giovedì 31 ottobre 2013

Valy Weekly Review: 1984 di George Orwell

 
Rubrica di recensioni curata da Valy. E' una rubrica settimanale, ma un po' particolare...
infatti viene postata sempre in giorni diversi, e ad ogni giorno corrisponde un genere letterario diverso.


Buongiorno e buon Halloween (non so, si dice?!) gente! Eccomi qua in questo GIOVEDÌ con una nuova recensione di un CLASSICO da proporvi: 1984 di George Orwell, libro che ho finito di leggere la scorsa settimana. Inizialmente non ero intenzionata a scriverci un post sopra ma sotto vi spiegherò meglio perché. La scheda del libro che ho inserito fa riferimento all'edizione che possiedo io.

Editore: Mondadori (collana Oscar classici moderni)
Prezzo cartaceo: 9,50 €
Prezzo ebook: 6,99 €
Pagine: 336


Trama:
1984. Il mondo è diviso in tre immensi superstati in perenne guerra tra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia. In Oceania la società è governata dall'infallibile e onnisciente Grande Fratello, che nessuno ha mai visto di persona. I suoi occhi sono le telecamere che spiano di continuo nelle case, il suo braccio la psicopolizia che interviene al minimo sospetto. Non c’è legge scritta e niente, apparentemente, è proibito. Tranne divertirsi. Tranne pensare. Tranne amare. Tranne vivere, insomma. Dal loro rifugio, in uno scenario desolante da Medioevo postnucleare, solo Winston Smith e Julia lottano disperatamente per conservare un granello di umanità.


Il mio pensiero:
Questa è una recensione che non avevo programmato di scrivere, soprattutto per oggi. In parte perché si tratta sia di un classico che di un distopico, quindi sono stata un po’ indecisa sulla categoria in cui inserirlo e di conseguenza in che giorno pubblicare il post, e in parte perché, essendomi piaciuto e non piaciuto allo stesso tempo, non ero certa di volerci scrivere sopra qualcosa. Comunque, dopo una lunga riflessione e lotta interiore, ho deciso di buttare giù qualche riga ed esporvi la mia opinione su questa opera.
Scritto nel 1948 e ambientato nel futuro (ma per noi passato) anno 1984, è un’opera particolarmente cupa e dalle tinte estremamente fosche. La società descritta da Orwell è strabiliante. Egli ha saputo creare nei minimi particolari un intero mondo nato dalle ceneri di quello passato, andato distrutto dal progresso dell’uomo, dalla scienza e dalla cupidigia. Per la realizzazione di questa nuova realtà ha preso spunto e rielaborato alcune teorie e metodi di vari regimi totalitari realmente susseguitisi nella storia, combinandoli anche con il tema delle armi nucleari.  La nuova suddivisione del mondo in tre enormi superstati determina la nascita e lo sviluppo di tre società differenti, dal momento che i confini tra gli stati sono invalicabili a causa dello stato di guerra continua. Non c’è possibilità di comunicazione o interazione pacifica tra i loro abitanti e gli unici contatti che si possono avere sono quelli con i prigionieri di guerra. Il lettore si trova a vivere tutto questo dal punto di vista di un abitante dell’Oceania, Winston Smith, incarnazione (secondo me) dell’eroe solitario. Rappresentante dell’umanità ovvero dell’uomo in quanto persona dotata di emozioni, di sentimenti e della capacità di elaborare un proprio pensiero. È proprio questa sua anomalia  a renderlo diverso dal resto
dei membri del Partito, al cui vertice si trova l’enigmatica figura del Grande Fratello, che tutto vede e tutto ascolta. Vivendo costantemente controllati da microfoni e telecamere nascoste, sospetto e paura sono sentimenti che strisciano e si insinuano nella mente di ogni persona, affondando le loro radici in maniera permanente. Tutti sospettano di chiunque ed è impossibile sapere di chi fidarsi realmente perché anche un minimo errore di valutazione può portare alla rovina. Persino la persona più attenta e cauta nel valutare e soppesare gli atteggiamenti e il carattere altrui  può rischiare di sbagliarsi o di essere ingannata senza rendersene conto. La società arriva a farti credere di essere solo ma allo stesso tempo di non esserlo. Il Partito è tutto, e oltre a lui non deve esistere nient’altro. L’individuo esiste unicamente all'interno e in funzione del Partito. È solo una piccola goccia in un mare sconfinato e compatto.
È un libro che non posso fare a meno di consigliare per il modo in cui è stata scritto ed elaborato ma l’inquietudine, l’inevitabilità, lo sconforto e anche un certo senso di sconfitta, che ho provato durante la lettura, purtroppo non mi hanno fatto apprezzare a pieno l’intera storia.

