giovedì 14 febbraio 2013

Recensione: "I ricordi non si lavano" di Aurora Frola

Buonasera ragazzi, sicuramente molti di voi avranno già letto questo post, purtroppo stasera accidentalmente ho cancellato completamente la recensione che avevo fatto a questo romanzo.
Dopo un'incazzatura che mi ha fatto venire il panico più totale (ci tenevo tantissimo a questa recensione), ho cercato un modo per recuperare la recensione, perché altrimenti avrei dovuto riscriverla e sicuramente non sarebbe venuta uguale a prima. Cerca e cerca, finalmente ho trovato un modo. Così ho deciso di ripostarvi completamente il post scritto l'altro giorno per il libro di Aurora Frola. Mi scuso per l'inconveniente, e soprattutto sono dispiaciutissima di aver perso i commenti che erano stati fatti, ma almeno posso riproporvi la recensione identica in tutto e per tutto a quella che avevo scritto l'altro giorno. Ora dovrò condividere di nuovo la recensione, soprattutto ci tengo a darle di nuovo alla casa editrice e all'autrice stessa.

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Buon pomeriggio lettori, cosa mi raccontate?
Qui dopo quasi due giorni di neve intensa, in cui eravamo quasi tutti bloccati in casa, finalmente c'è il sole, non fa caldissimo, ma almeno tutta la neve inizia a sciogliersi e speriamo che anche i marciapiedi ritornino praticabili, evitando il rischio di rompersi il collo ogni 10 metri.
Ecco a voi l'aggiornamento del bollettino meteo xD Scherzi a parte, oggi devo parlarvi di un libro molto particolare (vi ho accennato qualcosa nel post di stamattina), sicuramente la recensione non sarà semplice, ma come sempre io provo a trasmettere i miei pensieri.
Vi parlo di "I ricordi non si lavano" romanzo d'esordio della piemontese Aurora Frola, pubblicato da Edizion della Sera, il 3 dicembre 2012, al prezzo di 14,00 euro.
Trama:
Un segreto sepolto, che vuole riemergere. Una ragazza rotta, con un mostro dentro. La voglia di vivere, che si agita dentro. Nascosta.
Angelica ha venticinque anni quando tenta il suicidio. Fallisce. Perché in fondo lei non vuole morire. E' una clinica psichiatrica a raccogliere i suoi pezzi. Un lungo viaggio all'interno di se stessa e dei suoi tormenti. Disturbi di personalità, autolesionismo e dipendenze. Angelica lotterà contro tutto questo per l'ultima volta, svelando il suo passato, attraverso flashback scabrosi e privi di filtro. Una battaglia contro i ricordi, un' analisi attenta sulle lacerazioni di una famiglia disfunzionale, che non l'ha cresciuta, ma distrutta. Sua madre, un'algida manipolatrice, schiava delle apparenze, cerca da sempre di trasformarla in una bambola soprammobile, mentre un orco travestito da zio, si insinua nella sua vita, spacciandosi per un uomo gentile e premuroso.
"I ricordi non si lavano" è la storia di un'infanzia che non nutre, ma uccide. E' la testimonianza di tutte le ferite invisibili dell'anima, quelle mai guarite, quelle che ad un tratto si riaprono. Emozioni, colate sulle pagine. Parole, come proiettili, dritte allo stomaco di chi legge. Perché la rabbia non si uccide. Non si può.
Il risultato è qualcosa di amaro e sconvolgente, come soltanto la vita sa essere.
Il mio pensiero:
Vi ho già detto che sarà una recensione difficile, semplicemente perché la lettura è stata "difficile" e i pensieri si affollano nella mia testa rincorrendosi senza sosta.
Aurora Frola ha lanciato nel mondo un romanzo che colpisce e affonda. Un romanzo diretto e scattante. Un romanzo che lascia il lettore senza parole, sconvolto e tremante.
L'autrice ci racconta la storia di Angelica, una ragazza giovane ma distrutta dentro, sarebbe nel pieno della sua vita, se lei non avesse deciso di distruggerla. Tutto ha inizio con un farmaco prescritto dal medico, un farmaco contro l'ansia, un farmaco che diventa la sua droga, che le spegne il cervello, che le affloscia i nervi, che la culla in un mondo ovattato, dove tutto sembra perfetto; Angelica decide presto che qualche pillola non basta, le dosi aumentano, il mix fra farmaco e alcool diventa quotidiniatà, e quando questo non basta Angelica decide di aggiungere un pizzico di cocaina.
Vive in uno stato quasi catatonico, con il fidanzato le cose vanno sempre peggio. Il loro diventa un'amore malato, si distruggono a vicenda, ma Angelica è già distrutta dentro. I momenti di lucidità sono pochi, uno di questi avviene mentre la ragazza si trova immersa quasi completamente nell'acqua gelida di un lago, piena di farmaci e di alcool, Angelica si risveglia dal suo torpore, il suo mostro interno le lascia qualche minuto per ragionare.... E così anche il suicidio diventa un fallimento per Angelica.
Viene mandata in una clinica psichiatrica, sperando che questa la risputi nel mondo come nuova. Angelica deve disintossicarsi, deve smettere di drogarsi e di bere. Una clinica che all'inizio sembrerà una prigione troppo stretta e troppo "matta" per lei, ma che ben presto si trasformerà in un angolo sicuro, in una famiglia, una nuova vita, ma una nuova vita di transizione.
