martedì 28 maggio 2013

Recensione: "La notte degli zombie" di Jonathan Maberry

Buondì carissimi follower (e non), come ve la passate? Io sono contenta di questo sole che sta facendo asciugare tutta l'umidità dei giorni passati....


Oggi vi parlo di "La notte degli zombie" di Jonathan Maberry, edito da Delos Books, pubblicato il 27 marzo 2013, al prezzo di 16,90 euro, per 334 pagine.

Trama:
Il medico di una prigione inietta nelle vene di un condannato a morte una sostanza progettata per mantenere sveglia la sua coscienza mentre il corpo marcisce nella tomba. Ma come tutte le droghe, anche questa ha un effetto indesiderato: prima che possa essere sepolto, il detenuto si sveglia. L'agente di polizia Desdemona "Dex" Fox risponde alla chiamata che l'avverte di un'effrazione proveniente dall'interno della camera mortuaria della prigione. Quando arriva scopre una scia di sangue, corpi mutilati e gli evidenti segni di morsi umani protagonisti della carneficina. E poi i cadaveri cominciano a muoversi... Famelici. Deliranti. Contagiati. Ecco come finirà il mondo: non con un bang... ma con un morso.

Il mio pensiero:
Sono sempre stata attratta dai libri di questo autore, in particolare la serie di Benny Imura, di cui qui in Italia sono usciti i primi due libri "Rot & Ruin" e "Dust & Decay", pubblicati sempre da Delos Books. Avevo una voglia incredibile di addentrarmi nell'oscuro e sanguinolento mondo degli zombie creato da Maberry, così ho colto al volo l'occasione di questa nuova pubblicazione, provando a contattare la casa editrice. Con enorme disponibilità mi hanno dato l'occasione di leggerlo e posso dirvi che ora la mia voglia di "collezionare" tutti i libri di quest'autore è aumentata notevolmente.
La notte degli zombie racconta di zombie e di persone normali che cercano di combattere questa "epidemia"; racconta di zombie la cui coscienza rimane aggrappata al corpo e continua ad emettere pensieri che esulano dal solo ed esclusivo bisogno di sangue e carne e poi racconta di Dez Fox, una poliziotta un po' fuori dalle righe e un po' problematica; una poliziotta che si ritroverà a mettere in discussione tutta la sua vita e che cercherà di rimanere attaccata alla vita (che tanto vorrebbe le scivolasse via di torno) con le unghie e i denti, graffiando e urlando il suo dolore, ma rialzandosi sempre con coraggio misto a terrore.

Devo ammettere che non leggo spesso libri horror o che parlano di zombie, dunque non mi ritengoL'autore ci ha spiegato come sono nati questi zombie, cosa li ha trasformati in tali, e lo fa nei minimi dettagli, parlando di scienza e medicina come fossero il suo pane quotidiano.
un'esperta del genere. Posso però affermare che ho adorato il modo in cui Maberry non ci ha messo di fronte a degli zombie così, senza un significato.
La notte degli zombie è indubbiamente un horror con i fiocchi, il sangue e le scene raccapriccianti si possono trovare in ogni pagina, non ci vengono risparmiati dettagli orribili e particolari agghiaccianti. La sensazione è quella di trovarsi seduti, o per meglio dire aggrappati, alla poltrona del cinema, cercando di non urlare ad ogni scena del film dell'orrore che ci troviamo davanti, solo che in questo caso il film dell'orrore si apre nella nostra mente e la nostra immaginazione arricchisce il tutto.
Paura, terrore e panico accompagnano il lettore per quasi tutta la durata del libro, non esistono momenti in cui si può tirare un sospiro di sollievo, o semplicemente rilassarsi, il lettore rimane in uno stato di ansia; il coinvolgimento nella storia è così alto che gli occhi faticano a staccarsi dalle pagine, la mente continua ad elaborare le scene terrificanti che si dipingono nel libro, ed il cuore accelera i battiti ad ogni parola letta.
In questo Maberry sembra un maestro, il suo stile è scorrevole, nonostante i temi trattati non siano comuni o digeribili facilmente; le sue parole scorrono davanti agli occhi del lettore velocemente, ma lasciano una traccia profonda nella mente e nei nervi di chi legge. E' ricco di dettagli, ogni scena è descritta in modo particolareggiato, sia le scene di puro sangue, sia quelle che virano di più verso la riflessione e le emozioni, ogni cosa è descritta minuziosamente con il giusto lessico, le giuste pause, il giusto tutto.
Perché in questo libro non troviamo solo sangue e persone fatte a pezzi, in questo libro troviamo dei protagonisti umani che ci donano il loro cuore, protagonisti che ci fanno emozionare e provare sentimenti molto forti, loro ci donano il cuore e noi li facciamo entrare nel nostro per cercare di proteggerli da quella fine devastante che sembra inevitabile. Sono rimasta molto colpita da questo, perché molto spesso mi sono ritrovata commossa a leggere i pensieri e le paure della protagonista e degli altri personaggi. E' bello poter viaggiare nelle loro menti e nel loro cuore, oltre che farsi prendere dal panico ad ogni incontro di zombie. Dà modo al lettore di compiere una lettura a 360 gradi, non rimanendo mai deluso.

