mercoledì 5 dicembre 2012

Recensione: "Il mio Angelo Segreto" di Federica Bosco

Eccomi per parlarvi della mia ultima lettura conclusa, ho accennato qualcosa prima nella rubrica del mercoledì ed ora finalmente ho trovato un'oretta per provare ad esprimere i miei pensieri su questo romanzo.

Il mio Angelo Segreto è il secondo libro della trilogia scritta da Federica Bosco, è stato pubblicato dalla Newton Compton, il 6 ottobre del 2011, al prezzo di 9,90 euro.

Trama:
Da quel terribile giorno di febbraio, quando il mare l’ha inghiottita, il tempo per Mia si è fermato. Dal sonno profondo in cui è precipitata e da cui sembra non volersi ridestare, Mia si sente però al sicuro. Il suono di una voce che lei conosce bene la avvolge e la protegge, la tiene lontana da qualsiasi sofferenza e la trasporta in una sorta di sogno, in cui può sentirsi ancora vicina a chi ama. Quella voce è più forte di tutte le altre che ha intorno e che la chiamano, cercando in ogni modo di farle aprire gli occhi. Ma lei non ha alcuna intenzione di tornare alla sua vita di un tempo. Finché, dopo quasi due mesi, Mia finalmente si risveglia. Qualcuno ha voluto che tornasse a vivere, qualcuno con cui Mia riesce ancora a parlare, e che non vuole smettere di ascoltare. Qualcuno che la ama più della sua stessa vita e che ha fatto di tutto per salvarla...






Il mio pensiero: (POSSIBILI SPOILER PER CHI NON HA LETTO IL PRIMO LIBRO DELLA TRILOGIA)
Dunque, dopo aver letto "Innamorata di un Angelo", avrei avuto voglia di buttarmi subito a capofitto di nuovo nel mondo di Mia e degli altri personaggi, ma prima mi sono dedicata ad un altro libro (come avrete ormai capito se seguite il blog xD). Quando sono tornata a leggere delle avventure di Mia avevo il bisogno, quasi fisico, di sapere cosa le fosse successo e come sarebbe venuta fuori da quella situazione e poi come avrebbe continuato a vivere.
"Il mio Angelo Segreto" inizia subito in modo struggente e doloroso, Mia ha rischiato di morire, volevo morire per raggiungere il suo "angelo" Patrick e ci stava riuscendo, se non fosse intervenuto proprio lui, il suo grande amore.
Ritroviamo Mia in coma, che sente tutto quello che le accade intorno, che percepisce il dolore di sua madre, di Paul e di Betty, del suo amico Carl e dell'insegnante di danza (ed io aggiungerei anche di vita) Claire. Capisce quanto quella situazione stia facendo soffrire i suoi cari, ma nonostante questo non trova, o non vuole trovare, la forza per tornare in sé e svegliarsi dal coma. 
Solo Patrick, cercando di raggiungerla con la sua voce la fa ragionare e le fa capire che grande dono sia la vita, le fa capire quanto sia importante vivere e quanti motivi abbia per farlo.
Ecco qui, ho storto un pochino il naso, perché dopo essere stata in coma per quasi due settimane Mia si risveglia, ed ovviamente è come in uno stato catatonico, non riesce quasi a muoversi, non riesce a parlare e si sente perduta, con la paura di non tornare mai più come prima. Ed ancora una volta è grazie all'intervento del suo amato Patrick che mia reagisce e si riprende da questa catatonia. Così in un batter di ciglio, passa dall'essere una mezza morta sul letto a guardare fuori dalla finestra sorridente.
Ecco io non ho provato il coma e sinceramente non so quanto tempo ci voglia a riprendersi dopo che il nostro corpo sta completamente in stand by, ma sicuramente non credo sia una cosa così veloce.
Cerco di spiegarmi meglio, gli attimi di coma di Mia sono spiegati benissimo e viene dato il giusto peso e il giusto spazio al tutto; mentre dal momento in cui si "sveglia", al momento in cui torna ad essere "se stessa" passa pochissimo, succede tutto in un attimo, mentre avrei voluto che la cosa fosse un po' più realistica, questo è comunque il pensiero di una persona che non ha mai vissuto il coma né in prima persona, né da "spettatrice". (E spero di non offendere nessuno con queste parole).
Dopo questo piccolo problema, la narrazione va avanti perfettamente.
Abbiamo modo di conoscere meglio alcuni personaggi e ne arrivano di nuovi.
La mitica nonna di Mia si fa sentire e l'autrice riesce a fare capire al lettore che questa signore che sembra un piccolo "Hitler" ha anche un cuore grande, ci fa comprendere il suo comportamento attraverso i racconti del suo passato, ed ovviamente il lettore rimane affascinato da questa figura autoritaria, che si sente giovane e che vive ogni attimo della sua vita senza lasciar scappare nulla.
Un altro personaggio che mi è rimasto impresso e mi ha colpito molto è il maestro di danza Aurel, che non appare molto spesso durante la narrazione, ma con le sue fugaci apparizioni fa morire dal ridere il lettore e lo trascina in un mondo fatto di ironia, simpatia, grande passione e intelligenza.
Ovviamente ci sono altri personaggi che entrano a far parte della storia, ma nessuno di questi mi ha colpito così profondamente da parlarvene.
Veniamo alla mia odiata Nina, le cose non cambiano molto in questo romanzo, è un personaggio che non riesco a sopportare, nonostante ci sia un piccolo passo in avanti alla fine del libro (un passo che non mi aspettavo), ho ancora una marea di dubbi su Nina, se potessi sono ancora convinta che la prenderei e la sbatterei contro al muro, ma dato che manca ancora un libro per concludere la trilogia, spero che l'autrice riuscirà a farmela apprezzare almeno un pochino.

