lunedì 11 febbraio 2013

Recensione: "L'amico immaginario" di Matthew Dicks

Ciao a tutti carissimi e buon lunedì. Siete già in piedi in giro come zombie, oppure il vostro risveglio è stato buono e allegro?
Io prima di andare a lavorare avevo assoluto bisogno di parlarvi della mia ultima lettura portata a termine.

Sabato sera ho finito di leggere "L'amico immaginario" di Matthew Dicks, pubblicato dalla Giunti nella collana A, il 19 settembre 2012, al prezzo di 12,00 euro.

Trama:
Per Max vivere è una faccenda piuttosto complicata: va in tilt se deve scegliere tra due colori, non sopporta il minimo cambio di programma, detesta essere toccato, persino da sua madre che vorrebbe abbracciarlo molto di più. Del resto ha nove anni ed è un bambino autistico. Per fortuna c'è Budo, il suo invisibile e meraviglioso amico immaginario che non lo abbandona mai e da molto vicino ci racconta la sua storia.
Finché un giorno accade qualcosa di terribile: Budo vede Max uscire nel cortile della scuola e sparire nell'auto della signora Patterson, la maestra di sostegno. Lo chiama, gli intima di fermarsi, lo rincorre, ma è tutto inutile. L'auto sfreccia via e per la prima volta Budo è solo. Da quel momento, di Max non si hanno più notizie. E quando a scuola arriva la polizia per interrogare gli insegnanti, Budo è l'unico a sapere con certezza che la signora Patterson non sta dicendo la verità. Ma nessuno al mondo può sentire le sue parole, nessuno, tranne il suo amico scomparso... Dov'è finito Max? Che cosa può fare Budo per risolvere un mistero più grande di lui e riaverlo con sé?
Il mio pensiero:
Avevo aspettative molto alte su questo libro, fin dal primo momento ho avuto il desiderio allucinante di dover leggere questo libro, il fatto che la storia fosse raccontata dal punto di vista di un'amico immaginario mi ha subito incuriosito, volevo leggerlo.
Ahimé le mie aspettative sono state un po' deluse, il libro mi è piaciuto, ma non tanto quanto avevo immaginato e soprattutto dopo un certo punto mi ha annoiato, ma andiamo con ordine.
"L'amico immaginario" racconta la storia di Budo e Max, Budo è l'amico immaginario di Max e Max è un bambino con grossi problemi a relazionarsi con le persone, è incompreso, deriso e alcune volte odiato. Ed ecco il motivo per cui è nato Budo. Budo aiuta Max nella sua vita, gli sta accanto e gli tiene compagnia, lo guarda giocare, gli dà consigli, cerca di calmarlo nei momenti di crisi, ma non può fare di più, perché Budo non può avere contatti con il mondo reale. Può parlare con Max, essere ascoltato da Max e basta.
Fino a quando non scopriamo che Budo, non è l'unico amico immaginario, e che fra loro possono parlarsi, abbracciarsi, picchiarsi ecc ecc.
Il tutto si complica quando Max viene rapito, ma solo Budo sa da chi è stato rapito, cerca subito di aiutarlo, cerca subito di capire dove si trova, dopo di che cerca di liberarlo.

Ho fatto un super riassunto della trama del libro.
Noi conosciamo come le nostre tasche Budo, impariamo a conoscere Max (non bene quanto Budo) e abbiamo appena qualche accenno su gli altri personaggi, la caratterizzazione dei personaggi non è particolareggiata, ci viene data la possibilità di affezionarci e di capire esclusivamente Budo e Max, tutto il resto è come se fosse un contorno sfocato, con qualche lampo di luce che fa chiarezza, buttato lì ogni tanto.
Questo è stato una delle prime cose che mi ha fatto storcere il naso, ho trovato un sacco di personaggi che potevano essere approfonditi, che potevano dare più passione alla storia, ma niente di tutto questo è stato sfruttato.
Le ambientazioni hanno lo stesso problema. Compaiono pochi luoghi, ma anche in questo caso non abbiamo un quadro completo, solo indizi che possono far immaginare a qualsiasi cosa, lasciano un po' troppo immaginazione al lettore, che poi rischia di ritrovarsi perso.

