lunedì 4 giugno 2012

Recensione: Mi chiamo Chuck di Aaron Karo

Buongiorno miei prodi (?), come state? La settimana è appena iniziata ed io sono letteralmente a pezzi, mi porto dietro ore di sonno perduto dalla settimana scorsa, tanto stress e nervosismo, spero solo che da oggi le cose andranno un po' meglio.
Ma adesso veniamo alla mia lettura, giorni fa ho finito di leggere "Mi chiamo Chuck" di Aaron Karo uscito il 4 aprile di quest'anno per la Giunti nella collana Y. Proprio per il mio stato d'animo ho preferito aspettare per recensirlo, altrimenti credo avrei scritto due righe e basta, forse neanche quelle :)

Trama:
 Chuck Taylor ha diciassette anni e mille paranoie. Si lava le mani continuamente, controlla ossessivamente le manopole dei fornelli e il terrore dei germi condiziona le sue relazioni sociali, di fatto quasi inesistenti se si esclude Steve, goffo amico del cuore bersaglio delle angherie dei bulli della scuola. Chuck ha anche una sorella, Beth, che lo ignora al punto da negargli persino l’amicizia su Facebook. La sua giornata è costellata dalla ripetizione di gesti, regole maniacali che lui stesso si è imposto per non perdere del tutto il controllo di sé. E poi ci sono le Converse All Star: ne possiede decine di paia di ogni colore che ha abbinato ai vari stati d’animo. Converse rosse = arrabbiato, gialle = nervoso e così di seguito. I genitori, però, sono sempre più preoccupati e, nonostante le rimostranze di Chuck, decidono di spedirlo dalla strizzacervelli. Ma è l’arrivo di una nuova compagna di classe a cambiare radicalmente la vita di Chuck e ad aggiungere un nuovo colore alla sua collezione di Converse. Impossibile non ridere con questo esilarante racconto in prima persona di Chuck, uno dei più divertenti e struggenti personaggi della narrativa contemporanea.


Il mio pensiero:
Il libro mi fu consigliato dalla mia super zia Monica, rimasi affascinata da questo adolescente che per esprimere il suo umore usava le Converse. Ebbene sì, questo piccolo particolare è quello che mi ha fatto avvicinare al libro.
Le letture leggere ci vogliono sempre, da alternare ai tomi pesanti e complicati e "Mi chiamo Chuck" svolge benissimo questo compito, nonostante la storia raccontata non sia propriamente "leggera", il modo di scrivere di Karo ti fa sorridere per 3/4 di libro.

Il protagonista è Chuck, un ragazzo adolescente che soffre di questo disturbo ossessivo-compulsivo e lo porta ad avere manie, alcune delle quali alquanto bizzarre.
Ha pochissimi amici, Steve il migliore amico e Kahna, un ragazzo indiano che parla in uno slang tutto suo e che fa morire dal ridere. Ha dei genitori comuni, una madre che si preoccupa e lo assilla un po' (come fanno tutte), un padre che si sente imcopreso e che non riesce a comprendere il figlio ed una sorella minore che ha più successo e amici di lui. Una sorella con la quale non ha quasi nessun tipo di rapporto.
Poi arriva Amy, la nuova studente della sua scuola, di cui Chuck si innamora e da qui le cose cambieranno. In male o in peggio? Riuscirà a superare i suoi disturbi o almeno a provarci?
In tutto questo spunta ogni tanto la Dottoressa S. quella persona che prova ad aiutare Chuck a superare le sue manie, ma quella che riesce a strappare sempre qualche risata, soprattutto per il suo modo di parlare.
E un piccolo angolino lo riservo a Parker, il bullo della scuola, lui è quella parte di libro che ti fa capire ancora di più com'è il mondo di alcuni adolescenti.

