mercoledì 29 ottobre 2014

Recensione: "La libreria del buon romanzo" di Laurence Cossé

Buongiorno gufetti miei (aaaaaah, da quanto è che non vi chiamavo così? *_*) come ve la passate? Io in questo periodo sono nella fase "ho freddo vorrei stare sempre in casa al caldo" e non è il massimo quando si deve andare a lavorare e fare tutti i vari giri quotidiani; per fortuna per ora, nonostante il freddo, il sole sta tenendo botta e almeno qualche ora al giorno è leggermente meno freddo :)
Prima di lasciarvi alla recensione di oggi ci tenevo a fare un piccolo annuncio... forse alcuni di voi se ne saranno già accorti, ma ci tenevo a dirlo anche qui per tutti. Ho riaperto la pagina facebook dedicata al blog. Mesi e mesi fa avevo già una pagina in cui non scrivevo mai niente e così decisi di chiuderla e optai per il gruppo facebook in cui andava leggermente meglio, ma anche in questo caso aggiornavo pochissimo... negli ultimi tempi mi è tornata voglia di condivedere con voi la mia passione anche in un posto diverso dal blog e così ho pensato di riprovarci. Spero avrò il tempo, la costanza e la voglia di tenere aggiornata la pagina, perché ci tengo e credo potrei scoprire nuovi lettori proprio grazie ad essa, oppure farmi seguire di più da voi che magari considerate facebook un metodo più immediato per rimanere aggiornati :)


Ed ora veniamo a noi e ai nostri libri :) Continuo il recupero delle recensioni in arretrato, oggi ve ne propongo una scritta alla fine di gennaio, dopo questa ne avrò solo un'altra di gennaio, poi una di febbraio e poi passerò direttamente a quelle di marzo *_*
Oggi vi parlo del famoso La libreria del buon romanzo di Laurence Cossé.

Trama:
Un misantropo appassionato di Stendhal, nascosto in un villaggio della Savoia, viene misteriosamente rapito e abbandonato in una foresta. Una bella signora bionda, esperta guidatrice, perde il controllo dell'auto e finisce fuori strada. Intanto in Bretagna un uomo che ogni giorno faceva la sua passeggiata in riva al mare incontra due sconosciuti che lo terrorizzano.
Ma il lettore capisce presto che questo non è un classico romanzo poliziesco. Gli aggressori non sono né agenti segreti né trafficanti. Non aggrediscono dei duri ma delle persone miti. Ce l'hanno in particolare con un libraio ribelle, con una malinconica ereditiera e con la libreria che i due hanno creato senza mai pensare che potesse suscitare tanto odio.
Chi, tra gli appassionati della letteratura, non ha mai sognato di aprire una libreria ideale dove si vendessero solo i libri più amati? Lanciandosi nell'avventura, Francesca e Ivan, i due librai, sapevano che non sarebbe stato facile. Come scegliere i libri? Come far quadrare i conti? Ma ciò che non avevano previsto era il successo. Un successo che però scatena una sorprendente sfilza di invidie e aggressioni.

Rating:

Il mio pensiero:
Avevo questo libro in attesa di essere letto da un sacco di tempo, me lo avevano consigliato, ne avevo sentito parlare bene e sapevo che tantissime persone lo avevano letto, così ho deciso di prenderlo per riuscire a farmi un'opinione personale su questo libro, poi, purtroppo, è rimasto a prendere polvere sui miei scaffali, fino a quando non è arrivata l'occasione di una bella reading challenge e questo libro sembrava perfetto.
Fare un riassunto è molto semplice, perché sebbene conti poco più di 400 pagine, i fatti raccontati sono in definitiva pochi.

Cover svedese
Conosciamo Ivan e Francesca, due persone completamente diverse con due cose che li accomunano: la passione per i grandi romanzi e un sogno nel cassetto, quello di aprire una libreria in cui si venderanno e consiglieranno solo ed esclusivamente buoni romanzi, non le ultime uscite e nemmeno quelli pieni di pubblicità; piuttosto quelli che passano un po' in sordina, quelli vecchi che nessuno trova più, quelli che riescono ad appagare, istruire e far vivere il lettore. In poco tempo riescono a creare "Al Buon Romanzo", una libreria particolare, diversa dalle altre, con un comitato segreto grazie al quale si scelgono quali libri verranno venduti e quali no, con tanti dubbi ma anche tantissima speranza i due soci aprono e la libreria sembra venire invasa da sempre più lettori felici e contenti di potersi perdere in quel mondo fatto di buona letteratura. Peccato che quando una cosa è diversa, ovviamente produce scalpore. La libreria non passa inosservata, grazie anche alle tante e mirate pubblicità fatte, iniziano così i problemi. Chi se la prende con loro tramite articoli di giornale, chi li attacca in internet sul loro forum, chi si diverte a spargere volantini per Parigi, fino ad arrivare al punto pericoloso e impensabile in cui alcuni elementi del comitato vengono aggrediti e rischiano la morte.

