domenica 29 dicembre 2013

Recensione: "Adamante" di Maria Silvia Avanzato

Buongiorno e buona domenica ragazzi, il vostro countdown è già partito? xD
Questi saranno giorni pieni, ieri il TAG oggi la recensione, domani la terza puntata con la rubrica "Paint your Books" e mercoledì tanti auguri a noi per il nuovo anno, in questa occasione vorrei chiacchierare tanto con voi, di quello che più vi è rimasto dell'anno passato, di quello che vi aspettate per il 2014 e tante altre cosine...

Ora una recensione extra, cioè non votata da voi che avevo voglia di postare sperando attirerà la vostra attenzione, anche se non è un genere di cui solitamente chiacchiero sul blog.
Adamante, quel che resta del nero di Maria Silvia Avanzato è stato pubblicato da Edizioni della Sera il 28 ottobre 2013, al prezzo di 13 euro per 234 pagine.

Trama:
Case Adamo. Un pugno di case sperdute fra le colline emiliane e al centro, l’Adamante, il vecchio cinema che il Duce inaugurò tanti anni prima. Un palazzone cadente, diventato luogo di ritrovo per Guerzo e i suoi amici. Angosciante è il ricordo di quel ragazzino che, anni prima, mise male un piede e vi precipitò trovan- done la morte. C’è chi giura di aver visto una bambina piccola e minuta che vive lì, fra le mura divorate dal muschio. Ogni abitante del paese può dire la sua su quel blocco di calce e ora che Rachele, l’erede dell’impresario Biasetti, è tornata, qualcuno trema all’idea che quel posto venga raso al suolo e rimpiaz- zato da un supermercato. Ma l’Adamante è ancora vivo. Vivo nei tentativi della gente di proteggerlo, nelle scorribande dei ragazzini che lo frugano di notte, in chi ricorda e organizza macabri scherzi. Vivo per il becchino Senuga che percorre le vie del paese all’alba per punire chi si macchia di orrendi peccati. Vivo per Lucio, quel ragazzone ritardato dalle mani forti. Vivo per la vecchia Matilde che muore nel suo letto lasciandosi alle spalle un piccolo tesoro.

Il mio pensiero:
Questo è un "libro-prova" per me, nel senso che credo di non aver mai letto un romanzo noir in vita mia, a meno che non sia successo quando ero così giovane e inesperta da non capire la differenza tra i generi. Adamante è un libro a cui mi sono sentita molto legata, prima di tutto perché la storia è ambientata a Case Adamo, un paesino situato tra Bologna e Modena (ovviamente il nome è inventato), ma già questo piccolo particolare mi ha fatto sentire in sintonia con la storia, grazie a piccole parole dialettali e a piccoli accorgimenti dell'autrice che fa capire che la parlata è quella tanto simpatica e unica, tipica dei bolognesi e modenesi. Per chi non lo sa, io sono nata a Bologna e ho lasciato un pezzo di cuore (oltre che gran parte della mia famiglia) in quella città, mi sento legata ad essa nonostante il mio trasferimento sia avvenuto quando ero molto piccola, ecco spiegato il primo motivo del mio attaccamento verso questo romanzo.
Secondariamente mi sono sentita in sintonia con la storia, proprio perché è stato come un mio esperimento di lettura e quando mi avvicino ad un genere nuovo, sono sempre di mentalità completamente aperta e questo mi fa vivere la storia raccontata in modo più ampio e attento.

La storia viene raccontata in modo corale, ogni abitante di Case Adamo dà il suo contributo allo svolgimento dei fatti, ma tutto si ricollega in modo più o meno evidente ad un luogo preciso, anzi ad un edificio: l'Adamante, il primo cinema costruito dal Duce proprio in quel paesino. Gli anziani sono legati ad esso dai ricordi, perché in un piccolo paese come quello era l'unica fonte di intrattenimento e soprattutto perché si sono sentiti importanti ai vecchi tempi, si sono sentiti legati fin da subito a quel cinema e al Duce. Mentre per i giovani è fonte di curiosità, il cinema ai giorni nostri, ormai decaduto è pieno di leggende (o forse verità): una bambina che vive nel cinema, un morto e tanto passato che sembra essere rimasto attaccato ai suoi muri decadenti. Tant'è che spesso dagli abitanti viene descritto quasi come vivo, come se fosse il centro pulsante del paese... ed essendo in rovina potrete capire il tenore di vita di Case Adamo.
Popolato per lo più da contadini, poveri e ignoranti, nati e cresciuti nel loro paese non hanno conosciuto l'avanzare dell'industria e delle tecnologia... è come se, Case Adamo fosse rimasto fermo alla costruzione dell'Adamante e da lì non si fosse più mosso. Gli abitanti sono chiacchieroni, egoisti e falsi, in posti così piccoli si dice che tutti sanno tutto di tutti, in realtà a Case Adamo tanti sono i segreti e le falsità che si cerca di tenere nascoste.
E i giovani in tutto questo crescono, ma rimangono bloccati, vorrebbero fuggire ma non trovano il modo. Proprio come se l'Adamante li tenesse ancorati a quella terra, perché i segreti covati dalle generazioni passate busseranno ai loro cuori e li intrappoleranno sempre più a fondo nelle loro insicurezze.