Una ragazza (Elena), l'altro giorno mi ha scritto sul blog che vorrebbe vedere Maberry cimentarsi in qualcos'altro che non siano zombie, questo era il primo libro che leggevo dell'autore, ma posso affermare che a mio parere Maberry potrebbe riuscire a scrivere qualsiasi genere di libro e riuscirebbe a scatenare le emozioni più disparate nel lettore, perché ha questa enorme capacità di tenere incollata l'attenzione di chi legge, grazie alla scrittura fluida ma ricca di particolari, ma anche grazie all'attenzione che mette nel costruire la storia, niente è lasciato al caso e quando si conclude la lettura di La notte degli zombie, il lettore si ritrova a pensare che in fondo la figura dello zombie potrebbe trovarsi fra noi in qualsiasi momento, basterebbe semplicemente qualcuno di così pazzo da crearli; Maberry ti fa credere con realismo agli zombie, è questa una delle cose che a fine lettura mi ha sconvolto e non poco.

Adesso spendo due parole per un piccolo difetto che non ha dato modo a questo libro di ricevere il voto pieno da parte mia. Non ho letto il libro in lingua originale, dunque non so se sia colpa della traduzione o del modo di scrivere dell'autore, ma nel libro viene ripetuta così tanto spesso la parola "Dio" che dopo una decina di capitoli non ne potevo più, è stato davvero estenuante. Come se l'autore conoscesse esclusivamente quella parola per esprimere l'inizio di un sentimento di stupore, paura, panico; prima parte con "Dio..." poi magari descrive la scena o le sensazioni; non mi è piaciuta per niente come cosa, prima di tutto perché è realmente troppo ripetitiva e secondariamente perché credo esistono miliardi di altre parole per provare a descrivere cosa si provi in un determinato momento.
Un altro problema sono stati gli errori contenuti nelle pagine, ne ho trovati un bel po', sapete che questo ormai non abbassa più il mio voto sul libro, ma mi sembra sempre corretto avvisare chi legge le mie recensioni, non mi piace quando non viene data la giusta attenzione a questi piccoli particolari, una parola ci sta che venga sbagliata, siamo umani e non automi; ma quando le parole diventano più di una dozzina, allora vuol dire che c'è stata un po' troppa disattenzione che poteva essere facilmente rimediabile.

A parte questo è stata una lettura che mi ha davvero coinvolta dall'inizio alla fine, mi ha fatto provare una gamma così ampia di sensazioni che è stato uno splendido viaggio anche se ero affiancata da zombie ciondolanti e sanguinolenti xD
Ovviamente, questo non è un libro per tutti, è un libro senza freni e senza censure, le scene crude vengono raccontate senza mezzi termini, i particolari raccapriccianti ci sono tutti e molto dettagliati, dunque se non amate il genere non credo proprio che questo libro faccia al caso vostro, ma se provate solo una puntina di curiosità verso gli zombie e l'horror, allora il mio consiglio è quello di prendere in mano un libro di Jonathan Maberry.

Per la parte grafica del libro possiamo fare un confronto solo con quella originale, infatti per tutte le edizioni pubblicate finora è sempre stata mantenuta questa copertina, solo noi italiani ci discostiamo da questo stile.
E devo ammettere che la cover originale mi piace, mi piace quell'arancione che colpisce subito visivamente e quelle dita che si intrufolano, con quelle gocce di sangue... L'unica cosa che non mi piace sono le faccie che si intravedono attraverso quelle strisce arancioni, secondo me sono superflue. Mentre la cover italiana l'avrei preferita senza quella mano gigante che spunta in mezzo alla cover, se avessero tenuto il cimitero e quella casa in lontananza con quel cielo così oscuro, sarebbe stato molto meglio....
L'altra immagine che vedete l'ho trovata su un sito e ritrae proprio l'autore nel suo elemento naturale, il sangue xD

Il mio voto per questo libro:



Ho concluso anche per oggi, sono rimasta veramente affascinata dalla scrittura di Maberry e non vedo l'ora di poter leggere gli altri suoi libri e spero con tutto il cuore che piano piano Delos Books decida di tradurre tutti i libri dell'autore.
So che qui non ci sono molti amanti del genere, ma mi piacerebbe comunque sapere cosa ne pensate e capire se potrebbe essere un libro che fa per voi oppure no. Per chi invece ama il mondo degli zombie e in generale quello horror, fatevi avanti forza, voglio sapere se amate Maberry e se questo libro lo avete letto oppure no....

