mercoledì 26 dicembre 2012

Recensione: "Cose da grandi" di Garth Stein

Buongiorno buongiorno, e buon Santo Stefano a tutti.
Dopo qualche giorno di "stallo" il blog riprende a pieni ritmi la sua vita (o almeno spero), non sarà facile perché con Marco in ferie che sclera perché si annoia, non so quanto tempo riuscirò a dedicare al mio angolino, ma io ci provo xD
Anche le mie letture sono andate un po' a rilento in questi giorni, fra il mio compleanno, la vigilia e Natale non sono riuscita ad andare molto avanti, ma finalmente ieri sera ho finito un libro, ed è proprio il libro di cui vi parlo oggi :)

"Cose da grandi" di Garth Stein, pubblicato da Piemme, il 16 ottobre 2012, al prezzo di 18,50 euro.
Circa un mese fa ho dedicato a questo libro la mia rubrica "Chi ben comincia..." in cui potrete leggere le prime righe del romanzo (QUI)

Trama: 
A trentun anni, Evan si sente uno sfigato: non ha un lavoro stabile, non ha una relazione fissa, è andato via di casa soltanto perché ha ereditato l'appartamento del nonno. Pecora nera nella sua compassata famiglia di geni, fa il musicista, ma non ha mai sfondato. O meglio: lui e la sua band hanno avuto la loro grande occasione negli anni d'oro del grunge, ma si sono sciolti a un passo dal successo. E così, ora, Evan si limita a dare lezioni di chitarra a ricconi di mezza età. Insomma: rock and roll zero, sesso poco, droga solo a fini terapeutici - contro le crisi epilettiche di cui soffre a causa di un incidente subito durante l'infanzia, e sul quale non ha mai rivelato tutta la verità. Perché in una cosa è davvero bravo: nascondere segreti. Non ha mai detto a nessuno, per esempio, che ha un figlio: Dean. Del resto, neanche Evan l'ha mai conosciuto: è nato quando lui e la sua ragazza erano liceali, e i nonni materni se lo sono portato via, insieme alla giovanissima madre. Finché una drammatica circostanza fa incontrare per la prima volta padre e figlio dopo quattordici anni, e Evan, di punto in bianco genitore single, si ritrova a prendersi cura di quel ragazzino carico di rancore che non ha alcuna intenzione di rendergli la vita facile. Con un vero teenager sotto lo stesso tetto, inizierà finalmente a stargli stretta la propria eterna adolescenza. Tanto da rendersi conto che, forse, è arrivato il momento di smettere di raccontarsi scuse e superare quella paura di crescere.

