giovedì 2 gennaio 2014

Valy Weekly Review: IL MERCANTE DI VENEZIA di William Shakespeare

Rubrica di recensioni curata da Valy. E' una rubrica settimanale, ma un po' particolare...
infatti viene postata sempre in giorni diversi, e ad ogni giorno corrisponde un genere letterario diverso.


Buon anno nuovo gente! Come avete passato la notte di capodanno? Avete trascorso una bella serata in compagnia? A dir la verità io ancora non so come è stata la mia perché questo post lo sto scrivendo ancora nel 2013, comunque il programma prevede una serata tranquilla tra amici :) Ma veniamo alla prima puntata dell’anno della rubrica “Valy Weekly Review”. Oggi, essendo GIOVEDÌ, vi propongo la recensione di un CLASSICO, una delle opere teatrali di William Shakespeare: Il mercante di Venezia. I dati che inserisco sotto non fanno riferimento al libro che possiedo perché la mia edizione comprende anche altre opere mentre questa è singola e con testo inglese a fronte.

Editore: Newton Compton (collana Grandi tascabili economici)
Prezzo cartaceo: 6,00 €
Prezzo ebook: 1,99 €
Pagine: 179


Trama:
La storia di un prestito dato ad usura da un ebreo ad un mercante veneziano e quella del corteggiamento di una splendida dama che sposerà solo l'uomo capace di superare una singolare prova, sono al centro di una delle più brillanti e celebri commedie di Shakespeare. Divisa in cinque atti e composta intorno al 1594, "Il mercante di Venezia" ha conosciuto un'interrotta fortuna fino ai giorni nostri, sia come testo destinato alla rappresentazione che come opera di lettura.

Il mio pensiero:
Qualche anno fa ho attraversato una fase in cui il mio orizzonte letterario prevedeva solo ed esclusivamente le opere di Shakespeare (soprattutto le commedie, dal momento che oggi come allora, i libri tristi e con un finale tragico tendo ad evitarli). Non so spiegarvi perché. Forse non c’è un unico motivo o una ragione esatta alla base di questa mia predilezione, so soltanto che una qualsiasi opera di Shakespeare riesce ad esercitare su di me un fascino del tutto particolare. Immancabilmente, durante la lettura, mi sento catapultare all’interno della storia, entrando a farne parte o più spesso ad assistere alla scena da un punto di vista esterno. Mentre leggo le varie battute non sono più seduta su una sedia in cucina davanti al fuoco o su uno sgangherato sedile di un treno rumoroso oppure al calduccio sotto le coperte. No, sono in un teatro. Con alti soffitti dai quali scendono maestosi lampadari, con poltroncine di velluto e pesanti tende rosso scuro che lentamente si aprono fino a mostrare il palco con le sue scenografie elaborate, rappresentanti le città più disparate.
Ed è qui che, con gli occhi della mente, vedo prendere vita davanti a me personaggi creati in un tempo ormai lontano. Figure ammantate di scintillanti abiti seicenteschi dalle cui labbra sgorgano frasi che solo uomini e donne vissuti secoli prima di noi potevano formulare. Frasi in cui si combinano parole, verbi ed espressioni cadute in disuso ad altre ancora correnti. Frasi dal significato complesso e a volte incomprensibile ma allo stesso tempo profondo e bellissimo.
Fino al mese scorso, una delle commedie che mi mancavano da leggere del grande Shakespeare  era “Il mercante di Venezia” e, giunta all’ultima pagina,  è subito entrata a far parte di quelle opere da lui scritte che preferisco. Ambientato tra le calli veneziane e le stanze di eleganti palazzi della città medesima, l’opera tratta le vicende di diversi personaggi che il destino porterà a far incontrare. Nel giro di poche pagine il famoso drammaturgo inglese riesce a dipingere una storia intricata, nella quale il valore dell’amicizia ricopre un ruolo fondamentale. Tra momenti  carichi di grande sfortuna, incomprensioni familiari e promesse d’amore, spiccano qualità come l’astuzia e l’ingegno femminile.

E torniamo a dare il benvenuto a Valy che si è presa una settimana di meritato riposo :) Come sapete, io non sono una grande lettrice di classici, purtroppo non riesco a trovare la giusta spinta che mi faccia venire voglia di leggerli e non ne capisco il motivo, forse dovrei prendere spunto da Valy, ma vi giuro che più di una volta sono partita convinta dicendo: "Oggi voglio iniziare a leggere un classico" e puntualmente i programmi della giornata cambiavano dratiscamente, prima o poi ce la farò, ne sono certa.
Intanto vi consiglio di aspettare con ansia la puntata della settimana prossima, perché Valy ha in serbo per voi qualcosa di leggermente diverso dalla "solita recensione singola"... vedrete con i vostri occhi *___*

11 commenti:

  1. Io adoro Shakespeare l'ho letto tutto anni fa, ogni sera una sua opera. Bellissime tutte!

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    1. Anche a me piace davvero tanto :) Prima o poi dovrò provare a leggere anche le varie tragedie. Per ora ne ho lette solo tre perché, nonostante siano molto belle pure quelle, mi mettono molta tristezza, ma prese a piccole dosi spero di riuscire a leggerle :)

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  2. Uh, che bello, un classico *_*
    Di Shakespeare ho letto solo poche cose, e purtroppo non sono riuscita ad apprezzarne completamente le opere, leggere le sue commedie con il suo stile, cioè come se fosse un copione, non mi riesce a catturare appieno, anche se ammetto che alcuni monologhi sono pura poesia :)

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    1. Sì, l'opera teatrale da leggere è un po' spinosa, soprattutto all'inizio, e non a tutti può piacere. Sicuramente rappresentata a teatro fa tutto un altro effetto però a me piace molto anche così :)

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  3. Penso di non aver mai letto nulla di Shakespeare!! Devo correre ai ripari e recuperare qualche sua opera!! D:

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    1. Allora ti consiglio di iniziare dalle commedie :D Ce ne sono molte davvero carine e anche piuttosto scorrevoli come questa, Sogno di una notte di mezza estate o La dodicesima notte :)

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    2. Grazie del consiglio! Ci penserò sicuramente, anche perchè quest'anno vorrei leggere più generi rispetto all'anno scorso! :D

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  4. Le opere di Shakespeare sono poesia. Amo recitarle, quindi capisco come si sente Valy. Il mercante di Venezia, poi, È stupendo :)

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    1. Reciti a teatro?! Che bello! Mi sarebbe sempre piaciuto farlo peccato che la mia memoria ha un funzionamento tutto suo. Non riesco a imparare niente, ma proprio niente a memoria cioè utilizzando le stesse parole. Anche da piccola quando recitavo le poesie di scuola, senza volerlo scambiavo diverse parole con dei loro sinonimi, che nervi =(

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  5. Fin ora di Shakespeare avevo letto solo Sogno di una di mezza estate, che mi aveva incantato con la sua ambientazione così magica e romantica, quindi penso proprio che oltre finirò per leggere anche questo :D

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    1. Ti capisco, Sogno di una notte di mezza estate è anche una delle mie preferite, l'ho letto talmente tante volte che il libro è completamente consumato. Comunque se quella ti è piaciuta dovresti leggere anche "La tempesta", davvero bella :)

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