Ho letto questo libro in modo attento e lento, infatti nonostante le poche pagine, ci ho messo un bel po' di giorni. Lo stile dell'autrice sembra caotico, ma credo sia stato studiato a puntino per raccontare una storia così complessa da più punti di vista e, ragionandoci a mente fredda, capisco che era l'unico modo per raccontare al meglio la storia di Case Adamo, dei suoi abitanti e dell'Adamante. Con picchi di ironia sottile e dissacrante, con metafore poetiche e complicate, questo romanzo ha bisogno del suo tempo, perché il lettore piano piano impara a farsi un suo punto di vista sui luoghi e le persone che incontra nella storia, si ferma e riflette, pensa e ripensa alle parole lette e le fa proprie analizzandole.
E così si ritroverà a supportare il prete pieno di sensi di colpa, oppure la pazza e triste Bice, oppure la
solitaria Matilde, o ancora l'insicura e tormentata Olga. I giovani Guerzo, Fish, Bag e Linda si faranno capire e apprezzare per i loro difetti e le loro doti nascoste, ma anche per le loro debolezze. Così come potremo apprezzare il decadente Adamante, lo sporco e frequentato emporio, le strambe Case di Confine, o ancora l'Orrido.

So che ai vostri occhi questi personaggi e questi luoghi sono sconosciuti e non vogliono dire niente, ma spero capirete dalle mie parole che ogni riga di questo libro mi è rimasta impressa nella mente.
Un genere nuovo per me, che ci ho messo un po' per capire a fondo e apprezzare, ma una storia capace di farsi amare e di farsi odiare, in entrambi i casi un libro che smuove emozioni, sensazioni e riflessioni. Ho deciso di non dare un voto pieno proprio perché a causa della mia ignoranza su questo genere, non sono riuscita a comprenderlo e apprezzarlo come dovevo fin da subito. 

Il mio voto per questo libro:


Cosa ne pensate ragazzi? E' un libro che è passato abbastanza inosservato, soprattutto per chi non segue il genere, infatti anche quando lo presentai nella rubrica Shopping Books, pochi di voi rimasero colpiti o incuriositi. Spero che con questa recensione potrò attirare l'attenzione di altri di voi. Siete un pubblico che ama per lo più fantasy e romanzi, infatti anche quando parlo di thriller siete in pochi ad essere interessati, ma chissà magari qualche nuovo follower potrà trovare utile questo post e in generale quelli in cui parlo di questi generi letterari.
Ah, per le immagini, a parte quella del Duce, ho cercato su internet qualche immagine di paesini negli appenini bolognesi, la prima foto è Castel dell'Alpi, mentre la seconda è Ripoli.

15 commenti:

  1. Io ho avuto un periodo in cui leggevo principalmente Thriller, anzi, quasi esclusivamente quelli assieme a romanzi storici....ho iniziato più o meno dalla seconda-terza media (ho iniziato con Dieci piccoli indiani) fino alla terza superiore, quando ho iniziato a leggere principalmente classici, urban fantasy e più tardi distopici. Un po' alla volta però il thriller mi ha stancato come genere...continuo ad apprezzare i classici del giallo, come la Christie e Conan Doyle, ma nessun autore contemporaneo mi ha particolarmente colpita, anche se ce ne sarebbero alcuni a cui vorrei dare una possibilità. Pur non essendo più propriamente il mio genere, alcuni thriller a volte mi incuriosiscono dalla trama, ma questo libro ad essere sincera non mi ispira, anche se posso capire perchè abbia colpito te!! :)

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    1. Anche tu allora hai iniziato con i thriller, io davvero fino a qualche anno fa leggevo solo quelli, infatti ho praticamente tutti i libri di Patricia Cornwell.
      Ed ora leggendone molto meno, per mia fortuna non mi hanno ancora stancato, infatti uno dei buoni propositi dell'anno prossimo è leggerne di più :)