E' difficile raccontarvi la trama, persino quella, perché i temi trattati sono forti e senza filtri. L'autrice non addolcisce la pillola, non cerca parole per rendere il tutto più accettabile. No, l'autrice ci sbatte in faccia la realtà delle cliniche psichiatriche. Ci sbatte in faccia il dolore e la distruzione di Angelica e ci fa annegare nell'autodistruzione di tutte le altre pazienti della clinica.
Il lettore mentre legge si sente sprofondare insieme alla protagonista, ci sembra sempre di toccare il fondo insieme ad Angelica e la stessa Angelica ci farà scoprire e capire che il fondo può essere scavato sempre di più, fino ad arrivare all'inferno.
Le emozioni che "I ricordi non si lavano" riesce a scaturire nel lettore sono forti, potenti e reali. E' come trovarsi di fronte al documentario di una vita spezzata, di tante vite spezzate. Come se noi fossimo gli spettatori atterriti che assistono all'autodistruzione dei personaggi. Quando sembra che le cose vadano leggermente meglio, ecco che le crisi di astinenza o la follia ributtano giù all'inferno i personaggi e insieme a lei voliamo giù anche noi. Ci sentiamo persi e ci chiediamo come sia possibile che una persona possa ridursi a tanto, come è possibile che i genitori non diano sostegno al proprio figlio e che invece lo buttino ancora più giù; schernendolo, disprezzandolo fino a farlo scappare ancora più lontano.
Ma l'autrice è riuscita a spiegarci il percorso che ha ridotto Angelica in questo stato, grazie a dei flashback crudi e violenti, ritorniamo indietro insieme alla protagonista e viviamo insieme a lei tutto quello che l'ha portata all'autodistruzione. E il lettore si sente ancora più perso e triste, si sente indignato e preoccupato, si sente comprensivo e desideroso di poter fare qualcosa.
Ma quando il mostro del dolore tiene stretto nella sua morsa, quando si preferisce tacere e ingoiare la rabbia, quando non si ha nessuno vicino che sostiene e ama, quando si viene cresciuti in un mondo fatto di "plastica", dove tutto si ferma all'apparenza, quando l'infanzia è fatta di stupri, di urla di dolore e di una madre che ti guarda scuotendo la testa e sperando di avere un'altra figlia... allora vivere è complicato, sopravvivere anche, non si sa con chi sfogarsi, non si sa con chi piangere e parlare. Rimane solo la vocina nella nostra testa, la nostra ragione, che ci consola e ci sprona ad andare avanti. Ma troppo spesso la voce della ragione viene strozzata dalla voce del dolore e della paura e così si riparte da capo.
Penso e spero di essere riuscita a spiegare (almeno in minima parte) cosa questo romanzo mi ha trasmesso. 
"I ricordi non si lavano" è il racconto di una realtà che vorremmo non esistesse, che molti hanno paura di raccontare, che altri nascondono e che altri ancora non accettano.
L'autrice ha avuto il coraggio e la forza di non fermarsi davanti alle difficoltà che portavano la narrazione del suo romanzo, l'autrice ha raccontato tutto, per filo e per segno; ha donato ai suoi lettori una testimonianza che rimane dentro al cuore; la sua eco rimbomba nella nostra mente e continua a farci riflettere su quelle parole, che in 204 pagine ci sconvolgono, ci atterriscono, ci aprono gli occhi a forza e ce li tiene aperti con schiaffi di dolore e paura.
E' un romanzo che non è adatto a tutti, credo che sia indicato per lettori forti, in grado di sopportare tutto questo dolore senza filtri, adulti che vogliono sapere e conoscere, ma che non hanno paura di soffrire a causa di questo.
Faccio una marea di complimenti ad Aurora Frola, il suo è un'esordio azzardato, credo che il suo libro si possa amare o odiare, non credo ci possano essere mezze emozioni. Io sono fra quelle che lo ha amato, e spero di poter leggere presto qualcos'altro di quest'autrice. Spero che la Frola non si fermi e che ci dia prova del suo talento con altri romanzi.
L'unica cosa che mi è dispiaciuto non trovare nel libro sono i ringraziamenti, oppure una nota dell'autrice. Mi sarebbe piaciuto scoprire in che modo è nato questo romanzo, spero avrò modo di chiacchierare di questo proprio con Aurora Frola.
La gufo giuria ha espresso il suo voto:
Credo di aver trattenuto il respiro mentre scrivevo questa recensione, vi giuro che avevo una paura matta di non riuscire a farvi capire quello che ho provato, avevo paura di non darvi i motivi giusti per leggere questo romanzo; perché "I ricordi non si lavano" va letto, ve lo assicuro.
Sapete cosa desidero ora, vero? Vorrei conoscere i vostri pensieri sulla recensione e sul romanzo, fatevi avanti :)
Come vedete ho aggiunto delle foto per accompagnare la recensione, le ho trovate in rete e credo richiamino molto la storia di Angelice, spero vi piacciano e vi facciano seguire ancora meglio la recensione.

