mercoledì 2 gennaio 2013

Recensione: "Il presagio" di Paul Pen

Buonasera carissimi, so che è tardi, che non sono riuscita a fare l'appuntamento solito con WWW...Wednesdays, ma oggi è arrivata mia mamma che vedo circa un paio di volte all'anno e sono stata impegnata, anche a causa di una nevicata imprevista stamattina :(
Comunque, sono qui per parlarvi dell'ultimo libro che ho finito di leggere, la mia prima recensione dell'anno, spero di essere all'altezza. :)

"Il presagio" è il romanzo d'esordio dell'autore spagnolo Paul Pen, è stato pubblicato in Italia da Newton Compton, il 31 ottobre 2012, al prezzo di 9,90 euro. E da quello che ho capito leggendo in giro, pare che abbiano già acquistato i diritti cinematografici per questo romanzo.

Trama:
Una torrida notte di maggio in un paesino sperduto nella provincia di Madrid. L'insegna al neon intermittente nell'oscurità segnala una stazione di servizio aperta 24 ore su 24. Cinque persone senza un legame preciso si ritrovano casualmente lì quella sera. Uno di loro tira fuori all'improvviso una pistola e colpisce con una pallottola il giovane David, che finisce in coma. Aaròn, il suo migliore amico, verrà tormentato dai sensi di colpa: è stato lui, infatti, a chiedergli di andare alla stazione di servizio. E non c'è niente che possa fare per David se non indagare su cosa sia successo veramente quella notte. Dopo un'oscura ricerca scopre un'allucinante coincidenza: questo scenario di morte si ripete con terrificanti intervalli di nove anni. Quale enigma si nasconde dietro l'inspiegabile catena di sangue che sembra legare gli abitanti del luogo? Con Il Presagio, uno straordinario esordio letterario, Paul Pen ci conduce alla scoperta della misteriosa e surreale Arenas de la Desperanada. Un sobborgo di Madrid che - con le sue villette a schiera, la vecchia fabbrica di orologi e gli immensi scheletri degli scivoli dell'Acquapark - nasconde un terribile segreto…

Il mio pensiero:
Vorrei subito precisare che questo romanzo mi ha ispirato fin da subito, sicuramente la cover non attira particolare attenzione, ma la trama e soprattutto il booktrailer fanno il resto.
"Il presagio" è un romanzo accattivante, molto veloce, riesce subito a catturare il lettore, non ho trovato grandi colpi di scena che mi hanno lasciato stupita, ma credo che sia semplicemente per il fatto che mi sono trovata così in sintonia con tutta la narrazione che seguivo attentamente passo passo le scoperte e le vicissitudini dei personaggi e così, come loro, arrivavo piano piano alla soluzione, senza poi provare grande stupore una volta arrivata alle "soluzioni"; ma non credo che questo sia un punto a sfavore del libro, anzi... Una volta che riesci a calarti così tanto nella storia, un romanzo sfiora la perfezione; ovviamente questa cosa può cambiare da persona a persona, ma per me è stato assolutamente così.
L'autore bilancia in modo magistrale il mistero, cercando di dare un pizzico di paranormale, forti sentimenti e scene degne di qualsiasi film thriller. Insomma, cosa manca in questo romanzo? Io credo che non manchi niente e credo anche che chi abbia acquistato i diritti cinematografici, abbia capito perfettamente il suo potenziale.
Ci sono molti salti temporali, infatti quasi ogni capitolo ha una data differente, ma per fortuna gli anni non cambiano, metà dei capitoli si svolgono fra il 2000 e il 2001 e l'altra metà si svolge fra il 2008 e il 2009. Due storie che vanno avanti in modo parallelo, che alcune volte si incontrano, ma non si riconoscono.
I capitoli sono raccontati da tre punti di vista differenti, il punto di vista di Aaròn un ragazzo che vive nel 2000 e che vuole riuscire a capire il mistero che avvolge gli omicidi che avvengono alla stazione di servizio di Arenas; Leo un ragazzino timido, chiuso in se stesso che vive nel terrore di entrare dentro a quella stazione di servizio, un ragazzino che viene messo al corrente del rischio di morire, e i suoi genitori non credo a niente, tanto che rischiano di farlo diventare pazzo; alcuni capitoli invece sono raccontati da Andrea ex fidanzata di Aaròn che all'inizio della vicenda cerca di far cambiare idea al ragazzo di dissuaderlo perché lo vede completamente assorbito dai suoi ragionamenti e dalle sue ricerche.

Insomma, le vite di queste persone si incrociano e si intrecciano anche a distanza di anni, i personaggi principali sono caratterizzati molto bene, sia nel fisico che nel carattere. Le ambientazioni le ho trovate perfette, tutta la storia si svolge ad Arenas, ma noi impariamo a conoscerla come le nostre tasche, come se guardassimo miliardi di cartoline del posto. Sono descrizioni vivide, molto "colorate" e particolareggiate e sicuramente danno modo al lettore di entrare ancora di più nello spirito e nel vivo della storia.

E' stato un libro che mi ha preso moltissimo, che non volevo mai lasciare, avrei voluto continuare a leggerlo sempre (mentre invece a causa del tempo ci ho messo un po'), quando non lo leggevo passavo alcuni momenti a pensare alla storia, cercando di immaginarmi il continuo o i possibili svolgimenti. Credo che quando un libro ti riesce a prendere così tanto, valga la pena di leggerlo e consigliarlo a più persone possibile, o sbaglio?

Non esiste lieto fine in questo libro, il dolore nelle ultime pagine e nella storia completa è davvero moltissimo, ci sono sentimenti forti, ma quelli che prevalgono sono dolore e paura, accompagnati da sensi di colpa e punte di odio. So che esistono persone che amano molto i libri senza il lieto fine, dunque prima di tutto lo consiglio a loro, ma anche a tutti gli amanti del thriller che non possono fare a meno di immergersi completamente nelle storie che leggono, questa è fatta apposta per voi.
"Il presagio" di Paul Pen è un libro che va letto e amato, ci dà la possibilità di riflettere e ha la splendida capacità di prendere così tanto il lettore da farlo pensare alla storia anche nei momenti più impensabili.

Anche questa volta parliamo di cover e titolo, troverete la copertina italiana, quella originale spagnola e la copertina tedesca. Per i titoli non posso dire niente, non conosco lo spagnolo, ma credo che la traduzione italiana sia abbastanza letterale, e come titolo mi piace. Ma anche questa volta (ultimamente capita spesso), con le cover non c'è storia. Quella tedesca è decisamente la migliore, mi piacciono moltissimo i colori usati e quell'alone di mistero, è molto accattivante cosa che sicuramente le altre due cover non hanno.
Aspetto i vostri commenti carissimi, alcuni di voi aspettavano il mio pensiero su questo romanzo, ed ora eccolo qui :)


***
Questa recensione partecipa alla Hogwart Reading Challenge

1 commento:

  1. Fortuna vuole che questo libro c'è l'ho sul kindle pagato 1.99. Bella recensione alessia. Purtroppo non lo leggerò a breve, ma sicuramente quest'anno...

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