mercoledì 28 maggio 2014

Blogtour #12 tappa - I cacciatori di ombre di Julia Sienna (Retroscena, curiosità, dietro le quinte)

Buongiorno a tutti miei lettori, come state?
Eccomi con un'altra iniziativa splendida a cui sono stata invitata e a cui ho accettato con felicità e orgoglio.
Ormai è da un po' che questo tour è iniziato e tutti ormai saprete che Mel e Mys di The Bookshelf hanno avuto idee splendide per questo tour (insieme a Julia ovviamente), hanno reso questa "promozione" più scattante e incredibilmente interessante, coinvolgendo tutti voi partecipanti in modo molto attivo e simpatico.
Io oggi sono qui insieme a Julia per proporvi una nuova tappa che spero potrà incuriosirvi e tenervi compagnia nel modo splendido che sono riuscite a fare tutte le tappe precedenti. Oggi parliamo di retroscena simpatici, curiosità sulla nascita del romanzo, aneddoti e scene emozionanti. Siete pronti????


Il sogno perfetto.

Come è nata l'idea del romanzo?
Come ogni altra storia che mi sia balenata per la mente, TDH è stata innanzi tutto un sogno. Mi sono svegliata con ancora le immagini di questa folle visione notturna in mente e ho pensato “Perché no?”. Ora, non so se sia stata una scelta vincente, su questo dettaglio lascio ai lettori il giudizio, ma tra i tanti sogni questo è stato il primo a diventare un libro.
A chi ne hai parlato per la prima volta? 
Vorrei dire “Ne ho parlato con il Supremo Stregone di tutte le terre” ma sinceramente non me lo ricordo, sono passati troppi anni! Forse ne parlai con i miei genitori, forse con il mio migliore amico del liceo... non ne ho idea. Facciamo finta lo abbia detto a tutti e tre e ci metto anche il gatto.


Ispirazioni reali o irreali?