Beh, vi ho elencato tutti i personaggi che compaiono nel libro (a parte quelle comparsate fugaci di cui non vi parlo), sicuramente il personaggio di Chuck è quello più elaborato e quello su cui si incentra il libro, infatti la storia è raccontata in prima persona e ogni cosa che succede la viviamo attraverso gli occhi di Chuck, attraverso le sue manie e il suo cuore.
Questo è un libro semplice, che cerca di affrontare i temi del bullismo e del disadattamento sociale che vivono molti giovani d'oggi (ma anche di ieri), io personalmente mi sono rispecchiata molto in Chuck, non perchè abbia le sue manie, ma perchè da adolescente anch'io non avevo molti amici, ma posso dire che quelli che avevo erano i migliori, proprio come accade per Chuck. Credo sia sempre meglio avere pochi amici, ma sapere che questi sono veri; mentre ora per gli adolescenti la cosa importante sembra quella di "fare numero".
Oltre che essermi rispecchiata in lui pensando al mio passato, fin dalle prime pagine l'ho preso in simpatia. Ormai ho 26 anni e era come se lo sentissi un fratello minore, in alcuni momenti sarei volata fra le pagine del libro per dirgli "Ehi, datti una svegliata, così non vai da nessuna parte." In altri momenti invece lo avrei coccolato e consolato.

Insomma, nonostante il modo leggero, ironico e divertente di raccontare, l'autore riesce a farti riflettere senza mai toglierti il sorriso.
Credo che ogni persona che legga questo libro possa immedesimarsi in almeno qualche aspetto che compare nella storia.
Un libro che consiglio a tutti, ma veramente tutti. Dai grandi ai più piccini. Un libro che potrebbe aiutare chi si trova in quelle situazioni. Un libro che fra le righe ti fa capire i valori importanti nella vita; l'amicizia, la famiglia, essere fedeli a se stessi ed avere coraggio di affrontare le paure. Un libro che alla fine ti fa tirare un sospiro di sollievo e ti fa accarezzare quelle pagine, proprio come se stessi abbracciando il "piccolo" Chuck.



Cosa ne pensate del libro? E' fra le vostre letture future? Oppure già nella vostra libreria con qualche pagina stropicciata? Fatemi sapere, la mia curiosità non si ferma mai :)
E sempre per la mia curiosità vi chiedo cosa ne pensate delle due copertine, quella italiana e l'originale.

5 commenti:

  1. Ciao Ale :) Bella recensione!! Non posso che esser d'accordo su tutto ^^ Io l'ho letto un po' di tempo fa, e devo ammettere che mi piacque proprio tanto :D Per quanto riguarda le cover, sono propenso più alla cover US che a quella italiana. Sarà perché la Converse è verde, o forse il titolo mi piace più in inglese che in italiano, però... ^^ Ancora complimenti :D

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    1. Che bello vederti qui Jean... Mi fa piacere notare che anche tu sei rimasto affascinato da questo libro, credo sia il caso per molti di noi.
      Per la cover preferisco quella italiana, ma il titolo è senza dubbio più bello quello originale.

      Grazi per i complimenti, non credo di meritarli, ma li accetto volentieri. :*

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  2. Sono contenta che questo libro che ti ho consigliato ti sia piaciuto! E' vero tra una risata e l'altra Chuck fa riflettere.. hai colto in pieno il significato del libro!

    La scena che ho amato di più è stata quella di Amy che porta Ranuncola a casa di Chuck XDXD non sapevo se ridere o se piangere.. poverino con tutti quei peli nella sua stanza immacolata! Ottimo libro consigliato a tutti!

    P.s. AMO la cover americana.. ma anche quella italiana è carina, hanno fatto un buon lavoro!

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    1. Oddio no zia, in quella scena io stavo per mettermi a piangere e saltare. Dentro di me dicevo "Dai Chuck, tieni duro, tieni duro... Ti sta per baciare, oh cazzo Chuuuuuuck." e poi è come se fossi caduta con un tonfo xD
      Mentre nel frattempo dicevo "Ma guarda te questa Amy che porta in giro la sua Ranuncola senza avvisare prima .-."
      ahahaha insomma, ho praticamente vissuto insieme al libro :)

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    2. Ranuncola XDXD ancora rido.. tutta sbavosa e saltellante!

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