venerdì 28 febbraio 2014

Paint your Books #5

Rubrica mensile a cura di Michy.
Presenterà la recensione di un libro associandolo ad un colore e ci parlerà in breve delle sue letture mensili.


Ciao bella gente ^.^
Questo mese proprio non riuscivo a decidere quale libro recensire, ho cambiato idea mille volte. Alla fine la mia scelta è ricaduta su La ragazza della porta accanto di Jack Ketchum. Ho scoperto questo libro quando Ale ha iniziato la collaborazione con la casa editrice Gargoyle, sulla quale ho cercato info in più e titoli interessanti, tra cui questo.

Trama: America rurale, anni Cinquanta. David ha 12 anni e incarna il prototipo dell'adolescente medio. Frequenta gli altri ragazzi del vicinato e comincia a sviluppare un certo interesse per il sesso femminile. Quando le sorelle Meg e Susan Loughlin si trasferiscono a vivere nella casa accanto, David è felice dell'opportunità di ampliare il proprio giro di amicizie, anche se Meg, che incontra per prima, è un paio d'anni più grande. I genitori delle due ragazze sono rimasti uccisi in un incidente d'auto, e le sorelle Loughlin sono state affidate alla vicina di David, Ruth. Ma Ruth, in apparenza ottima madre di famiglia, nasconde una vena di sadismo e alienazione, che sfoga dapprima sottoponendo le ragazze a percosse sempre più violente e dolorose, poi dando vita a una serie di torture fisiche e psicologiche di cui David e gli altri ragazzi del vicinato divengono testimoni e, in qualche modo, complici inconsapevoli. La polizia non prende sul serio le denunce di Meg: l'unica speranza per lei e la sorella è nell'aiuto dell'amico David. Riuscirà a salvare le sorelle prima che sia troppo tardi?

Recensione: Sono venuta a conoscenza del fatto che il libro fosse tratto da una storia vera solo alla fine e questa cosa mi ha sconvolto. Durante la lettura mi aggrappavo sempre al fatto che fosse solo una storia. E invece no. E' una storia vera, vera e brutta ma brutta è un eufemismo. E' una di quelle storie per le quali si continua a chiedersi perché? Ma perché? Anche se si sa benissimo che non esiste risposta.
Questo libro mi ha fatto paura, mi ha spaventato fino a farmi rabbrividire, mi ha fatto inorridire e ha creato una forte sete di vendetta. Mentre scrivo, ripensandoci, non riesco a non sentirmi incredula di fronte a tanta disumanità e ho ancora paura.
Leggevo e, d'istinto, arretravo, leggevo e chiudevo gli occhi per calmarmi, molti passaggi non li ho retti, ma poi mi sono obbligata.

E' un libro di dolore, disperazione e rabbia. Leggerlo è stata una tortura, non è stato per niente facile e con il mio viziaccio di non rileggere la trama, non ero nemmeno minimamente pronta. Ma ora mi sento una stupida egoista a scrivere così! Come posso usare la parola tortura? Sapendo quello che è successo, avendo ben impresse nella mia mente le immagini della tortura vera a cui è stata sottoposta Meg (al tempo Sylvia Likens - non ho potuto fare a meno di cercare informazioni sulla storia reale risalente al 1965)!!! No, non posso. Quello che posso fare invece è affrontare tutto e trovare il coraggio di parlarne, per una sorta di rispetto. Non so come spiegare il senso di dovere che mi balena in testa dai primi capitoli. Sembro un po' in delirio, arrabbiata e sconclusionata, ma davvero sono un fascio di nervi, quando il pensiero ritorna là è un pugno nello stomaco, no, è peggio, non trovo parole abbastanza cattive da usare.


Ketchum non si risparmia, è crudo, diretto, violento e senza giri di parole va dritto al punto. E' aberrante nella sua concretezza. Trovo che questo aspetto sia fondamentale quando si raccontano certe storie, è inutile imbonire la pillola ed è giusto essere duri e spietati. L'autore dalla sua aveva solo le parole e non poteva fare diversamente.

Insensibili, sbagliati, profondamente perversi e al di fuori della realtà. Ecco come sono i carnefici. Instancabili e insaziabili. Ruth è il loro capo, riesce a convincere tutti quanti che quello è l'unico modo di educare e punire. Ha ai suoi piedi una banda di ragazzini sprovveduti, che si lasciano facilmente coinvolgere e ne traggono un piacere disdicevole. Li muove come fossero burattini in un gioco di potere senza possibilità di disobbedienza. L'ho disprezzata con tutta me stessa. Fra tutti quanti solo David sembra essere faticosamente coscienzioso.
Meg e la sua sorellina Susan sono vittime consapevoli e indifese, totalmente in balia della crudeltà del gruppo. Meg è forte, è la sorella maggiore e sa che ciò che non subirà lei toccherà a Susan, forse questo la aiuta a tenere duro e a sopportare l'insopportabile. E' umiliata e picchiata all'inverosimile.