Ti sei ispirata a qualcuno in particolare per la creazione dei personaggi?
In realtà nessuno dei personaggi è ispirato a qualcuno di realmente esistente (tranne un'unica eccezione che vi racconterò tra breve). Però mi è capitato di incontrare persone che fossero identiche ai personaggi da me descritti! Non so se sia una cosa più unica che rara, ma dopo aver creato On, ho avuto il piacere di incontrarlo personalmente.
Si chiama David e abita da qualche parte nel mondo, anche se lo conobbi in Scozia. Vi racconto volentieri questa storia anche se parlare di lui mi emoziona sempre, in un certo senso, perché è stato uno degli incontri più strani della mia vita.
Lo vidi per la prima volta seduto sullo schienale di una panchina nel parco della capitale scozzese, dove mi trovavo per imparare la lingua. Capelli scuri, vestito con jeans neri e una maglietta bianca con stampe colorate, età approssimativa 17-18 anni. La cosa che mi aveva colpito di lui era una in particolare: sembrava triste, molto triste.
A un tratto sollevò il capo, si scostò i capelli dalla fronte e mi accorsi che i suoi occhi erano di un azzurro così intenso da sembrare irreale. Tenebre immonde, quello è On, pensai. Così rimasi come un'ebete a fissarlo, con la bocca semiaperta. Ovviamente una scema immobile in mezzo al viale che ti fissa non passa inosservata e infatti se ne accorse subito, lasciandosi sfuggire una breve risata. Mi fece cenno di avvicinarmi.
Ok, sono spacciata. Figura di m**** in arrivo...
“Scusami non volevo guardarti male è che...” Lui mi fissava divertito. Ingoiai il nodo che mi aveva bloccato la gola e glielo dissi: “Ecco, sei uguale al protagonista del libro che sto scrivendo.”
Lui rise e mi squadrò da capo a piedi. Ero vestita di nero con delle piume di corvo che mi uscivano dai capelli. Un abbigliamento ben poco idoneo per schivare le figure barbine. Eppure mi sorprese con un grosso sorriso.
“Sei buffa, mi hai fatto tornare il sorriso. Siediti e raccontami del mio personaggio.”
Non so perché, ma mi sedetti al suo fianco. Forse glielo dovevo per rimediare, o forse a On non si può dire di no. Comunque, mi accomodai sulla panchina e gli raccontai tutto.
Passò un'ora, il mio autobus era già andato e tornato più volte, quando finito il mio racconto mi disse: “Ok, ragazza corvo, adesso devi andare... ma ci vedremo domani.”
E fu davvero così. Ogni giorno per tutto il tempo che rimasi lì, lo trovai allo stesso posto, alla stessa ora. Gli raccontai tante cose e lui ne raccontò a me. Non c'è nulla di lui in On, perché lui era già identico a On anche in ogni sua reazione o modo di fare. Avevo solo spaventose conferme di quanto avevo già scritto.
Poi venne il giorno in cui lo dovetti salutare. Me lo ricordo in piedi davanti a quella panchina con un foglietto in mano. Era il suo indirizzo e-mail. Lo prese, ma prima di riuscire a porgermelo, lo stracciò. “Vorrei dartelo, ma voglio fare una scommessa. Come ci siamo trovati questa volta, so che ci troveremo ancora. Adesso finisci la mia storia.”
Accettai la scommessa.
Prima o poi tornerò e chissà se ci incontreremo davvero, beh, di sicuro mi fa piacere crederlo.
Un volta mi disse che avrei dovuto scrivere qualcosa di vero su di lui, forse lo farò e forse in qualche modo lo saprà anche lui.
Sempre in questo mio strano viaggio, conobbi anche l'altro personaggio che rappresenta l'unica eccezione di cui vi parlavo prima. Baltasar. Non so se sia ancora vivo, se abbia messo su famiglia o sia scomparso per sempre, ma so che è esistito uno strano corvo nero che ogni mattina mi aspettava alla fermata dell'autobus per barattare una piuma con una patatina o un biscotto.
Ho ancora le sue piume conservate gelosamente ed erano le stesse piume che portavo in testa intrecciandole tra i capelli.


Tanti anni, ma che idee...

Quanto tempo hai impiegato per la stesura dei romanzi? 
Circa 10 anni e diciamo che non è ancora finita, perché il terzo volume è ancora tra i miei artigli desiderosi di modifiche.
Come hai capito di avere tra le mani una buona idea?
Non l'ho mai capito e non ho tutt'ora la certezza... diciamo che ci ho provato. Mi è sembrata una storia più consistente e pregnante di tante altre che avevo sognato prima, ma forse ho commesso un grande errore! Spero di no, ma sono serena a riguardo: da qualche parte si deve pur sempre cominciare. Spero si rivelerà a tempo debito una buona idea!


Voglio un vocabolario tutto mio.

C'è qualche aneddoto in particolare che vorresti raccontare? 
Più della storia commovente che vi ho raccontato prima, cosa posso mai aggiungere? Vediamo se ricordo qualcosa di divertente riguardo al libro.
La prima cosa esilarante che mi viene in mente è la prima stesura a pc del manoscritto, sì perché l'idiota che state ora leggendo voleva fare la raffinata e scrivere a mano... Comunque sia, ricordo ancora lo stupore del correttore automatico di Word ogni volta che gli propinavo qualche nome dei miei.
Penso vi fosse della lucida follia nelle proposte che mi faceva.
Se lo avessi ascoltato, ora Hellenhor sarebbe un “Brav'Elleno” e non più Eyn Morgath ma bensì un enigmatico “Bindellalo Ingorgante”.
Ora, capisco che “Eyn Mortgath” sia un termine non presente nei comuni vocabolari italiani... ma vogliamo parlare di “Bindellalo Ingorgante”? Chi diamine ha inserito queste parole nel dizionario?
E con questo dilemma, vi saluto! Alla prossima tappa e grazie per avermi seguito fin qui!




Immaginazione e fantasia...

