mercoledì 1 maggio 2013

Recensione: "Kill all Enemies" di Melvin Burgess

Un buondì super mattiniero a tutti voi... E soprattutto Buona festa dei lavoratori a tutti noi :)
Io di solito per queste festività lavoro sempre, ma incredibilmente questa settimana sono di nuovo in ferie, dunque potrò dedicare questo giorno alla famiglia, dato che siamo tutti a casa :)
Voi cosa farete di bello? Ma la domanda è: il bel tempo ci verrà a far compagnia per permetterci di passare una bella giornata? Speriamo con tutto il cuore, qui da me per ora il sole c'è, spero non se ne vada troppo presto....

Ora vi parlo del libro che ho deciso di recensire oggi. "Kill all Enemies" di Melvin Burgess, è stato pubblicato da Mondadori nella collana Chrysalide, il 2 aprile 2013, al prezzo di 16 euro, per 288 pagine.

Trama:
Cosa succede se non hai altro se non la tua rabbia a cui attaccarti per sopravvivere? E se il mondo che ti è intorno sembra frantumarsi a ogni passo? Billie sa di non avere più possibilità. Non può più farsi trovare in una rissa, a picchiare chiunque la provochi. Verrebbe cacciata dall’ennesima fami- glia affidataria e dall’ennesima scuola. Invece ci ricasca.
Chris da quattro anni si rifiuta sistematicamente di studiare, eppure è intelligente e sveglio. I professori non lo sopportano più e all’ennesima pro- vocazione lo sbattono fuori.
Rob è considerato un violento, ma in realtà è il più indifeso di tutti, e sembra impossibile che riesca a uscire dall’ennesimo guaio in cui si è cacciato.
Tutti, là fuori, saprebbero raccontare la loro storia, infarcendola di bugie, però Billie, Chris e Rob non l’hanno mai veramente raccontata a nessuno. Ma la musica migliore viene quando sei costretto a improvvisare, e allora la rabbia diventa uno strumento da suonare, perché la cosa più difficile, a volte, è farsi ascoltare. Bruciante, crudele e diretto come un pugno in faccia o il primo amore: questo romanzo e i suoi protagonisti lasceranno il segno.

Il mio pensiero:
Questo libro mi ha subito attirato per la splendida copertina dell'edizione italiana e per la trama così particolare.
Kill all Enemies racconta la storia di 3 ragazzi e delle loro vite che si intrecciano. Loro sono Billie, Rob e Chris; ed ognuno per motivi diversi ha grossi problemi con le proprie famiglie, e in modi diversi cercano di affrontare la vita e la quotidianità. C'è chi lo fa picchiando chiunque si mette sulla sua strada, chi invece lo fa rifiutandosi di fare i compiti scolastici e tenendo un comportamento poco "consono" all'ambito scolastico e chi infine affronta la vita cercando di aggrapparsi ad una maglietta molto heavy-metal, prendendo le botte e non reagendo e andando nei guai proprio a causa del significato di quella maglietta.
Insomma, capirete da soli che Burgess con questo libro ha voluto affrontare temi decisamente scomodi e difficili. Il bullismo, la violenza famigliare, le incomprensioni e tutto quello che deriva da questo ambiente.

