giovedì 21 marzo 2013

Intervista ad Aurora Frola

Ciao a tutti carissimi. Ricordate che un paio di settimane fa ho affrontato l'emozione della mia prima intervista, grazie ad una disponibilissima ed entusiasta Amabile Giusti, ho fatto questo grande passo che per me ha significato molto.
Così ho deciso di proporre un'altra intervista, ad un'altra autrice. Dopo aver letto il suo libro "I ricordi non si lavano" (la mia recensione) ho sentito il bisogno di poterle fare delle domande. Aurora Frola è stata molto gentile e contenta di rispondere... Ed ovviamente io sono rimasta piacevolmente colpita dalla sua disponibilità. "I ricordi non si lavano" è stato il suo esordio letterario, pubblicato con la casa editrice "Edizioni della Sera", questo libro mi ha colpito moltissimo. Spero che tutti voi potrete apprezzare questa intervista; se avete tempo e voglia, prima di affrontare queste domande e risposte, potreste leggere la mia recensione, almeno vi fate un'idea del libro e del perché questa intervista ha preso vita.

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Ciao Aurora e benvenuta sul mio blog “Il profumo dei libri”, come ti ho già accennato sono ancora una novellina con le interviste e continuo ad essere estremamente nervosa, ma anche molto emozionata. 
Non vedevo l’ora di fare questa chiacchierata con te e posso assicurarti che non sono l’unica che aveva alcune domande da porti :)
 



Prima di tutto, ti va di parlarci un po’ di Aurora persona comune e non autrice? 
Ciao Alessia, ti ringrazio per l’intervista, sarà un piacere!
Posso dire di essere una persona che ama fare tantissime cose, soprattutto in ambito artistico. Sento spesso il bisogno di esternare le emozioni che provo e cerco di farlo in diversi modi.
Lavoro nel settore informatico, ma dedico tutto il resto del tempo all’arte, cercando di trasmettere il più possibile qualcosa. Dipingere è una della mie passioni più grandi, dopo la scrittura.

Qual è stato l’elemento scatenante che ti ha fatto iniziare a scrivere?
La prima volta che ho sentito il bisogno di scrivere avevo dieci anni. Ricordo ancora con il sorriso quel periodo, perché scrivevo poesie e racconti durante le ore di lezione, a costo di farmi richiamare in classe. Le rileggevo in continuazione, cercando continuamente nuovi spunti. Sono stata completamente sedotta direi dalla scrittura. Non riuscivo a raccontarmi agli altri come volevo, scrivere è stato un ottimo veicolo per farlo. 

Le idee per “I ricordi non si lavano”, il tuo primo romanzo, ti sono venute in modo semplice e spontaneo oppure è passato molto tempo prima che tu riuscissi a mettere su questa storia?
L’idea è nata all’improvviso, incontrando persone molto speciali, una in particolare, che mi ha permesso di vedere che cosa c’è dietro al dolore. Sono sempre stata una persona molto profonda e sensibile verso le emozioni degli altri. Ho capito subito di voler portare alla luce questi vissuti, reinterpretandoli, forse per mostrare al mondo qualcosa, o forse soltanto per far sentire meno sole altre persone come “Angelica”.

Una delle domande che mi ronzano nella mente dal momento in cui ho letto il tuo romanzo è: dove hai preso spunto per questa storia? Ti sei documentata riguardo agli istituti psichiatrici italiani, hai sentito testimonianze dirette?
Per quanto riguarda la storia mi sono ispirata a persone molto coraggiose e forti che hanno vissuto l’inferno del disagio mentale. La persona a cui mi ispiro maggiormente mi ha fornito una documentazione dettagliata e chiara di quella che è la vita all’interno di una struttura psichiatrica. 
Emozioni, scorci di vita, paure, dettagli preziosissimi di un vissuto duro e intenso all’interno di una realtà che spesso non conosciamo. 

Per i personaggi del libro hai preso spunto da persone reali che ti stanno vicino? Angelica potrebbe rappresentare un po’ una parte di te stessa?
Mi sono ispirata maggiormente ad una persona, che ho avuto la fortuna di incontrare. Angelica rappresenta in parte lei, ma anche tutte quelle vite che sono state schiacciate durante l’infanzia, sentendosi sbagliate, costrette a lottare ogni giorno contro la loro autodistruzione.

Non hai avuto paura ad esordire con una storia così forte, che sicuramente non è fatta per tutti i tipi di lettori? Ogni tanto avevi momenti di panico o momenti in cui pensavi di non farcela?
Non è stata una storia facile da raccontare. Ci sono stati momenti molto difficili, durante i quali ho dovuto immedesimarmi nella protagonista, vivendo la sua oscurità. L’ho fatto a più riprese, cercando di descrivere al meglio i momenti più devastanti di un’esistenza molto complicata e profonda. Ho scelto di esordire con una storia molto forte, è vero, ma credo ne sia valso il rischio. Credo molto nel suo messaggio, nel voler far sentire meno sole altre persone con vissuti simili e mostrando a tutte le altre una parte della vita che spesso si nasconde.