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  2. Davvero interessante! Grazie per la segnalazione Ale è un romanzo molto particolare e il genere mi è piutto sto congeniale, complimenti davvero una bella recensione ^^

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    1. Jerry, oh bene bene... sono contenta che ti abbia colpito la recensione e sono contenta di averti fatto scoprire un romanzo che ti incuriosisce così tanto, spero ti piacerà :)

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  3. tra Bologna e Modena? come giocare in casa. per il resto ti capisco quando dici che bisogna essere possibilisti quando ci si apre ad un genere nuovo. sembra una lettura interessante, sopratutto mi incuriosisce il tuo riferimento al tono ironico e alle metafore poetiche. Come te, non sono avvezza al genere, ma forse è tempo di ampliare i propri orizzonti ;)
    - e un po fuori tema, colgo l'occasione per salutarti anche qui! sono in partenza! il sette mi leggerò tutti i post che mi sono persa U_U
    abbraccio!

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    1. Sì, infatti ero completamente a mio agio *_*
      Io ammetto che ci sono un bel po' di generi a cui dovrei avvicinarmi, come ad esempio il noir, gli storici, il fantasy classico, ma il prossimo anno voglio riuscire a leggere più generi e cambiare un po' :)
      Sono contenta il libro ti interessi, spero avrai la giusta spinta per leggerlo in futuro.

      Buone vacanze tesoro, riposati e divertiti. Un bacione enorme!!

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  4. Non mi ispira moltissimo ma non escludo di leggerlo in futuro! Non si sa mai, nella mia vita ho letto pochissimi thriller, forse a malapena una decina, ma mi sono piaciuti tutti quindi evidentemente c'è una parte di me che apprezza questo genere! xD

    ps: buon 2014!! Domani non so se farò a tempo a stare al pc quindi preferisco farti gli auguri in anticipo! ;)

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    1. Oh bene bene e si scoprì che Anna era un'amante dei thriller a sua insaputa xD
      Io ti consiglio qualche lettura di questo genere, per intervallare un po' con i generi che sei solita leggere, secondo me potrebbero piacerti... sai che adesso sono troppo curiosa di sapere i titoli di quella decina di libri che hai letto? *_*
      Buon anno anche a te tesoro, spero avrai modo di passare sul blog domani per vedere il post di auguri che ho scritto, è dedicato a tutti voi follower, anche a te <3

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    2. Ahah, esatto! Chi l'avrebbe mai detto! ;)
      Vediamo... tra quei pochi thriller che ho letto ci sono i libri di Dan Brown, ho amato Il codice Da Vinci, un po' meno Angeli e Demoni e Crypto però mi ispira tantissimo Il simbolo perduto! Un altro thriller che ho letto è Io uccido di Giorgio Faletti, mi ha veramente stupito il finale di quel libro! D:

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    3. Ecco, a me Dan Brown è uno di quegli autori che non convince per niente e nemmeno i suoi libri, chissà se prima o poi cambierò idea...

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  5. Hmm.... la tua recensione mi è piaciuta, ma non so... devo essere sincera, io sono il tuo opposto quando si tratta di generi nuovi, parto sempre prevenuta, pensando che non mi piacciano... però la storia in se non mi dispiace.

    Allora diciamo che, quando mi sentirò coraggiosa abbastanza da esplorare cose nuove, mi ricorderò di questo libro ;)

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    1. Grazie Laura.
      Noooo, ma perché? Non puoi partire prevenuta, come dicono sempre tutti gli adulti con la testa sulle spalle del mondo: se non provi una cosa, come fai a sapere se ti piace o no? xD
      Io l'unico genere con cui faccio fatica è quello storico, molte trame mi intrigano da morire, ma non trovo la spinta giusta per buttarmi in questo genere...
      Credo però, che il noir sia un genere molto molto particolare e assolutamente non adatto a tutti...

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    2. Ecco, questo è uno di quei casi dove a volte la testa me la dimentico da qualche altra parte xD
      Poi mi capita anche che mi dico che una cosa non mi piace e/ non la farò mai, poi la faccio perché ne ho voglia e mi do della scema da sola perché finisce col piacermi (chi disprezza compra xD).


      Il noir infatti non lo trovo molto abbordabile per me, preferisco di più il thriller, ogni tanto delle trame che mi piacciono ci sono...

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  6. Ho letto Adamante e me ne sono innamorata :-)

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    1. Arianna è sempre un piacere scoprire che altri lettori hanno amato un libro quanto me :)

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