Il mio pensiero:
"Cose da grandi" mi aveva subito incuriosito, la copertina dà un senso di "leggerezza", ma se ci si ferma un attimo a leggere la trama si capisce subito che di leggerezza e semplicità ce n'è ben poca nel romanzo.
Così, ho deciso di leggerlo e sono stata subito trasportata nel mondo difficile e pieno di bugie di Evan, il protagonista.
Evan è un trentenne con un grande sogno. Vorrebbe suonare la sua chitarra per tutta la vita, a patto di riuscire a sfondare e diventare famoso; cosa che ancora non è riuscita a fare. La sua vita è molto semplice, composta da pochissimi amici, nessun lavoro, una gran voglia di fare musica, un piccolo appartamento ereditato e nient'altro.
Ma tutto questo viene sconvolto da Dean, il figlio quattordicenne che non ha mai conosciuto; dopo una serie di drammatici  e misteriosi eventi, si ritrovano in macchina da soli a fare un viaggio verso Seattle, per poi dormire e mangiare nella stessa casa per giorni.
E così padre e figlio sono insieme, senza conoscersi e senza essersi mai visti!
Sapete che non mi piace molto parlare della trama del libro, perché per prima cosa l'avete all'inizio e in secondo luogo so già che mi dilungherei troppo e rischierei di svelare molto di più del dovuto.
Questo accenno che vi ho fatto è praticamente l'inizio del libro, potrete capire da soli che la convinvenza fra questi due non sarà semplice. Dean è pieno di rimorso, ha appena perso la madre e non conosce minimamente il padre. Evan è un uomo che ha avuto ben poche responsabilità fino ad ora e che è sempre rimasto un po' adolescente. La vita dei due si trasformerà in un piccolo inferno, con sprazzi di luce, qualche risata e qualche cenno affettuoso.
Questo romanzo è colmo di sentimenti, fa realmente tremare il cuore. Perché se da una parte abbiamo Evan e i suoi discorsi interiori, i suoi dubbi e i suoi segreti; dall'altra abbiamo il giovane Dean che di peli sulla lingua ne ha ben pochi e che cerca di mettere alla prova il padre in qualsiasi cosa. E purtroppo Evan ha grosse difficoltà a comprendere queste prove e a superarle.
Abbiamo due uomini che appaiono completamente diversi, che non si sono mai visti e conosciuti, ma che hanno assolutamente bisogno l'uno dell'altro per continuare a vivere. Si sono conosciuti, si sono stretti la mano e da quel momento le loro vite sono cambiate, loro non se ne sono resi conto, ma è come se un filo invisibile li avesse allacciati. Hanno bisogno l'uno dell'altro, ma non se ne rendono conto fin quando è troppo tardi.
Se in mezzo a questi grossi problemi ci mettiamo il fatto che Evan soffre di epilessia, che nessuno (a parte i genitori) sa di questa sua malattia, che è stato cresciuto fin da piccolo con la convinzione che sia una malattia di cui vergognarsi; capirete bene quante bugie e sotterfugi Evan applica nella sua vita, una bugia che si lega all'altra e per sostenere quelle bugie bisogna crearne altre; si arriva al punto in cui nessuno conosce realmente Evan, in cui nessuno sa niente della sua vita, a parte i genitori che purtroppo lo considerano ancora un ragazzo che non è in grado di badare nemmeno a se stesso e vorrebbero decidere tutto della sua vita.
La vita di Evan non è semplice per niente, e nella sua calma platonica e falsa, arriva Dean che porta trambusto, grandi cambiamenti e responsabilità. Per fortuna Evan ha la sua musica, che lo fa sentire bene, lo fa ragionare e sfogare, ed è proprio grazie ad essa che capirà lo scopo della sua vita, capirà i suoi errori e vorrà rimediare.
Ho preso dal libro un paio di citazioni che credo vi faranno capire benissimo il rapporto di Evan e Dean e vi faranno capire bene quello che Evan ha passato nel romanzo. Sono tutti ragionamenti che Evan fa mentre suona, è come se la sua mente e il suo cuore si aprissero.

Perché, per quanto un padre e un figlio possano venire separati, non sono mai due entità a sé stanti. Non possono prescindere l'uno dall'altro. Potranno anche non essersi mai visti in vita loro, ma si influenzano ugualmente a vicenda.
E adesso a Evan è tutto chiaro: la differenza tra quanto è e quanto è stato fatto, tra presente e passato. Capisce che non è il passato a fondare ciò che fa, a fondare quello che è, a meno che non sia lui a volerlo.

Spero che queste due citazioni che ho voluto includere nella recensione vi facciano capire come sia il mondo di Evan e il mondo creato dall'autore.
Garth Stein ha uno stile semplice e molto fresco, uno stile che sembra parlare ai giovani, ma che lascia un bel solco anche nei cuori dei più adulti. Riesce a raccontare una realtà qualsiasi e la rende speciale e piena di emozioni.
E' sicuramente una lettura che consiglio, soprattutto a chi ama emozionarsi, a chi ama i sentimenti e non ha paura di provarne di forti grazie ad un libro. Io essendo madre ho rischiato di piangere un bel po' di volte con questo libro, ma ho anche sorriso perché Stein ha creato due protagonisti (e una marea di altri personaggi) che sono reali, con un piccolo tocco di assurdo; sono reali e fanno sorridere, ma anche piangere e sospirare.

Passiamo a cover e titolo. Sono completamente diversi, sia il titolo che la copertina. Il titolo originale tradotto letteralmente è "Come Evan si è rotto la sua testa - e altri segreti", e sinceramente preferisco di gran lunga quello italiano. Non mi piace, e un titolo del genere non mi attirerebbe minimamente se me lo trovassi di fronte in libreria. Anche le cover sono agli opposti, se per quella originale hanno scelto uno sfondo completamente rosso con la sagoma nera di un uomo con la chitarra, quella italiana la trovo più adatta, con lo sfondo di Seattle e questo uomo che sembra volare, suonando una chitarra immaginaria.
L'unica cosa che salvo della copertina originale è il font usato per il titolo, ma per il resto è mille volte meglio quella italiana.

Adesso aspetto i vostri commenti, come al solito. In cui spero mi lascerete le vostre opinioni su libro e recensioni, ma anche sulla parte grafica e il titolo.

***
Questa recensione partecipa alla Hogwart Reading Challenge

1 commento:

  1. Questo libro l'ho comprato qualche settimana fa. Mi sa che mi piacerà molto.
    Saluti dalla Spagna! :D

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