venerdì 21 dicembre 2012

Recensione: "Uno stupido angelo" di Christopher Moore

Buongiorno carissimi, siete ancora tutti vivi? Oppure avete perso qualche anno di vita per l'ansia credendo a questa storia della fine del mondo? Io personalmente sono convinta di una cosa, prima o poi la fine del mondo ci sarà davvero, ma non servono predizioni per esserne certi; per il semplice fatto che la nostra Terra ormai è piena di inquinamento e piano piano non riuscirà più a sopportare tutto quello che le facciamo e prima o poi si ribellerà. Questo è il mio pensiero, che può essere condiviso o meno, vorrei solo che chi passasse di qui e non la pensasse come me non mi attaccasse con insulti, che sinceramente non servono a niente.
Ma cosa dite, passiamo alla recensione di oggi? xD

"Uno stupido angelo" è un romanzo dell'acclamatissimo Christopher Moore, pubblicato in Italia da Elliott, il 31 ottobre 2012, al prezzo di 16,50 euro.

Trama:
Natale sta arrivando e gli abitanti del piccolo villaggio di Pine Cove in California sono impegnatissimi a far acquisti, impacchettare regali, decorare la casa e inghirlandare alberi, immersi nello spirito gioioso della festa. Ma non tutti hanno il cuore lieto e, fra questi, c’è il piccolo Joshua. A rattristare il bambino è la convinzione che quest’anno non riceverà regali, dal momento che ha visto con i suoi occhi Babbo Natale ricevere un colpo di pala e stramazzare a terra. Per questo, da quel momento, la sua unica preghiera è: “Ti prego, Babbo Natale, torna dal regno dei morti!”. E si sa, per quanto impossibili, a volte i desideri dei bambini vengono accolti in paradiso; in questo caso quello di Joshua viene intercettato dall’arcangelo Raziel, che non è certo l’angelo più sveglio nel regno dei cieli. Spinto dall’euforia per la missione che deve compiere, l’arcangelo dà inizio a una serie di eventi che getteranno i residenti di Pine Cove dritti nel caos, culminante nella festa di Natale più esilarante e terrorizzante che la città abbia mai visto.
È il Natale secondo Moore, grottesco e cattivello al punto giusto, qui presentato ai lettori italiani in versione integrale con un nuovissimo capitolo aggiunto dall’autore.

Il mio pensiero:
Devo ammettere che non avevo mai letto niente di Moore, nonostante mi incuriosissime molto, non ero mai riuscita ad avere un suo libro. Beh, dopo aver letto "Uno stupido angelo", credo mi metterò alla ricerca di tutti i suoi libri, perché il suo stile così ironico, sarcastico e fuori dalle righe mi ha affascinato a tal punto che vorrei poter leggere tutti i suoi romanzi all'istante.

"Uno stupido angelo" racconta di una cittadina californiana, Pine Cove che viene presa d'assalto nel periodo natalizio; dei suoi abitanti allegri, strambi e un po' pazzi che si incontrano e si scontrano; racconta di un bambino che vede uccidere "Babbo Natale" e che esprime un desiderio; racconta di un angelo (un vero e proprio angelo con le ali), Raziel, che viene sulla terra per compiere il miracolo di Natale, ma questo angelo è un po' stupido e troppo esaltato da questa missione (ma è anche esaltato dalla cioccolata, dai marshmallow e dalle costolette); racconta di un cimitero in cui i morti ascoltano quello che succede agli abitanti di Pine Cove e sanno tutto di tutti; racconta di un pipistrello della frutta che parla e porta dei RayBan... E potrei continuare almeno per un'altra ventina di righe, ma mi fermo qui :)

Come potrete capire questo romanzo è ricco di assurdità, ricco di situazioni complicate e di personaggi ancora più assurdi e complicati.
Moore ha preso una cittadina qualsiasi, delle persone qualsiasi, delle situazioni qualsiasi e le ha trasformate in un romanzo completamente fuori dagli schemi; in cui prende in giro Babbo Natale e il Natale stesso, in cui attacca in modo sarcastico l'America e i suoi abitanti e non si ferma di fronte a niente. Angeli, zombie, pipistrelli parlanti, voci che parlano nella testa dei personaggi, coppie che scoppiano e si accoppiano, poliziotti drogati, e anche qui potrei continuare all'infinito.

E' un romanzo in cui non ci si annoia mai, il lettore viene messo di fronte ad uno dei periodi più allegri e spensierati dell'anno, uno dei periodi in cui si dovrebbe sentire solo amore e bene; ma vive tutto questo ridendo in continuazione; il sarcasmo spinto e l'ironia dell'autore non infastidiscono anzi rendono la lettura unica. L'omicidio di Babbo Natale non fa inorridire ma fa sorridere; il terrore dei bambini di fronte all'angelo Raziel fa ridere; i vari litigi fanno brillare gli occhi perché raccontati in modo "leggero" e simpatico. 
Insomma, non credo di riuscire a  spiegarmi in altri modi.
Lo stile di Moore è così particolare e unico che è difficile farvi comprendere (se non avete mai letto un suo libro), quanto sia bella e fluida la lettura del suo romanzo. E' assurdamente sarcastico e cattivo, è uno stronzetto (passatemi il termine) che fa ridere dall'inizio alla fine e mette sotto una nuova luce il Natale; ma nonostante questo il lieto fine c'è ed è molto apprezzato. Nonostante la cattiveria che dimostra verso i personaggi, verso il Natale e l'America, il finale è splendido, azzeccatissimo e fa tirare un sospiro di sollievo, facendo pensare al lettore che anche questo autore un cuore buono ce l'ha e non vive solo di ironia e sarcasmo.

Concludo dicendo che Moore è un genio e che andrò alla rincorsa di tutti i suoi romanzi, perché sono quasi certa che ritroverò questo stile in ogni sua opera. E se lo stile mi piace non posso fare a meno di bearm con tutti i libri scritti da quell'autore.

Vi consiglio il romanzo, lasciandovi però con le parole dello stesso autore, parole che mette all'inizio del libro come avvertenza:
Se state comprando questo libro come regalo per vostra nonna o per un ragazzino, sappiate che contiene parolacce, gustose descrizioni di cannibalismo e quarantenni che fanno sesso. Poi non date la colpa a me. Io vi ho avvisato.


Come di consueto veniamo ora a cover e titolo. Devo ammettere che la Elliott ha mantenuto lo stile originale, lo sfondo del libro è sempre rosso, il titolo è semplicemente tradotto e anche il sottotitolo è solo tradotto letteralmente. Il disegno dell'angelo usato nella versione originale è più dolce, mentre quello usato dalla Elliott lo trovo più simpatico e "scemotto".... xD

Beh, aspetto solo i vostri commenti, spero di avervi fatto venire voglia di leggere questo libro e spero mi lascerete i vostri pensieri :)

***
Questa recensione partecipa alla  Hogwart Reading Challenge

3 commenti:

  1. XDD adesso lo voglio ancora di più! Spero tanto che Babbuzzo Natale me lo porti in regalo perchè ci tengo troppo a leggerlo!

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  2. Ma che carino! Sembra proprio la giusta lettura da fare in questo periodo *-*

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  3. >Zia, sai che pensavo che lo avessi già questo libro? Ma non chiedermi il perché, comunque vale la pena leggerlo, e sotto Natale sarebbe perfetto :)

    Deni Sì, io te lo consiglio proprio tanto tanto, se vuoi fartelo regalare credo sarebbe perfetto :)

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