venerdì 7 settembre 2012

Recensione: I ricordi della casa sul lago di Rosie Thomas

Buongiorno a tutti. Il sole è tornato, ma finora sembra che il caldo sia sopportabile, comunque l'estate non è ancora finita e un po' di sole ogni tanto ci sta bene.

Se siete passati dal blog in questi giorni avrete notato che mi sono lamentata un paio di volte della lettura che stavo cercando di portare a termine, ebbene posso comunicarvi che finalmente sono riuscita a finire di leggere "I ricordi della casa sul lago" di Rosie Thomas, pubblicato da Leggereditore il 26 luglio di quest'anno al prezzo di 14,00 euro.

Trama:
Un segreto di famiglia nascosto fra le pieghe di uno scialle di ineguagliabile bellezza. Una foto ingiallita dal tempo ritrae quattro donne, cosa le unisce? Mair Ellis, dopo la morte del padre, decide di partire alla volta del Kashmir per ripercorrere la storia della sua famiglia e dei suoi nonni, affrontando un viaggio che cambierà la sua vita per sempre.
L’india degli anni ’40 del Novecento si alterna ai volti e ai colori dell’India di oggi, Ellis per scoprire la verità dovrà tessere i fili di una storia troppo a lungo taciuta, facendone riaffiorare il finale perduto…


Il mio pensiero:
Ho iniziato questa lettura piena di aspettative, mi ha ispirato la copertina così dolce con i suoi colori caldi, ed anche la trama ha fatto la sua parte. Un po' di avventura con tante emozioni racchiuse nel viaggio di una vita.
Purtroppo ho avuto qualche difficoltà a leggere il romanzo, l'idea della storia è brillante e interessante, ma il modo in cui viene raccontata mi è risultato un po' noioso e a tratti difficile da capire.
Infatti l'autrice ci porta a viaggiare attraverso l'India, mettendo a confronto i racconti di due generazioni diverse. Mair Ellis ci racconta l'India di oggi, mentre Nerys Watkins ci racconta l'India degli anni '40, l'India della seconda gueraa mondiale.
Le due donne sono nipote la prima e nonna la seconda, non si sono mai conosciute, ma Mair grazie al suo viaggio si sentirà estremamente legata alla nonna e al suo passato.
Avventura attraverso villaggi poveri, attraverso le vie profumate e piene di colori, alla scoperta di ogni parte dell'India. Conosciamo persone diverse, da piccoli orfani, a madri impotenti di fronte alla povertà; dai ricchi e potenti che danno feste ostentando tutto ciò, ai poveri uomini che cercano di portare a casa qualche soldo lavorando la terra e portando al pascolo le pecore, dai tessitori sempre chini sui loro telai, ai missionari che cercano di portare la parola di Dio e aiutano le famiglie povere; da mariti inesistenti, a illusionisti che vivono la vita viaggiando; da coppie innamorate, a coppie distrutte dai segreti e dalle menzogne.
Insomma abbiamo davanti a noi un quadro ricco di ambientazioni ben descritte e di personaggi particolari che danno un senso alla storia, ma nonostante questo per gran parte del romanzo ho provato noia, faticavo a leggere e ad andare avanti con il romanzo.
Tutto questo probabilmente è dovuto al fatto che la narrazione è estremamente lenta (sono 515 pagine di romanzo), a capitoli molto lunghi e soprattutto alle parole che vengono messe nel romanzo in lingua indiana, che sicuramente ti fanno sentire più vicina a questo paese, ma che rendono la lettura difficoltosa in quanto non sempre queste parole sono tradotte, per farvi capire meglio: si legge una parola in indiano in un capitolo e dopo una cinquantina di pagine la parola viene ripetuta con la sua spiegazione data dalla descrizione all'interno del romanzo. Ecco quali sono i punti critici del libro che non mi hanno permesso di apprezzarlo a pieno.
La storia è meravigliosa appunto perchè è piena di descrizioni dei paesaggi, dei personaggi e delle emozioni, ci sono intrighi che incurioscono il lettore, forti sensazioni che si provano leggendo, ma tutto viene un po' "ingrigito" dai problemi di cui vi ho parlato sopra.

Non mi sento di aggiungere altro, il romanzo mi ha in parte deluso e in parte soddisfatto, avrei preferito sicuramente avere meno parole in indiano e se alcune situazioni fossero state tirate meno per le lunghe il romanzo avrebbe mantenuto la sua particolarità e intensità, anzi sarebbero state amplificate ancora di più.
E' un romanzo che mi sento di consigliare a chi non si arrende di fronte a piccole incomprensioni, a chi ama l'avventura, ma non ha problemi a provare un po' di noia. E sicuramente è un romanzo che dona tante emozioni con romanticismo e drammaticità.

Come sempre alla fine parliamo di cover e titolo. La cover originale è assolutamente splendida, avendo letto il romanzo posso dirvi che riassume gran parte della storia e poi i colori sono splendidi. Mentre per quanto riguarda il titolo apprezzo tutti e due, sia l'originale che il nostrano si addicono alla storia, anche se quello originale è più evocativo ed incuriosisce di più.
Voi cosa ne pensate? Conoscevate il libro? Vi ispira?

4 commenti:

  1. La Leggereditore mi ha mandato questo libro, quindi prossimamente lo leggerò anche io... non so, anche in altre recensioni ho sentito dire che è noioso... la cosa un pò mi dispiace...
    Saprò dire qualcosa in più dopo che l'avrò letto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Clody è una narrazione molto lenta, ma a parte questo e quei piccoli problemi di comprensione, la storia a me è piaciuta molto. Spero potrà piacere anche a te. Se ti va torna dopo che lo avrai letto e fammi sapere :)

      Elimina
  2. Accidenti dalla trama sembra veramente bello, è un peccato, perchè non è solo la trama a fare un libro, ma anche il modo in cui racconti ciò che accade.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Rosellina, sai ogni lettore vive un libro a modo suo. Magari per me è stato noioso, per altri forse non lo è.
      Personalmente avrei preferito una narrazione un po' più veloce, ma comunque ricca di particolari.
      Ripeto, la storia in sé è splendida, ma queste pecche un po' rovinano la lettura.

      Elimina

Lasciate un segno del vostro passaggio, sono sempre felice di leggere e rispondervi ♥