Anche questa volta Valy è riuscita a parlarci del libro e delle sue sensazioni in modo molto dettagliato. Io non ho mai letto 1984, ma mi ha sempre ispirato molto e nonostante a Valy non sia piaciuto molto, credo che potrebbe essere una lettura adatta a me, forse da affrontare in un momento rilassante, in modo che il mio umore sia quello giusto.
Fateci sapere se lo avete letto e come avete vissuto questa storia.
Noi rileggeremo Valy la settimana prossima e forse ci farà una bella sorpresa andando un po' "oltre" le sue recensioni, forse vedremo un "Valy Weekly Review" completamente diverso dal solito xD

8 commenti:

  1. Ricordo di aver avuto anch'io una sorta di amore e odio verso 1984, l'ho conosciuto attraverso il mio prof di letteratura inglese, con un estratto dal libro di testo a cui facevamo riferimento.
    L'unica cosa che mi rimase in mente era l'origine del "Grande fratello" attribuito a questo romanzo, dove tutti vengono osservati meticolosamente giorno e notte in tutto quello che fanno, senza alcuna libertà.
    A distanza di anni l'ho perso in libreria e letto per intero, mi è piaciuto, ma anch'io non so se ho apprezzato veramente appieno la storia per i dubbi e l'inquietudine che mi hanno suscitato. La scrittura rimane ottima, non per altro è riconosciuto come il dispotico per eccellenza!

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    1. Sì è vero, molto spesso questa è una lettura che i professori assegnano a scuola o almeno ne parlano. è assolutamente un'opera stupenda in quanto a scrittura e società creata ma proprio come hai detto tu, i dubbi e l'inquietudine che mi ha suscitato mi hanno un po' spiazzata e lasciato ben poco spazio alla speranza. :( Adoro i libri a lieto fine, non ci posso fare niente XD

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  2. Ciao Valy,
    ho iniziato a sentir parlare di 1984 quando iniziai a leggere Divergent, rendendomi conto che è un classico della letteratura distopica, però l'ho accantonato subito perché non lo trovavo interessante... però poi mentre leggevo la tua recensione non potevo fare a meno di pensare al fumetto (e successivamente film) che ho letto qualche anno fa di V for Vendetta, anch'esso ambientato in un modo distopico con ambientazioni molto cupe, che ti fanno perdere la speranza per il futuro, in cui esiste un sorta di Grande Fratello che detta legge e ti toglie ogni tipo di libertà; ed è stata proprio questo confronto tra i due titoli che adesso mi ha fatto crescere la curiosità di leggere 1984.
    Credo che far provare dei sentimenti contrastanti sia proprio lo scopo di questo libro, perché è ambientato in un mondo triste, in cui le cose più belle ti vengono negate, spero di trovare il tempo di leggerlo un giorno!

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    1. Ciao Laura :) non conosco molto bene la storia di V per vendetta però da come me ne hai parlato credo proprio che siano entrambi sulla stessa linea. Sì, penso proprio che tu abbia ragione sullo scopo dell'opera e sicuramente con me è riuscito nell'intento. Per me dovresti leggerlo se ti piacciono i distopici e in più il fatto che sia stato scritto più di 50 anni fa è ancora più impressionante.

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  3. Ciao.
    E complimenti per il Blog.
    Ti ho premiato con il premio Liebster Award.

    Se vuoi, vedi qui:
    http://recensioni-libri-tv.blogspot.it/2013/10/ho-saputo-ieri-che-questo-blog-e-stato.html

    Un saluto.

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  4. Ho letto questo libro ormai molti anni fa. E' il distopico per eccellenza, diciamo che da qui nasce tutto. E' un grande classico. E soprattutto fa riflettere su certi aspetti della nostra società che mai come ai giorni nostri andrebbero riconosciuti. Consiglio vivamente a tutti di leggere questo romanzo che nel bene o nel male vi lascerà qualcosa, anche se forse è solo un senso di turbamento. Penso sia veramente un libro che debba rientrare nel bagaglio culturale di ogni persona, come anche LA FATTORIA DEGLI ANIMALI sempre di Orwell.
    Ciao, Laura!!

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    1. Laura concordo pienamente con te. è sicuramente un libro che lascia il segno e fa riflettere molto, credo che sarà impossibile per me dimenticarlo. Sì, a casa ho anche quello e prima o poi lo leggerò sicuramente, lo stile di Orwell, così crudo e diretto, mi piacie molto :)

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  5. Ciao Valy!
    A me è piaciuto un sacco questo libro, anche se devo ammettere di averci messo una vita a finirlo, ma è stata una lettura interessantissima e sconvolgente..
    Che bella l'immagine con gli occhi O.O

    Baci.

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