lunedì 10 settembre 2012

Recensione: Nel nome dello Zio di Stefano Piedimonte

Buongiorno e buon lunedì, oggi inizia la settimana, si riprende con il lavoro e fra poco anche i ragazzi riprenderanno con la scuola, piano piano tutto sta tornando alla normalità e intanto io sono qui per parlarvi di un libro che ho finito di leggere sabato sera. Un libro che ci ho messo poco più di un giorno a portare a termine, un libro che, nonostante il tema "forte" che tratta, si legge piacevolmente e in pochissimo tempo.
Sto parlando de "Il nome dello Zio" di Stefano Piedimonte, pubblicato da Guanda pochi giorni fa, il 6 settembre, al prezzo di 16,00 euro.

Trama: 
Lo Zio è un boss della camorra, lucido, spietato, con un grande talento imprenditoriale. Un leader e un affarista nato, due doti decisive nei Quartieri Spagnoli. Ha però una fatale debolezza: il Grande Fratello. Non si perde una puntata del GF neanche quando è costretto a vivere in latitanza, braccato dall’agente di polizia Woody Alien, così soprannominato per la bruttezza intellettualoide, che potrebbe incastrarlo grazie a un misterioso informatore. Allora i guaglioni dello Zio – i cinque «mostri» Alberto ’o Malamente, Germano Spic e Span, Sandruccio la Zitella, Pasquale Bruciulì e Biagio ’o Femminiello – arruolano un «bravo ragazzo» per mandargli un messaggio dalla Casa: il pusher Anthony, ventenne incensurato, ma in compenso lampadato e depilato. Dopo un estenuante addestramento, Anthony riesce a superare il provino ed entra nel cast. E sarà proprio lui a dare il colpo di… scena.
Con una scrittura plastica e uno humour paradossale, Stefano Piedimonte ha trovato un modo speciale di raccontare una realtà dura come quella napoletana: restituisce operai e manager del crimine ai loro gesti, ai loro tic, al loro linguaggio, alla loro infernale quotidianità, e proprio per questo li colpisce nel vivo.


 Il mio pensiero:
Quando tempo fa vidi notizie di questo libro sulla pagina facebook della casa editrice ne rimasi subito colpita. Di certo la copertina non attira sguardi curiosi, ma la trama mi ha subito fatto sorridere, per la strana vicinanza fra un boss della camorra e lo show seguitissimo del Grande Fratello, per i soprannomi strani e per il lampadato Anthony, che sarà protagonista per buona parte del libro.
Il romanzo racconta la storia del tradimento ai danni dello Zio, sì proprio ai danni del boss. Racconta come i suoi fedeli cerchino di fargli arrivare un messaggio tramite l'unico canale di contatto che è rimasto con lui, dopo la sua fuga, il GF. Prendono un ragazzo semplice, conosciuto nel "giro", gli dicono cosa deve fare e come lo deve fare e lo "buttano" dentro alla casa più famosa d'Italia; gli fanno capire che non deve fallire e che, dopo aver compiuto la missione, non ci sarà spazio per le sue richieste o i suoi desideri. 
Si parte con un po' di storia a ritroso per far capire meglio cosa succede ai personaggi, ogni capitolo ha un titolo che fa già capire un po' cosa succederà, i capitoli sono corti e si leggono in un baleno.
Qui i personaggi non sono descritti come siamo abituati noi, ci sono diverse particolarità che te li fanno comprendere. Ovviamente i personaggi più importanti e quelli che capiamo e conosciamo meglio sono quelli principali. Anthony, il "guagliò" che entra nella casa del Grande Fratello, lo Zio il grande e stimato boss della camorra e Peppino il Fetente, quello che si occupa dell' "indottrinamento" di Anthony, il duro che vuole salire la scala della camorra e avere un grado più importante, quello che farebbe di tutto per compiacere lo Zio.
Grazie ad altri personaggi minori abbiamo altri punti di vista che completano la storia, Gessica, la sottomessa moglie del boss ed infine Woody Alien il bruttissimo ma inarrestabile agente di polizia.

"Nel nome dello Zio" è un romanzo che si legge tutto in un fiato, esilarante, pieno di humour e ironia. E' un romanzo che tratta un argomento forte e sentito da molti italiani, quello della camorra; quello dei boss e dei suoi alleati che vivono calpestando gli altri; quelli che per avere qualche soldo, controllo e potere in più non si fermano davanti a niente. Sono disposti a distruggere la vita di un uomo, sia fisicamente che moralmente, quelli che ti portano sull'orlo del baratro e poi, non contenti, ti danno anche la spinta per buttarti giù. 
Insomma, non è di certo un argomento leggero e simpatico, ma l'autore, con il suo stile di narrazione e scrittura così particolare, riesce a far sorridere, si avvicina al lettore in modo subito ironico, ma indipendentemente da questo molto diretto; non usa giochetti strani per far capire al lettore la realtà della camorra. Anzi per chi, ad esempio come me, non è a stretto contatto con questo mondo, il libro risulta essere una guida per far capire cosa succede realmente fra i camorristi e la povera gente napoletana.
E' uno squarcio d'Italia che esiste, ma che in molti vogliono tacere, vorrebbero passasse inosservata, anzi che non esistesse per niente, ma purtroppo c'è e in molti ne pagano le conseguenze.
Il romanzo mette in luce i comportamenti del boss, dei suoi sottomessi, dei suoi fidati, della moglie, insomma di tutto quello che gli gira intorno. E lo fa rendendo il lettore partecipe, facendolo sorridere, ma allo stesso tempo facendolo pensare e riflettere. 

E' stato un vero piacere leggerlo, un libro diverso dal solito, un libro che lascia il segno per la storia narrata, ma anche per il modo in cui viene narrata. Lasciando alla fine il lettore che una certezza, i "cattivi" possono essere catturati, ma cambiare vita è impossibile per uno che fa parte di quel giro. Si cambia regione e magari invece che con la camorra, hai a che fare con la mafia o con ndrangheta, ma la tua vita cambia realmente?

Lo consiglio vivamente a tutti voi, credo che anche qualche adolescente potrebbe apprezzare il romanzo, ma soprattutto è un libro che apre la mente, che fa riflettere, ma che fa sbellicare dalle risate. Insomma il mix vincente per il quale merita di essere letto.

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