E' una storia davvero brutta, non mi sento di consigliarne la lettura poiché, come ben si capisce dalle mie parole, io ne sono uscita stravolta, turbata e abbattuta. Penso mi ci vorrà un po' per tornare ad avere il coraggio di leggere qualcosa di simile (anche se magari frutto della fantasia). In fin dei conti purtroppo certe cose succedono davvero e molto più spesso di quello che immaginiamo, per molte persone sono la realtà, non solo parole su carta. Entrarci dentro, con tutte le paure che si scatenano, può servire, per lo meno, a farci sentire fortunati.

Una breve riflessione sulla cover, che mi piace molto, con quella ragazza che sembra girata di spalle osservandone i capelli al vento ma guardando il busto poi si capisce che non lo è. Una contraddizione, come lo è la storia rispetto al naturale senso della vita.

Il colore del libro: L'unico colore che si addice a La ragazza della porta accanto è il nero. Nero totale e assoluto. Non posso aggiungere altro.







Le altre letture del mese di febbraio:




The Returned di Jason Mott, siamo poi davvero così sicuri che la mente umana sia in grado di reggere e sopportare l'esaudirsi di uno dei desideri più desiderati al mondo? Jason Mott con questo libro ci offre la possibilità di affrontare un'esperienza simile. Rende l'idea piuttosto bene, anche se a mio avviso è stato un po' troppo pacato e non proprio verosimile (io mi immagino un panico esagerato e incontrollato). E' importante leggere la nota finale dell'autore.

Stanza letto armadio specchio di Emma Donoghue, tratto da una storia vera, questo libro è un'infusione di dolcezza e sensibilità. Ma è anche spietato, amaro e drammatico. Mi sono sentita orgogliosa di Mà, fiera della sua forza di mamma. Quanto ho desiderato stringere tra le mie braccia il piccolo e premuroso Jack, lui che, con l'innocenza concessa in esclusiva al cuore dei bimbi, mi ha insegnato il rumore di quella cosa "chiamata velcro, che si usa per aprire e chiudere le scarpe e che fa sssssrmzzzz." Una storia commuovente ed emozionante, scritta magistralmente.

Donne dagli occhi grandi di Angeles Mastretta, niente di che, si legge con noia, avrei potuto farne a meno. Brevi racconti di poche pagine, quasi tutti slegati tra loro; storie di donne che in fin dei conti "ronzano tutte intorno allo stesso fiore" .. non ho nemmeno afferrato la connessione con gli occhi grandi visto che li ho sentiti nominare solo una volta nel penultimo capitolo. Boh!

Un uso qualunque di te di Sara Rattaro, bello, bello, bellissimo! Impossibile staccare gli occhi da quelle pagine, l'ho letto in una tirata unica, dovevo assolutamente sapere cosa sarebbe successo! Un concentrato di amore, gioia, stupidità e infinita sofferenza. Consigliatissimo!

Un altro mondo di Jo Walton, cosa dire? Allora, mi è piaciuto ma non penso di averlo capito fino in fondo. La magia, che dovrebbe essere il centro di tutta la storia (o no?), mi è parsa un po' troppo marginale, a volte mi sono ritrovata a credere che ci fosse una qualche metafora sottintesa ben nascosta, che io ovviamente non capivo. Il diario che tiene Mor però è molto bello, così come molto belli sono anche i continui riferimenti ai libri - non ho potuto fare a meno di andare continuamente a cercare in rete informazioni in merito, ma di tutti quelli citati ho letto solo Guida intergalattica per autostoppisti. Penso proprio che questo libro mi sarebbe piaciuto anche senza la magia, infatti mi sono affezionata molto ai personaggi maschili non magici, mentre le fate umm.. bah! Non hanno avuto un ruolo così incisivo come pensavo, anzi. Mor è una ragazzina particolare, molto genuina, che ha sofferto ma che riesce a rialzarsi grazie all'amore e alla sua forza interiore. Che sia questa la vera magia?

L'età sottile di Francesco Dimitri, il matrimonio perfetto di magia e realtà. Levi ci insegna il perchè e Gregorio ce lo fa capire. Levi detta le regole e Gregorio le segue, ma anch'io ero portata automaticamente a fidarmi e a comportarmi da apprendista. E' una storia magnetica e credibile al 100%. Dimitri è, al tempo stesso, occulto, surreale e concreto.