Detto questo, voglio precisare una cosa che credo sia importante. Tutta la storia è narrata dal punto di vista di Budo, tenete conto che lui è un'amico immaginario, ma è come se fosse un bambino; di conseguenza le persone, i luoghi, i sentimenti e i fatti li conosciamo attraverso le parole di un bambino. E' tutto raccontato in modo estremamente semplice, con tantissime ripetizioni (volute dall'autore) e un lessico ristrettissimo. Questa scelta dell'autore io l'ho trovata molto azzardata e originale, ma purtroppo su di me non ha avuto il giusto riscontro. All'inizio è simpatico e coinvolgente leggere questi ragionamenti molto semplici, ma a lungo andare è diventato tutto molto noioso e troppo ripetitivo.
Budo analizza le persone, i loro atteggiamenti e i loro sentimenti, analizza se stesso e Max. E' interessante leggere come l'autore sia riuscito a rendere la narrazione realistica e scorrevole, vi assicuro che sembra proprio di leggere un libro scritto da un bambino (ma senza errori grammaticali). E' commovente conoscere il pensiero puro, semplice e "intatto" di Budo, sull'amicizia, sull'amore, sulla famiglia e sulla morte. E' commovente e affascinante vedere Budo e la sua amicizia con Max crescere; se dapprima Budo è quasi egoista, pensa quasi solo a se stesso e al fatto che non vuole scomparire, non vuole smettere di esistere, con il procedere della narrazione Budo cresce, si rende conto di cosa sia l'amicizia vera, cosa vuole dire essere orgogliosi del proprio amico, di sostenerlo e aiutarlo sempre, a dispetto (ogni tanto) dei propri bisogni e interessi. Questa credo sia la cosa che più mi ha colpito e mi è rimasta dentro.
Tutto questo però viene quasi surclassato dalla ripetitività e dalla noia e così le mie emozioni sono andate sempre più ad affievolirsi e ho sperato più volte che arrivasse presto la fine del libro.

Quando ho chiuso "L'amico immaginario" dopo averlo concluso, mi sono stiracchiata e ho sbuffato, come se fossi stata chiusa in una classe per ore e ore, ascoltando professori che fanno monologhi su cose che non attirano per niente la mia attenzione. Purtroppo è così e ci sono rimasta male, perché desideravo che questo libro mi piacesse, ho provato a farmelo piacere durante la lettura, ma non c'è stato niente da fare.
"L'amico immaginario" mi ha deluso, mi ha annoiato e a parte qualche attimo in cui le emozioni si sono impadronite del mio cuore, e qualche altro attimo in cui tifavo per Max o Budo, per il resto è stato davvero faticoso concludere il libro.
Se l'autore avesse provato a coinvolgere un po' di più altri personaggi, se avesse provato a mettere qualche dialogo in più e dare un pochino meno importanza ai ragionamenti di Budo, forse mi sarei appassionata di più. Capisco l'intento dell'autore, credo volesse creare una storia pura, che parla di bambini e del loro mondo che sembra semplice, ma che non lo è per niente; credo volesse aprire una finestra "immaginaria" su questo modo che hanno i bambini di "proteggersi" dal mondo esterno e dai sentimenti talvolta troppo potenti e complicati per loro, si creano un amico immaginario, lo creano come vogliono loro, sia fisicamente che mentalmente, lo particolareggiano a loro piacimento e poi riescono a sfuggire al mondo che li circonda.
L'intento dell'autore è importante, nobile e originalissimo, ma ripeto, si poteva fare molto di più e rendere questa storia indimenticabile.
Purtroppo non mi sento di consigliarlo, sicuramente è un libro originale, raccontato in modo originale, dunque se siete persone che non si annoiano facilmente e che pensano di potersi emozionare mettendo da parte le ripetizioni e la troppa semplicità, allora potete decidere di comprarlo e leggerlo; ma altrimenti no, ve lo sconsiglio.

Passiamo in ultimo alla parte grafica. Ho deciso di mettervi due versioni delle cover originali. La prima è quella con la copertina rigida, mentre la seconda è l'immagine del libro in brossura. La cosa che mi è saltata all'occhio è il nome dell'autore diverso sulla cover in brossura, ma posso assicurarvi che è sempre lo stesso autore e sinceramente non mi spiego il motivo di questa scelta. Comunque, in assoluto la mia preferita è proprio la cover in brossura. Mi piace prima di tutto il font usato, mi piacciono i colori e quel cielo stellato un po' nuvoloso che compare, mi fa sognare. Anche la cover italiana mi piace molto, soprattutto il cielo che hanno scelto come sfondo, e anche il font mi piace.

La gufo giuria ha espresso il suo voto:
Ci sarebbe da aggiungere un mezzo gufetto,
ma rimane comunque un libro che mi ha deluso!


Ovviamente ora mi aspetto di trovare qualche commento. Qualcuno di voi lo ha letto? Oppure avevate intenzione di comprarlo e ora iniziate a storcere un po' il naso? Cosa ne pensate della recensione? Avreste voluto leggere i miei pensieri in modo più approfondito, oppure pensate che io abbia scritto tutto l'essenziale?

