venerdì 3 agosto 2012

L'angolo del thriller #7

Da quanto tempo non metto qualche bel libro in questa rubrica. Beh oggi è arrivato il momento di parlarvi di un thriller interessante, uscito pochi giorni fa per la casa editrice Giunti.

Colpi di scena,
suspanse psicologica,
in cui realtà e allucinazione si confondo in un incubo senza fine.
Forte, cupo, perfetto.
Una scrittura da maestro.

Titolo: Il bosco degli orrori
Autore: John Rector
Editore: Giunti
Data di uscita: 25 luglio 2012
Prezzo: 12,90 €
Pagine: 272

Trama:
Quando Dexter McCray si risveglia dopo una delle sue sbronze, in casa, accanto a lui, c’è l’amico Gregg, sceriffo della contea. Dexter non ricorda nulla di cosa sia successo la notte prima, eppure, come gli racconta Gregg, ha minacciato la ex moglie con una pistola per poi avventurarsi alla guida del suo trattore nei campi sotto casa, fino al boschetto che li circonda. Poche ore dopo, proprio in quel bosco, Dexter scorge qualcosa di terribile. Tra l’erba incolta, con indosso ancora la divisa da cameriera del Riverside Café, giace il corpo senza vita di Jessica, una ragazzina di soli sedici anni. Gregg è assalito dal terrore. E se a ucciderla fosse stato lui? È possibile che in quello stato di nebbia perenne si sia spinto tanto oltre? Per paura di essere accusato di omicidio, decide di non chiamare la polizia e di venire a capo della faccenda per conto proprio. Perché una cosa è certa: tra quegli alberi si nascondono orribili segreti, e Dexter non arriverà a scoprirli da solo. Ad aiutarlo sarà Jessica. O meglio, qualcosa che di Jessica sembra aver preso le sembianze.

Un'estratto del libro:
Attraversai il boschetto e sbucai in quell’angolo riparato al limitare dei pioppi. Mi avvicinai di qualche passo e mi fermai.
Quel che avevo visto era la divisa da cameriera del Riverside Café, un vestito nero con una banda dorata che correva lungo l’orlo. La riconobbi all’istante.
La ragazza che la indossava giaceva su un fianco, rivolta verso il campo, lontano da dove mi trovavo. I capelli neri erano arruffati e le gambe erano raccolte al petto come se stesse dormendo. Un braccio era disteso dinanzi a lei e l’altro abbandonato lungo il fianco, il palmo rivolto al cielo.
Anche senza vederla in volto, capii chi era.


A me sinceramente incuriosisce proprio tanto questo libro, sembra uno di quelli che riescono a tenerti incollato alle pagine con il fiato sospeso, che possono farti fare dei salti sulla sedia grazie ai colpi di scena.
Che ne pensate?

2 commenti:

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