Quando ho iniziato a leggere questo libro non mi aspettavo di certo che fosse una lettura leggera e semplice,
mi aspettavo forti emozioni e "difficoltà".... In parte queste aspettative sono rimaste, ma in parte no.
Il libro è narrato in modo molto diretto e crudo, l'autore non usa mezzi termini, non cerca la via più facile e meno dolorosa per far comprendere al lettore di cosa parla; anzi ci butta tutto davanti agli occhi nella sua brutalità e con tutto il dolore possibile.
Noi viviamo il libro dalla parte del bullo di turno, dalla parte di quello che in classe disturba e infastidisce i professori, dalla parte di chi, nonostante la sua dolcezza e docilità, viene scambiato per un cattivo da "eliminare"; è facile superare il limite in cui il lettore inizia a storcere il naso e si sente offeso dalle parole dell'autore e dalla storia che vuole raccontare.
In questo caso non succede, Burgess ci racconta i protagonisti e la loro storia dandoci tutti gli elementi possibili per comprenderli fino in fondo, per non puntare subito il dito contro dicendo "lui è un cattivo". Io personalmente mi sono sentita coinvolta da i tre protagonisti e molto spesso ho rischiato di dimenticarmi quello che facevano di sbagliato, mi sono ritrovata a scusarli e a capirli, trovando solo i lati positivi del loro carattere, delle loro scelte e azioni.
Dietro alle scelte di ognuno di noi, c'è tutto un mondo; non è corretto puntare subito il dito contro senza sapere cosa realmente abbia spinto questa persona a compiere quella determinata scelta. Credo che sia questo il messaggio principale del libro, almeno per me è stato così.
Kill all Enemies racconta di adolescenti, ma non è il solito libro sdolcinato e semplice, questo libro nasconde un profondo significato, questo libro riesce a sconvolgere anche una persona adulta come me.
Purtroppo è sempre complicato accettare certi comportamenti, soprattutto se siamo noi il bersaglio, oppure persone a noi care; non sto dicendo che questi comportamenti sono giusti, ma ci sono persone che hanno bisogno di essere riportate "sulla retta via", ci sono persone che hanno bisogno di una mano per ritornare ad affrontare e vivere la vita; ci sono persone che perdono la bussola e non per questo devono subito essere messi in croce. E' certo che, se nessuno mai si preoccuperà di interessarsi a certe persone, queste sicuramente continueranno a perseverare nei loro comportamenti sbagliati.

Dopo tutte queste riflessioni però, devo aggiungere qualcosa. Il libro mi ha coinvolto e mi è piaciuto, ma ci sono stati alcuni momenti in cui non riuscivo ad entrare in sintonia con le situazioni o i personaggi, in cui ho trovato i dialoghi e anche la narrazione stessa, un po' forzati e questo purtroppo alla fine di tutto hanno abbassato un po' il mio voto complessivo.
Lo stile di Burgess è molto particolare e sicuramente non a tutti piacerebbe, come del resto il suo libro. Infatti credo che Kill all Enemies farà fatica ad avere successo (almeno qui in Italia), proprio perché racconta una storia particolare e difficile e lo fa in modo originale e molto diretto; e sicuramente questo è sinonimo di pubblico ristretto.

Spero solo che chi avrà la possibilità di leggerlo, cercherà di non soffermarsi sulla superficie dei personaggi e delle azioni che compiono; spero che voi lettori che aprirete il libro fra le vostre mani, cercherete di aprire la mente e cercherete di vivere realmente la storia attraverso le parole dell'autore, perché altrimenti non potrete apprezzare il romanzo, anzi ne rimarrete molto delusi.

Questa volta ho deciso di analizzare anche la grafica del libro. La cover italiana ho già detto che mi piace da impazzire, e trovo che sia molto equilibrato l'effetto visivo che abbiamo fra il titolo e l'autore e l'immagine in copertina.  Le altre due cover che vedete sono quella originale (la prima), e quella brasiliana (o spagnola, non ne sono sicurissima). Direi che non ci sono storie, la cover italiana a mio parere è la migliore, anche se anche le altre due cover riescono ad essere in linea con la storia e a rappresentarla bene. Quella italiana è la più intrigante.

Il mio voto per questo libro:
Il mio voto iniziale era di 4 soli, ma proprio perché ho incontrato qualche piccola difficoltà nella lettura, e ogni tanto non sentivo la giusta sintonia con i personaggi, il voto si è abbassato di mezzo sole.


E anche con questa recensione ho finito. Sapete ormai a memoria quanto amo i vostri commenti, adoro leggere i vostri pensieri e quello che scatenano in voi la recensione o direttamente il libro...
Dunque anche oggi (è festa lo so, e sarete tutti impegnati), spero troverete 10 minuti per venire a leggere i miei pensieri su questa lettura.
Un bacione a tutti voi carissimi!

15 commenti:

  1. Sicuramente interessante, anche se mi sembra un pò troppo "confezionato"

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    1. Anna, non capisco cosa intendi per "confezionato"... Ma è sicuramente un libro molto particolare e a mio parere fuori dagli schemi...