Ed ora veniamo alla parte dedicata in particolar modo a tutti voi che state seguendo con gioia quest tour. In questa tappa dovrete mettere in gioco la vostra fantasia e immaginazione per divertimento e per accaparrarvi qualche punticino come è successo in altre tappe :)

Dovrete creare la vostra creatura immaginaria, ovviamente di ispirazione fantasy. Nei commenti dovrete essere più minuziosi possibili, in modo che noi che leggeremo potremo immaginarci in tutto e per tutto la vostra creatura.
Sarà alta o bassa? Magra o grassa? Avrà la pelle ruvida o liscia? Avrà mille occhi o un solo orecchio? Avrà un corpo umano o animale? Avrà ali o squame?
Insomma, dovete sbizzarrirvi, aprire completamente le vostre idee e immaginare, correre con la fantasia e non fermarvi finché non sarete soddisfatti, finché non capirete che la vostra creatura è visibile nella mente di tutti quelli che leggeranno.
Potrete essere classici o moderni, intriganti o discreti, divertenti o seriosi... avete carta bianca, sta a voi riempirla di colori e di idee.
Se volete arricchire il vostro commento e la vostra creatura potete postare il link ad un'immagine, o un video che possa assomigliare a quello che avete in mente voi. Come vedete potete giocare con mille carte e usarle a vostro piacimento.
La persona che creerà la creatura che catturerà l'attenzione di Julia e che verrà scelta da lei riceverà 5 punti, mentre tutti gli altri partecipanti riceveranno 1 punto.

Io personalmente non vedo l'ora di sapere cosa vi inventerete e cercare di immaginare ogni vostra creatura.
Buona lettura e buon divertimento a tutti voi!

3 commenti:

  1. Ciao! Volevo ricordare a tutti i partecipanti la tappa numero 11, in quanto è passata soltanto una persona a commentare ^^'
    http://libridicristallo.blogspot.it/2014/05/blogtour-tappa-11-dark-hunt-cacciatori.html

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  2. Awww devo inventare una creatura del mondo che ho descritto nelle tappe precedenti? *^*
    beh oltre al drago che mantiene e minaccia continuamente il mondo degli immortali, ci sono altre creature. Il mondo degli immortali, come avevo scritto, si trova in un'immensa foresta, una foresta VIVA. Gli alberi sono vivi, si muovono, camminano. Lentamente, camminano sulle loro radici. I rami sono le braccia, le foglie sono la chioma. Sul tronco si vede il loro volto. Parlano una lingua tutta loro fatta di fruscii di foglie e schiocchi. Si chiamano Triak.

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  3. Oddiiiiio, sadiche! Non basta Misha con un vestito da scimmione?XD
    In realtà me ne sono inventata un po'...speriamo di azzeccarne uno XD
    Le Stahidel sono delle creature che riescono a stare nel palmo della mano di un essere umano e si dividono per stagioni e in diurne e notturne. Hanno delle ali che sono uniche da Stahidel a Stahidel, alcune le hanno trasparenti e delicate, altre piene di squame come le ali di un drago, alcune piumate, possono essere di un solo colore o sfumate; le loro ali sono motivo di vanto e se ne occupano spessissimo. Alcune hanno delle piccole cornine sopra la testa e altre delle antennine, altre ancora possono non avere nulla però hanno tutte le orecchie a punta. Sono molto vanitose ma sono gentili e aiutano coloro che si perdono nei boschi, cercano di salvare chi si trova in difficoltà nelle acque e aiutano gli umani di nascosto. Possono assumere dimensioni umane ma perdono la metà dei loro poteri e diventano più vulnerabili. Si nutrono principalmente di nettare, più è dolce più sono felici. Il loro canto è così dolce che ti può cullare come una ninnananna, ma se le fai arrabbiare sarà la loro arma principale in quanto a seconda dell'umore varia la melodia, se sono arrabbiate e cantano scappa subito perchè potrebbero far volare oggetti pesantissimi e scagliarteli addosso.

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