12 commenti:

  1. Anch'io l'ho letto e nonostante tutto mi è piaciuto, l'ho trovato originale ma anch'io ho notato molti momenti morti in cui non volevo fare altro che chiudere il libro. La crescita e l'evoluzione dei due protagonisti è molto ben particolareggiata al contrario del resto ma penso sia dovuto al naturale pensiero egoistico di ogni bambino, che mette sè stesso al centro del mondo. Nonostante i difetti mi piace!

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    1. A, sicuramente è un libro originale, su questo non c'è dubbio. Ma credo sia uno di quei libri che bisogna essere pronti per leggerlo, dell'umore perfetto, altrimenti non piace e annoia... E forse è quello che è successo proprio a me...

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  2. Ohhh Ale...perchè????
    Uff! Io avevo letto solo qualche pagina e avevo fatto un mezzo pensiero sul comprarlo. Poi ho visto che lo stavi leggendo e ho pensato di resistere, di aspettare un po' che ci sfornassi una bella recensione gufosa,invece...
    ...amara tremenda delusione!
    Mmm...mi sa che lascio perdere allora, con tre gufi potevo ancora dargli una chance, ma due gufi proprio no, non si può.
    Peccato

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    1. Luna, ti consiglio comunque di leggere qualche altra recensione. Come ho detto, probabilmente non era il momento giusto, oppure l'umore era quello sbagliato, fatto sta che mi sono annoiata. Rimane comunque davvero molto originale, ma è un libro che va capito e apprezzato per il vero senso di tutta la storia.

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  3. io avevo provato a leggerlo, un po' di mesi fa, ma la noia è stata più potente. Non so quanto abbia letto, una cinquantina di pagine, ma poi ho mollato (io sono della filosofia di vita che i libri che non mi prendono vanno mollati, perché la lettura deve essere un piacere). Leggere la tua recensione mi consola: insomma non ho fatto un errore!
    Quanto ai due nomi dell'autore, è stata una richiesta dell'editore Uk, che ha voluto un pen-name, e Matthew ha scelto il cognome della moglie.
    Non dà spiegazioni sulla necessità del nome di penna, ma io me la sono data: dick in inglese non ha un bel significato e forse volevano evitare imbarazzanti giochi di parole? Mah!

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    1. Sonia, io invece cerco sempre in tutti i modi di portare a termine un libro, è più forte di me; è capitato raramente per ora che un libro mi piacesse così poco da accantonarlo del tutto. E' capitato che iniziavo a leggerlo, non mi prendeva e così lo lasciavo riposare sul comodino per poi provare a riprenderlo in mano a fine giornata...
      Grazie per la precisazione sui nomi dell'autore, non avevo pensato a questo imbarazzante gioco di parole xD

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  4. Peccato, le premesse erano davvero originali

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    1. Morganna, esatto. E' stata una grande delusione per me, perché ho desiderato leggere questo libro fin dal primo giorno di pubblicazione... Un peccato davvero....

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  5. Bellissima la copertina della versione in brossura *-*

    Comunque... per quanto riguarda la recensione... uff! Mi spiace non ti abbia colpito :/
    Sembra uno di quei soliti romanzi con delle belle premesse, ma che non è stato sviluppato al meglio! A questo punto non so se leggerlo o meno °-° vedrò!
    Thanks <3

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    1. Sììììììììììì Deni, piace un sacco anche a me quella cover *_*

      Lo avevi in wishlist per caso? Io sinceramente non sono andata a cercare troppe recensioni di questo romanzo, ma ne parlano anche molto bene :)

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  6. Io ho letto "l'amico immaginario", e l'unica cosa che mi ha annoiato è leggere la recensione e i commenti che che sono stati scritti in questa pagina. Per quanto scritto con un lessico semplice e (volutamente) infantile, lo ritengo uno dei libri piu toccanti e genuini che abbia mai letto. Il motivo per cui non avete apprezzato questa storia, è perche non sapete più guardare niente con gli occhi di un bambino...

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    1. Caro anonimo (??) già il fatto che tu abbia commentato in questo modo mi fa capire quanto poco ti interessi il parere altrui e la mia domanda sorge spontanea: perché commenti? Perché leggi? Se ti annoi e sei completamente in disaccordo fino al punto da commentare in questo modo non capisco perché hai letto la mia recensione e i commenti....
      Mi fa piacere che per te sia stato un libro toccante, per me non è stato così e non credo gli occhi di un bambino c'entrino qualcosa...

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