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  2. Anche a me ha ispirata fin da subito per la cover, che trovo fantastica. Però non so perché non sono ispirata fino in fondo. Valuterò se leggerlo oppure no.

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    1. Credo che sia meglio tu aspetti qualche altra recensione da leggere, così ti fai un'idea più ampia.
      Come ho scritto anche nella recensione, non è un libro per tutti (almeno secondo me) ed è un acquisto su cui riflettere sempre secondo me :)

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  3. Non vedo l'ora di leggerlo anche io °-° sembra proprio uno di quei libri anticonvenzionali... penso potrebbe piacermi!

    Già mi sono trovata davanti a delle protagoniste un po' bulle in E finalmente ti dirò addio e poi le ho amate, ma sono sicura che questo libro è un po' più pesante... spero mi piacerà :)

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    1. Sì Deni, non è di certo il tipico YA che leggiamo. Anticonvenzionale è sicuramente uno degli aggettivi più adatti.
      Hai citato il libro della Oliver e, nonostante si parli di bulli anche in quel libro, Kill all Enemies è completamente diverso....

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  4. I giorni di festa per me equivalgono sempre a giorni di lavoro =(. Sono tornata a casa un'oretta fa e adesso mi rilasso un po' sul mio caro divano, sono talmente stanca che non ho nemmeno la forza per uscire stasera.
    Comunque, cambiando discorso... molto bella questa recensione! =D sì sì, sono sempre più convinta di dover leggere questo libro ma, avendone una marea in attesa, non so ancora quando potrò farlo.

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    1. ps. dimenticavo! Anche io preferisco la cover italiana, è magnifica :) Nella terza copertina la scritta non è in spagnolo, se non sbaglio è portoghese quindi dovrebbe essere la cover brasiliana (o proprio portoghese) =)

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    2. Valy ti capisco perfettamente, lavorando al Mc Donald, per me i giorni di festa non esistono, infatti questa volta è un puro caso che le ferie siano cadute proprio in un giorno così... Come del resto non esistono le domeniche o i weekend :)
      Ma tu che lavoro fai Valy? Un ristorante?

      Per il libro, non so se hai letto altre recensioni, ma io ne ho già trovate alcune che non sono proprio positive, il mio piccolo consiglio è di aspettare e cercare di farti un'idea migliore di che lettura potrebbe essere.

      Per la cover, ho sospettato fosse brasiliana, perché nell'articolo dove l'ho trovata, si parlava di San Paolo... Ecco perché questa deduzione xD

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    3. Sì, iniziata l'università ho cominciato anche a fare la cameriera in un ristorante nei fine settimana (non sempre perché facciamo i turni) e per le feste (quelle in pratica sempre). Io lo chiamo "il lavoro dello studente" perché nella maggior parte dei casi i camerieri sono sempre ragazzi universitari XD, come lì dove lavoro io. Comunque in pratica anche tu come me quando gli altri si riposano noi lavoriamo..Povere noi =|

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    4. Eh sì Valy, allora siamo praticamente nella stessa barca... Pensa che assurdità: al Mc Donald viene gente a mangiare anche il giorno di Natale -.-

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  5. A me non è piaciuto invece, il tema l'ho apprezzato molto e anche alcuni personaggi ma in generale non è riuscito a prendermi...avrei preferito un approccio un po' più adulto forse ;)

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    1. Infatti Elena mi ricordavo della tua recensione... Credo che l'approccio sia adatto alla fascia adolescenziale, comunque credo sia un libro in grado di far riflettere. Rimane comunque il fatto che lo stile di Burgess è decisamente particolare e insolito :)

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    2. Hai ragione, particolare è particolare ;P

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  6. Io invece credo che sia un libro davvero bello, mi ha coinvolto molto e ho apprezzato il linguaggio diretto dell'autore. Io lo vedo dal punto di vista di una adolescente perció non so se apprezzerei una visione piú "adulta". Leggendolo sono riuscita a immergermi completamente nella storia e, anche se l'autore affronta temi piuttosto delicati, é riuscito a farlo senza cadere nel pietoso anzi, spesso era davvero divertente, soprattutto quando a parlare era Chris.

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