Come vedete è abbastanza semplice, la particolarità di questo libro è che ci viene raccontato tutto nei minimi dettagli, senza nessun tipo di fretta, ovviamente spaziando anche nella vita dei due personaggi principali: Ivan e Francesca, ma la protagonista è indubbiamente la libreria "Al Buon Romanzo".
E' un libro con cui ho avuto alti e bassi, all'inizio sono partita convinta ma non al settimo cielo, per poi ritrovarmi a seguire con entusiasmo il racconto della nascita della libreria, poi ho avuto momenti di estrema noia in cui non capivo come, così tanti dettagli, potessero servire al lettore e come in un libro potessero avvenire così poche cose raccontate in così tante pagine, poi è tornato il mio entusiasmo e il mio attaccamento alla libreria; perché, in fondo, fin dall'inizio ho tifato per la libreria, speravo aprisse e avesse una folla numerosa, speravo che riuscisse a smuovere un po' le acque dell'editoria e dei lettori stessi, speravo che potesse avere una lunga e felice vita... e quando passava i suoi momenti peggiori, mi ritrovavo a dare il mio contributo insieme a tutti quelli che sostenevano la libreria e i suoi proprietari.
Insomma, è un libro che mi ha coinvolta e appassionato, ma non al punto da convincermi totalmente.

Cover tedesca
Lo stile dell'autrice è molto particolare, oserei dire strambo, si prende delle libertà in alcuni momenti in cui sembra parlare direttamente al lettore come per dire "se scrivo così non preoccuparti è normale" oppure "se leggerai questo è perché le cose stanno così e così", ovviamente sono frasi fatte, esempi per cercare di farvi capire cosa sentivo mentre leggevo; inoltre è una narrazione molto molto dispersiva, magari in alcuni momenti si leggeva di una vicenda particolare della libreria e allo stesso tempo l'autrice si perdeva a parlare di un dettaglio insignificante di un altro negozio, o dell'ambientazione. Oppure mischiava in modo molto ambiguo la vita di un personaggio con eventi successi nella libreria... insomma è difficile spiegarvi ma ho avuto qualche difficoltà a seguire con precisione tutta la narrazione, non si può certo dire che lo stile della Cossé sia scorrevole e continuativo. 
Credo che il problema principale sia proprio questo, la dispersione, la poca continuità, l'esagerazione di dettagli inutili. In alcuni punti si entra nel romanzo che è una bellezza, ci si lascia trasportare senza nemmeno accorgersene, poi si ha una brusca frenata in cui sembra di venir sputati fuori per assistere alle vicende in modo esterno e freddo, con estrema noia. 
La storia in sé mi è piaciuta, mi sono appassionata alla libreria e alla sua storia, così come mi sono affezionata ad alcuni personaggi più di altri, le ambientazioni sono bellissime, ma avrei voluto qualcosa di più o per meglio dire qualcosa di meno: se il libro avesse avuto un centinaio di pagine in meno, non credo avrebbe perso niente, o più semplicemente si poteva dare importanza ad altre cose che sembrano rimanere nell'ombra per volere dell'autrice, ma che lasciano comunque l'amaro nella bocca del lettore.

Cover francese
Un libro che apre gli occhi, in un certo senso, sul mondo dell'editoria e sul marketing che sta dietro la vendita dei libri; un libro che fa sognare e che fa credere al lettore che aprire una libreria a sua immagine e somiglianza, sarebbe possibile per chiunque; un libro che fa innamorare ancora di più della letteratura e fa capire sempre meglio quanto i gusti possano essere differenti e quanto i libri possano trasmetterci emozioni opposte. Un libro che ho apprezzato, ma che mi ha creato confusione e mi ha annoiato; un libro che sicuramente consiglio di leggere, ma a giuste dosi, credo che una lettura scaglionata sarebbe l'ideale per "La libreria del buon romanzo", così da non sentirsi sopraffatti e annoiati dai troppi dettagli, ma poter godere comunque del bellissimo racconto della nascita e fioritura, del boom e del collasso e poi della rinascita di questa libreria da sogno.