20 commenti:

  1. un libro che ho in lista, ho apprezzato la serie di Benny Imura (ma il terzo???si sa qualcosa??)e di conseguenza voglio leggere anche questo ..

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    1. Vale, per il terzo io non so assolutamente niente... Spero che la Delos decida di pubblicarlo prima di agosto, ma non sono molto sicura... Nel frattempo io mi metterò in pari leggendo i primi due della serie *_*

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  2. Bellissima la cover originale!

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    1. Anche a me piace, non la trovo irresistibile, ma sicuramente meglio di quella italiana e sicuramente si fa notare :)

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    2. Quella italiana è davvero brutta con quella manona da Famiglia Addams.. bleargh!

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    3. Esatto, ho ragione allora, quando dico che la cover senza quella mano sarebbe stata tremila volte meglio xD

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  3. E' nella mia wish-list, non vedo l'ora di leggerlo!
    P.S. Ale, non mi hai più risposto alla mail D:

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    1. Oh Simo, spero che quando avrai occasione di leggerlo, ti piacerà.

      °-° Non mi è arrivata nessuna mail :((

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    2. Speriamo :D

      Te la rimando ;)

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  4. Non vedo l'ora che arrivi anche a me :D anche io smanio di leggere Maberry da un pezzo!
    Comunque ti capisco per la cosa del "Dio" anche a me è capitato una volta con un libro XD ogni volta alzavo gli occhi al cielo tipo... "che palle!"

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    1. Deni, anch'io non vedo l'ora di sapere cosa ne pensi di questo libro, voglio proprio vedere se proverai le stesse mie sensazioni :)
      Per le ripetizioni è stato veramente allucinante, avrei voluto chiamare l'autore e dirgli: "Oh, ma conosci altre modi di dire, qualche intercalare diverso?" Uffa, davvero che palle!

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  5. Tu non mi vedi ma sto battendo le mani per l'entusiasmo. Nutrivo altissime speranze su questo libro che è il prossimo nella pila dei libri "da leggere" e dopo la tua recensione vorrei avere già finito quello che ho tra le mani ^^

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    1. Lorenza, hai già letto altri libri di Maberry? Io ora che conosco lo stile dell'autore mi ritrovo nella tua stessa situazione, in trepidante attesa e continua ansia per leggere gli altri suoi libri... Spero ti piacerà *_*

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    2. Sto aspettando anche il terzo della saga zombi su Ben Imura dello stesso autore e il suo stile non è niente male (anche se il secondo volume nn era all' altezza del primo)!

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    3. Io non vedo l'ora di leggere il primo di Benny Imura e spero di farlo al più presto.....
      E spero anche che Delos non facci aspettare troppo per il terzo capitolo....

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    4. Al Salone mi hanno detto che dovrebbe arrivare prima dell' estate... Speriamo ^^

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    5. Beh, beata te che sei andata al Salone, ti invidiooooooooo.
      Comunque mi dai proprio una bella notizia, speriamo riescano davvero a rispettare questo termine *_*

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  6. Io ho trovato più irritante la continua ripetizione di "si umettò le labbra", ogni personaggio in questo libro si è umettato le labbra una decina di volte!! Maledetti traduttori.

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  7. Lo sto leggendo in questi giorni. Anche io ho trovato irritanti alcune ripetizioni e gli errori nel testo, ma concordo con la tua recensione. In effetti, è uno dei migliori libri di "zombie" che ho letto, con un intreccio quasi perfetto e pochi momenti di stanca (un paio di monologhi, quello di Homer e quello di Volker, si potevano anche accorciare a mio parere). Di certo recupererò anche gli altri romanzi di questo autore, che finora avevo snobbato. Chissà perchè.

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    1. Ciao Giancarlo, che piacere mi fa trovare commenti a recensioni così "datate" *__*
      Secondo me Maberry è uno dei migliori scrittori di horror/zombie che ci sia, tutte le sue storie hanno sempre questo fondo di umanità che rendono la lettura molto più interessante e riflessiva. Spero che il libro ti piacerà fino all'ultima pagina e che i prossimi romanzi che ti procurerai potranno soddisfarti almeno quanto questo ;)

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