Visto che sei un’autrice esordiente, volevo chiederti qualche consiglio per chi, come te, tenta di lanciarsi in questo mondo sicuramente non semplice. E’ stata dura arrivare alla casa editrice “Edizioni della Sera”, che non è propriamente una sconosciuta?
Io credo di essere stata molto fortunata nell’essere riuscita a collaborare con Edizioni della Sera. Non è facile al giorno d’oggi approdare al mondo dell’editoria. Difficile dare consigli non scontati, ma sono ancora convinta che la perseveranza e il credere nelle proprie opere siano le armi migliori per inseguire ogni obiettivo. L’importante è non smettere mai di migliorarsi, confrontandosi continuamente con altre persone, lettori, ascoltando i consigli, perfezionando il proprio lavoro, prima di proporlo ad eventuali case editrici.

Sempre rimanendo su questo tema, ricordi quale sia stato il consiglio più prezioso che ti è stato dato da chi, ai tempi, ne capiva più di te?
Mi ricorderò sempre il prezioso consiglio di un caro amico. Idee chiare, scorrevolezza e scopo del manoscritto. Questi semplici ingredienti alla base di qualsiasi opera, prima di inviarla a un qualsiasi editore. Pochi semplici consigli che ho cercato di sfruttare al meglio.

Hai intenzione di deliziare noi lettori con altri romanzi, per un futuro prossimo?
Spero di sì. Sto lavorando ad un nuovo romanzo, ma non voglio svelare ancora nulla sulla trama.

Quale storia sogni di poter scrivere un giorno?
In realtà non sogno di scrivere una storia in particolare, mi piace ispirarmi a storie che attingono al vero, travolgendo le emozioni e mettendo in discussione gli equilibri.

Quali sono i tuoi libri preferiti e a chi ti ispiri quando scrivi?
Ho amato tanti libri nella mia vita, di generi anche molto diversi. Posso citare “Donne che corrono con i lupi” di Clarissa Pinkola Estés, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” Milan Kundera, “Zoo” di Isabella Santacroce. 
Non mi ispiro a nessuno in modo particolare, con il tempo è nato uno stile narrativo che sento totalmente mio e che ormai mi appartiene.

Ho una curiosità, prima di chiudere l'intervista. La scelta di non mettere i ringraziamenti finali nel romanzo "I ricordi non si lavano", è stata tua? Oppure della casa editrice? Perché dopo aver finito di leggere il libro, a me personalmente sono mancati molto.
La scelta di non inserire i ringraziamenti finali è stata mia. Ho voluto tutelare la privacy delle persone che mi hanno aiutato a realizzare l’opera, accontentandomi di dedicare il romanzo a coloro che hanno permesso la sua creazione.


Aurora, credo di averti trattenuto abbastanza... Vorrei ringraziarti dal profondo del cuore per avermi concesso questa piccola intervista (il mio esordio in questo senso), per essere stata così gentile e disponibile. Spero sentiremo parlare ancora di te e spero potrò leggere presto un altro tuo romanzo. 
Grazie ancora di cuore!
Grazie a te Alessia per questa bellissima intervista, e grazie a tutti i lettori che ogni giorno mi sostengono. 

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Mi sento di concludere aggiungedo qualche parola. Voglio consigliarvi caldamente la lettura di "I ricordi non si lavano", è un romanzo che merita più attenzione di quella che sta ottenendo. Un romanzo che dovrebbe avere la possibilità di entrare nei cuori di tutti voi per potervi dare uno scossone, per travolgervi, sconvolgervi e per lasciarvi con la speranza che si consoliderà dentro di voi.
E' un romanzo che sa come farsi amare.

2 commenti:

  1. Me l'ero dormita questa intervista! Non l'avevo proprio vista v.v
    Comunque il libro non mi pare niente male già dalla trama e dalla recensione che hai fatto! Penso che ci farò un pensiero di sicuro però mi pare una di quelle letture per cui bisogna aspettare il momento giusto! :)

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    Risposte
    1. Deni grazie per la tua presenza sempre costante qui sul blog ♥
      Io credo consiglierò questo libro fino allo sfinimento, merita tanta tanta attenzione.
      Ma come dici anche tu, ci vuole il momento giusto, bisogna essere in uno stato d'animo equilibrato per leggerlo e soprattutto bisogna avere la forza di arrivare fino in fondo e di non farsi fermare dalla "durezza" e schiettezza dei fatti raccontati.

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