8 commenti:

  1. la trama mi aveva colpito da subito e la tua recensione così sentita ancora di più...!
    dev'essere davvero un romanzo forte

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    1. Grazie mille Angela. Per farti capire, leggere questo romanzo è come essere presi a schiaffi dalla realtà e dal dolore...

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  2. è un sacco che voglio commentare la tua bellissima recensione e finalmente ne ho il tempo e me ne ricordo... -.-''
    Mi ha attirato moltissimo il titolo e volevo saperne di più. Un romanzo forte e importante che hai descritto facendo trasparire le emozioni che lascia.
    p.s io ho apprezzato molto le immagini ;)

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    1. Amaranth, avevo già scritto questa recensione, ma cancellata per sbaglio, dunque hai fatto bene ad aspettare :)
      Mi fa piacere davvero che ti siano piaciute le immagini, quando parlo di libri stranieri faccio sempre i confronti fra le varie cover, ma quando i libri sono italiani cerco di trovare immagini che mi riportino un po' alla trama.

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  3. Ah ecco perché quando sono andato a ricontrollare il link per Clock Rewinders mi diceva he era sbagliato! -_- Mannaggia, però dai, mi fa piacere che tu sia riuscita a recuperarla, mi era piaciuta molto, e ovviamente mi sono segnato il titolo perché mi piacerebbe proprio leggerlo!! :)

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    1. Matteo, lasciamo perdere... Sono davvero diventata matta quella sera, mi sarei messa a piangere e urlare, oppure a sbattere la testa contro al muro insieme al pc :(
      Per fortuna sono riuscita a riprendere la recensione e copiarla e incollarla; altrimenti non sarei mai riuscita a riscriverla uguale...
      Spero potrai leggerlo, credo sarebbe una bellissima esperienza, sicuramente forte ma molto bella e profonda.

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  4. Recensione stupenda, mi son lasciato trasportare dalle tue parole, bellissima idea accompagnare con le immagini! E ora devo proprio dirlo...Voglio leggere questo libro!

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    1. Anonimo... Aaaah odio non conoscere i vostri nomi, se ripassi di qui e scriverai ancora come "anonimo" ti dispiacerebbe firmarti? Almeno quando ti risponderò saprò come chiamarti :)
      Ti ringrazio di cuore per i bellissimi complimenti, cerco sempre di trasmettere quello che posso con le recensioni e quando riesco a fare appassionare chi le legge, mi sento così contenta che arrivo ad emozionarmi :)

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