Le ambientazioni sono ben descritte, soprattutto la "vacanza" che Mia fa a Firenze da sua nonna, è bello vedere una città italiana che conosco abbastanza, attraverso gli occhi di una persona che non l'ha mai vista, trovare il suo stupore e l'incanto. Credo che l'autrice sia riuscita a trasmettere perfettamente le sensazioni di Mia di fronte ad una bellissima città (e la sua periferia), la voglia di scoprirla e di perdersi fra le sue vie.
E' interessante anche come viene descritta la Royal Ballet School, sembra di vedere una fotografia sempre attraverso gli occhi sognanti della protagonista che vuole coronare il suo sogno.

Lo stile della Bosco è sempre molto fluido, semplice, non si trovano intoppi, riesce ad attirare il lettore, incuriosirlo e accompagnarlo fino alla fine del romanzo senza mai farlo annoiare. Ovviamente non è un romanzo impegnativo e complicato, anzi i concetti riportati sono molto semplici, ma non per questo devono passare inosservati. Come per il primo libro della trilogia, trovo che anche questo sia in grado di far ragionare su tantissime cose, mentre leggi senti il bisogno di fermarti un attimo e riflettere sui concetti che esprime l'autrice. Si parla di morte, di rinascita, di odio e amore, della forza della famiglia, ma anche degli amici, ma soprattutto scopriamo la forza inaudita che può avere un Amore Vero.
Infatti è interessante ed emozionante assistere alla crescita del personaggio di Mia, ho trovato interessante capire i pensieri di Patrick attraverso di lei, scoprire come fosse realmente il suo Angelo Custode, ma con un pensiero proprio, sempre pronta a cercare di farla ragionare; nonostante questo anche l'angelo Patrick ha dei momenti di smarrimento, dei momenti di paura e di tristezza ed ecco che sarà proprio Mia in questo caso a tenergli il morale alto, cercherà di farlo riflettere e soprattutto gli "terrà sempre la mano".

Il finale mi ha colpito moltissimo, se nel primo volume della trilogia ero rimasta colpita ma quasi con le lacrime agli occhi, in questo secondo volume ho sorriso di gioia per Mia, l'ho sostenuta fino alla fine e sono rimasta completamente spiazzata dalla sua scelta coraggiosissima. Inizia la sua "seconda vita" ed ora non vedo l'ora come la porterà avanti nell'ultimo volume della trilogia.
Consiglio il romanzo a tutti quelli che credono negli Angeli Custodi, a tutti quelli che amano sognare, ma che non hanno paura di soffrire e di trovarsi di fronte a situazioni che sembrano insormontabili. Questo romanzo riesce a dare una carica di coraggio enorme e credo che ognuno di noi (anche se di poco) ne abbia sempre bisogno.
Anche in questa recensione ho deciso di mettere qualche immagine che mi ricordava la storia, spero commenterete e mi lascerete le vostre impressioni, sia sul libro che sul mio pensiero. :)
***
Questa recensione partecipa alla Hogwart Reading Challenge

4 commenti:

  1. Bene, vedo che la storia continua ad appassionarti :) e che la nonna di Mia ha lasciato il segno: io la adoro! Buon terzo e ultimo volume!

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  2. Mi dispiace Alessia, ma ho evitato di leggere proprio per gli spoiler! In compenso corro a leggere la prima recensione di questra trilogia ;D
    ahahahah tornerò dopo aver letto il primo volume, promesso!!

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  3. Io sto leggendo il terzo ormai, ma devo dire che mi ha stancato un po. Il primo mi era piaciuto ed avevo anche pianto alla fine! Però già dal secondo iniziavo a stancarmi..troppo tragico, melenso fino allo sfinimento. Non è giusto nemmeno considerarlo un fantasy..avrei preferito che Pat non morisse e continuasse solo a essere un romanzo..o che anche fosse morto poi non si svolgesse una specie di relazione "ultraterrena" solo nella testa di Mia..è la mia opinione e sebbene mi sono affezionata a tutti i personaggi non lo reputo così bello da lasciare il fiato (almeno parlando degli ultimi due).

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