E anche questa volta sono giunta al termine!
Vi lascio sempre con tanta voglia di leggere, sapere il vostro parere e rispondervi.
A presto, un bacio a tutti!

6 commenti:

  1. Mamma mia Michy...quanti libriiiiiiiiiii!!!!!
    Un po' ti invidio...io non li ho letti neanche dall'inizio dell'anno tutti questi libri sighhhhhhhhhhhhhhhh
    Caspita, il libro di cui hai deciso di parlare sembra proprio una botta allo stomaco, e tu hai reso perfettamente tutte le emozioni terribili che ti ha fatto provare.
    Sarò un po' masochista ma i libri così un po' mi attraggono, ogni tanto ne ho bisogno per tenere sempre a mente quanto l'uomo possa essere brutale e perverso!
    Degli altri ho letto e adorato Un uso qualunque di te e l'età sottile, entrambi nella mia top ten del 2013!!!
    The returned è in whislist ma il mio interesse per questo libro si sta sempre più affievolendo...
    Un altro mondo l'ho preso in mano diverse volte in libreria - credo abbia una cover magnetica - ma poi l'ho sempre rimesso al suo posto!
    Donne dagli occhi grandi non l'avevo mai sentito nominare prima ma visto il tuo responso, come l'ho conosciuto cercherò anche di dimenticarmene.
    E infine Stanza, letto, armadio, specchio...ha un tintolo che fa troppo ridere, non so se mi sarei interessata mai a questo libro se lo avessi visto su uno scaffale ma visto che tu ne continui a parlare bene magari se mi capiterà gli darò una possibilità!
    Ora dopo essere stata prolissa come al solito mando un bacione a te e ad Alessia!!! :***********

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    1. Ciao Dany! Che piacere leggere questa bella analisi del mio post! Grazie!
      Sono contenta di averti trasmesso tutta l'inquietudine che quel libro mi ha ficcato nello stomaco! Ma si sa, anche se certe storie fanno male, l'essere umano, nella sua "stupida morbosità" ne è sempre un po' incuriosito.. infatti non è che mi son pentita di averlo letto, anzi, però, dannazione!!!!!! che sofferenza!
      Fra gli altri, Stanza letto armadio specchio è quello che mi sento di consigliarti! (Certo pure qui ansia a manetta, nervoso, incredulità....) chissà perché non mi butto su un libro tutto ciccipucci?

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  2. Ciao Michy, la tua recensione la trovo bella e spaventosa allo stesso tempo.... metterò il libro in WL perché adoro i libri di questo genere, non tanto per via della violenza, ma perché il mio cervellino cerca sempre di capire il PERCHE' la gente si comporta così, che cos'è a far scattare in loro questa violenza e questa voglia di ferire così le persone... molto probabilmente finirò anch'io a sentirmi completamente turbata dalla lettura, come si può restare impassibili? ma credo che certe cose vadano portate fuori allo scoperto, perché è proprio la paura e l'ignoranza che permettono che certo cose continuino a succedere.

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    1. Questo libro è proprio così: bello e spaventoso! Mi fa piacere che tu abbia colto tutto ciò nella mia recensione, era il mio intento!
      Impossibile non restarne scossi ma dici bene tu e pur essendo una lettura difficile, affrontarla, da l'idea di un piccolo riscatto.

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  3. In teoria dovrei essere la prima a commentare qui, ma tra una cosa e un'altra non riesco mai a fare tutto insieme :(

    Come già ti ho detto, il libro che hai recensito mi attira da morire, mi piacciono le storie così forti e sconvolgenti, sarà masochista ma davvero ci sguazzo. Mi piace soffrire mettiamola così, ma non metto in dubbio che ci voglia l'umore giusto per questo tipo di libro.

    Delle altre letture che hai fatto mi trovi completamente d'accordo su "Un uso qualunque di te" e su "L'età sottile". Mentre io "The Returned" non sono riuscita ad apprezzarlo quanto te, "Un altro mondo" credo di averlo amato di più, di certo il fantasy o paranormale è molto marginale, ma la storia mi aveva proprio catturato.

    Un bacione tesoro!

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    1. E' proprio quello che ha attirato anche me verso quel libro e quello che poi mi ci ha tenuta incollata e alla fine distrutta!!!
      Sara Rattaro e Francesco Dimitri spiccano fra i miei autori italiani preferiti!
      Ecco, Un altro mondo me lo aspettavo più fantasy.

      E' sempre bello leggere il tuo commento, quando arriva arriva ;) un bacione enoooorme

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