sabato 20 ottobre 2012

Recensione: Il bello della vita di Dan Rhodes

Buondì e buon sabato, ecco l'ultima recensione della settimana. Pochi giorni fa vi ho parlato di Niceville, un thriller con un pizzico di paranormale e mistero... Oggi vi parlo di un libro completamente diverso, nella grafica, nei toni, nel genere; ogni cosa è differente.

Il bello della vita romanzo dell'inglese Dan Rhodes, è stato pubblicato in Italia dalla Newton Compton il  4 ottobre di quest'anno, al prezzo di 16,90 euro.

Trama: 
La giovane Aurélie studia all'Accademia di Belle Arti di Parigi e conduce una vita abbastanza regolare. Fino a che il suo professore le chiederà di realizzare un bizzarro progetto creativo sulle conseguenze di alcune azioni e la combinazione tra volontà e casualità. Le conseguenze di un semplice gesto nel bel mezzo di una brulicante piazza parigina in un momento qualsiasi scateneranno una serie di avvenimenti che trasformeranno per sempre la vita di Aurélie e quella di coloro che la circondano. Tra notti alcoliche, incontri con personaggi bizzarri e coincidenze esilaranti, Aurélie percorrerà le strade di una Parigi magica e imprevedibile. In questa folle, straordinaria avventura l'accompagnano l'amica Sylvie e il professor Papavoine, suo tutor nell'originale progetto che ha dato origine a tutto. Un libro divertente e romantico, ironico e geniale, in cui Dan Rhodes ci fa assaporare ancora una volta, con la sua eccezionale, dirompente scrittura, la vertiginosa bellezza della vita.


Il mio pensiero:
Quando lessi la trama settimane fa, rimasi colpita da quanto mi risultava particolare e interessante l'argomento trattato. La copertina l'ho trovato subito entusiasmante, semplice ma che dona il giusto effetto. Ed inoltre inizio ad apprezzare i romanzi che come "location" hanno la Francia.

Il bello della vita è un romanzo molto particolare, l'autore ci mette di fronte alla quotidianità di diversi personaggi; ma la quotidianità di questi personaggi l'ho trovata realmente assurda per buona metà del libro.
Mi sono trovata di fronte a situazioni che ho provato ad immaginare, ma che secondo la mia testa non potrebbero mai accadere. Spesso le reazioni e i pensieri della protagonista mi sfuggivano e guardavo le pagine che sfogliavo strabuzzando gli occhi.
Ho imparato ad apprezzare il libro mano a mano che lo leggevo. Continuo a sostenere che sia un libro assurdo, ma molte assurdità vengono ridimensionate verso la fine del romanzo; inoltre, molte di queste assurdità fanno sorridere e divertire, ma fanno anche pensare attentamente alla vita in generale e al mondo che ci circonda.
Il lettore viene messo di fronte alle probabilità, al destino, allo svolgere degli eventi. E l'autore riesce a farlo senza mai stancare, anzi incuriosendo fino alla fine chi legge il suo romanzo.

Mi sono resa conto che l'autore, ha l'incredibile capacità di dipingere con toni accesi e strambi, una vita che altrimenti risulterebbe noiosa e grigia. E i suoi personaggi godono dello stesso trattamento, ma al contrario. Personaggi che all'inizio ci risultano strambi, incomprensibili e assurdi, andando avanti con la lettura li sentiamo vicini a noi, impariamo a conoscerli, ad apprezzarli e a sostenerli.
All'inizio del libro non amavo la maggior parte dei personaggi che compaiono nella storia, soprattutto per la protagonista provavo un'avversione totale,  non comprendevo le sue scelte, non mi capacitavo della sua "stupidità" e non capivo come potesse risultare interessante al lettore. Ma nonostante questa avversione avevo l'impulso di continuare a leggere, la curiosità di scoprire se il mio pensiero su Aurélie sarebbe cambiato oppure no e senza quasi rendermene conto sono arrivata al punto di sostenerla e "amarla". 
E non è l'unico personaggio del libro per cui i miei pensieri e sensazioni sono cambiati. Ho adorato conoscere il professore Papavoine e sua moglie, due persone che si mostrano inizialmente per l'opposto che in realtà sono. Conoscere "Le Machine" attraverso il suo progetto è stata un'avventura unica, se all'inizio la consideravo una buffonata, sono arrivata al punto in cui mi sono resa conto che un progetto del genere in effetti potrebbe avere successo anche nella vita reale. (So che questo pezzo non lo capirete molto se non avete letto il libro, ma non amo svelare troppi particolari). L'unico personaggio che non ho mai apprezzato molto e su cui non ho cambiato idea è Sylvie, la migliore amica della protagonista. Nonostante venga dipinta come una ragazza allegra e amata da tutti, io l'ho trovata a tratti noiosa e a tratti insopportabile.

Io non conosco la Francia e neanche Parigi, ma da quello che ho potuto vivere attraverso i racconti di persone care, di foto e filmati; credo di poter affermare con convinzione che questo libro ritrae in piccoli particolari una Francia realistica e appassionante.
Le ambientazioni vengono descritte in modo particolare, lasciando spazio alla passione del lettore. I personaggi sono caratterizzati bene e ad ogni capitolo che leggiamo possiamo aggiungere particolari ad ognuno di essi.

Dan Rhodes ha la capacità di raccontare il quotidiano, di renderlo assurdo e folle. Ma riesce a trasformare situazioni noiose in quadri dai mille colori in cui il lettore può solo tuffarsi dentro.
Consiglio il libro a chi ha voglia di una lettura coinvolgente, che parla in modo "strambo" di amore e amicizia; che fa riflettere sulla nostra vita e sulla vita del Mondo.

E' il momento di parlare della cover e del titolo. Posso complimentarmi con la Newton Compton, in quanto, come potete vedere, a mantenuto la copertina identica all'originale e il titolo è cambiato davvero di pochissimo, mantenendo il senso del libro. E' tutto azzeccato meravigliosamente.
Voi cosa ne pensate? Credete sarebbe un libro adatto a voi?
***
Questa recensione partecipa alla Hogwart Reading Challenge

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