di futuro perchè mi piace immaginare il futuro che avranno i personaggi di un libro, indipendentemente da un seguito o no, ed in questo libro il futuro sembra ottimo per la protagonista :)

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