lunedì 4 febbraio 2013

Un mondo di parole #11

Salve a tutti. Questa volta la rubrica "Un mondo di parole" in cui raccolgo citazioni dai libri che ho letto, arriva un po' in ritardo. Di solito mi piace pubblicare questa rubrica al mattino, mentre oggi a causa di lavoro e altri piccoli problemi ha ritardato di un po' di ore, ma spero non sia un problema, in fondo anche oggi vi lascerò qualche bella citazione :)

Oggi le citazioni saranno solo un paio, ma credo valgano moltissimo. Le ho copiate leggendo il libro "Cose da grandi" di Garth Stein e sono pensieri che mi hanno fatto riflettere molto e mi hanno emozionato ancora di più, spero potranno piacere anche a voi e magari vi invogliono a comprare il libro :)

Perché, per quanto un padre e un figlio possano venire separati, non sono mai due entità a sé stanti. Non possono prescindere l'uno dall'altro. Potranno anche non essersi mai visti in vita loro, ma si influenzano ugualmente a vicenda.
E adesso a Evan è tutto chiaro: la differenza tra quanto è e quanto è stato fatto, tra presente e passato. Capisce che non è il passato a fondare ciò che fa, a fondare quello che è, a meno che non sia lui a volerlo.
Mi farebbe piacere leggere qualche vostro commento per farmi sapere cosa ne pensate delle due frasi che vi ho lasciato, vi trasmettono qualcosa? Vi fanno riflettere? Spero proprio di sì e spero mi renderete partecipe delle vostre riflessioni.

1 commento:

  1. Mi piace molto la prima frase, credo che un figlio e un padre siano davvero legati, a prescindere dal fatto che si conoscano o meno. C'è un legame speciale tra figli e genitori, non solo mentale, ma fisico. Lo si sente nella pelle, fa parte di noi e non può che influenzarci, soprattutto inconsciamente.

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