giovedì 5 settembre 2013

Valy Weekly Review: LO STRANO CASO DEL DR. JEKYLL E DI MR. HYDE di Robert Louis Stevenson

Rubrica di recensioni curata da Valy. E' una rubrica settimanale, ma un po' particolare... infatti viene postata sempre in giorni diversi, e ad ogni giorno corrisponde un genere letterario diverso.


Buon GIOVEDÌ mattina gente! Immagino che molti di voi in questa prima settimana di settembre saranno già tornati a lavorare o si staranno godendo gli ultimi giorni di vacanza prima del rientro a scuola o all'università. Io, Valy,invece, dopo una pausa di un paio di settimane, ormai già da alcuni giorni, sono tornata a scavare in un nuovo sito archeologico, stavolta di epoca romana. Come potete immaginare anche questa volta non potrò accedere facilmente ad internet quindi risponderò a tutti i vostri commenti solo nel weekend. Ma veniamo all'argomento del post, oggi il genere designato è il CLASSICO perciò vi parlerò della ultima lettura di questo genere: Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson.

Editore: Newton Compton (Collana Live)
Prezzo cartaceo: 0,99 €
Pagine: 128

Trama:
Esplicita metafora della lotta fra il bene e il male, "Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde" è soprattutto un attacco diretto contro la repressiva e puritana letteratura inglese del periodo vittoriano. Il Dr. Jekyll, uomo retto, onesto, generoso, decisamente "positivo" e Mr. Hyde, crudele, vizioso, violento, sono due caratteri universali. L'indagine psicologica di Stevenson si spinge oltre: Jekyll fragile, incerto, drammaticamente lacerato fra impulsi contrastanti è costretto a celare quegli istinti che Hyde soddisfa in modo macroscopico.

Il mio pensiero:
Fin da piccola ho sempre sentito parlare di questa opera di Stevenson (in
fondo, chi non conosce, almeno per grandi linee, la storia del Dr. Jekyll e Mr. Hyde?) ma fino a questa estate non l’avevo mai letta. Si tratta di un breve racconto ambientato in un anno impreciso della Londra del XIX sec. Il lettore è testimone di uno spaccato della vita londinese di quell'epoca in cui il progresso e la fiducia incondizionata nella scienza erano all'ordine del giorno. Lo stile dell’autore, nonostante il carattere tipicamente ottocentesco della forma e del linguaggio, è piuttosto semplice e di conseguenza la lettura che ne deriva è molto scorrevole. Il punto di vista, attraverso il quale il lettore viene a conoscenza degli eventi, è quello di un avvocato, il signor Utterson, molto stimato in tutto l’ambiente cittadino. Questo avvocato è sia un osservatore sia un personaggio attivo della storia poiché si ritrova improvvisamente a porsi numerose domande su alcuni particolari eventi che avvengono intorno a lui e soprattutto sullo strano comportamento assunto da alcuni suoi amici e conoscenti.

L’alone di mistero che permea tutta l’opera è davvero suggestivo e tantissima è la curiosità che si  insinua nel lettore fin dalla prima pagina. In poche righe Stevenson è riuscito a creare una storia intrigante e ben articolata e che porta, chi la legge, a riflettere sulla natura dell’uomo in collegamento con il progresso della scienza. Non è possibile scindere l’uomo in ogni sua minima parte o qualità. La natura umana è una delle più complesse tra quelle create dalla natura.
Non esiste una persona uguale all'altra come non esiste una persona che racchiude dentro di sé solo una determinata caratteristica. Nessuno è tutto bianco o tutto nero. Bene o male sono concetti troppo categorici per poter definire un individuo. Siamo fatti anche da infinite sfumature, che si modificano ed arricchiscono nel tempo in base agli insegnamenti ricevuti e alle esperienze vissute, ed è questo insieme complesso a determinare chi siamo. Sta all'individuo, al suo intelletto e alla sua coscienza saper distinguere tra cosa è bene e cosa è male e scegliere di conseguenza per l’uno o per l’altro.
Beh, questo in breve è ciò che ha trasmesso a me questa lettura, chi di voi ha letto questo libro che impressioni ha suscitato? E chi invece non lo ha ancora preso in mano pensa di farlo in futuro?



Ecco qua la nuova recensione "classica" di Valy, ormai sapete che non sono una grande lettrici di classici, ce ne sono innumerevoli che mi ispirano, e ne possiedo anche alcuni da leggere, ma per ora ho sempre rimandato la lettura, forse arriverà il momento giusto anche per loro, spero.
Sicuramente Valy, con le sue recensioni (e ci aggiungo anche quest'ultima) sta minando la salvezza del mio portafoglio, infatti per ora ho già comprato due libri recensiti da Valy e ce ne sono almeno altri 3 che vorrei comprare...
Voi cosa ne pensate della sua recensione e del classico scelto per oggi?
Rileggerete Valy venerdì della prossima settimana con la recensione dedicata al genere urban fantasy :)

8 commenti:

  1. Molto bello e altrettanto ricco di significato.. Hai scritto benissimo il tuo pensiero, che condivido appieno!

    I miei classici preferiti sono:
    - Il fu Mattia Pascal
    - La coscienza di Zeno
    - Il ritratto di Dorian Gray

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    1. Grazie Michy :) Ti confesso che non ho ancora letto nessuno dei tre. Li conosco (e se non sbaglio Il fu Mattia Pascal ce l'ho) però non ho ancora avuto modo di leggerli. Rimedierò sicuramente ;)

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    2. A me piacerebbe rileggerli, sono così squisitamente lontani dalla letteratura a cui siamo abituati.....

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  2. Io ricordo che ce l'avevano dato da leggere ai tempi della scuola e non mi era affatto dispiaciuto :)

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    1. Sono rimasta molto soddisfatta pure io di questa lettura, ha proprio un bel messaggio :)

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  3. Io lo leggerò, è stato uno dei miei ultimi acquisti!

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    1. Buona lettura allora! :) è un libro che si legge molto bene e in poco tempo, io ad esempio l'ho letto in pomeriggio :)

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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