Cover: Ammetto che la cover italiana (che è stata mantenuta identica all'originale) mi soddisfa è "leggera", ma rende perfettamente l'idea dell'effetto che può fare un libro. La cover svedese è orrenda, hanno semplicemente preso una foto di una libreria e piazzato sopra il titolo. La cover tedesca è carina, ma non credo sia in linea con la storia raccontata, visto così sembra un libro d'amore. Per finire la cover francese che non mi piace assolutamente, sembra quasi che sia stata strappata la copertina e lasciata la prima pagina.
La classifica è indubbiamente: cover italiana/originale, cover tedesca, cover svedese e cover francese. Ma a parte la cover italiana/originale non è stato fatto un gran lavoro per questo romanzo.

Anche per oggi ho finito di parlarvi di libri, anche se continuerei con piacere xD
Certe volte penso che se fossi una che fa video recensioni rischierei davvero il linciaggio e il ban automatico da youtube, mi perderei in mille chiacchiere e ragionamenti e arrovellamenti ahahaha
Per fortuna per voi non credo farò mai video anche se la voglia rimane sempre :)
Bene ragazzi, fatemi sapere se avete letto il libro e cosa ne pensate; oppure se siete ancora indecisi, o ancora se non lo conoscevate affatto :)

14 commenti:

  1. Ciao bella, sì avevo letto questo libro due o tre anni fa e avevo avuto esattamente le tue impressioni, ero partita con aspettative altissime e poi la tendenza dell’autrice a perdersi un po’ nei dettagli mi aveva fatto disamorare parecchio. Credo che la storia avrebbe potuto guadagnare se al posto di queste divagazioni l’autrice avesse lasciato un po’ più di spazio all’azione. Per quanto riguarda la copertina francese, è proprio il “marchio di fabbrica” della Gallimard, le loro copertine sono così, orrendamente seriose e parecchio snob, è la loro cifra stilistica :-p

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    1. Ciao amica mia, che bello quando ci troviamo così d'accordo su un romanzo, anche se sarebbe sempre meglio che le impressioni siano positive, ma pazienza, capita xD
      Sì, la storia in sé a me è piaciuta, ma troppi dettagli inutili, troppo caos, troppe divagazioni come hai detto tu.
      Ah ok, non sapevo di questa peculiarità della Gallimard, beh oddio, non sono proprio fatte per me sinceramente :/

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  2. Ciao tesoro! :3 ho messo il like alla tua pagina facebook qualche giorno fa!
    Allora questo libro mi attirava sì e no, soprattutto per la cover xD ma dopo la tua recensione non credo che lo leggerò! non mi piace quando l'autore si perde via a descrivere tutti i dettagli perché alla fine mi annoia! :/

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    1. Ciao Ledina, grazie del like, ora spero solo di non fallire anche questa volta :((
      Credo che questo libro attiri ogni tipo di lettore per cover e titolo e la base è perfetta per un lettore accanito come noi, poi lo stile dell'autrice non credo proprio sia adatto a tutti... A me piacciono tantissimo le descrizioni dettagliate, ma quando portano a qualcosa e quando riescono a dipingere un quadro vivido e intenso, in questo caso era tutto l'opposto, dettagli su dettagli tutti inutili...

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  3. Oh povera me... proprio l'altro giorno guardavo la libreria e constatavo che è da parecchio che questo libro è nello scaffale ancora da leggere ma in questo periodo proprio non c'è la faccio a leggere libro così "pesati e minuziosi di dettagli" penso che prenderà ancora un po' di polvere ;)

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    1. Deboraaaaaaa, come sono contenta di rileggere un tuo commento :) Spero tu stia bene :)
      Ahahahah no dai, magari a te piacerà da morire, chi lo sa... Sicuramente è un libro che richiede attenzione e pazienza... Ricordati di spolverarlo quando lo prendi in mano, per evitare la "nube da starnuto" ahahaahh ;)

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  4. mmmmm ciao Ale la trama mi incuriosisce tantissimo ma anche io non so se lo leggerò, le descrizioni mi piacciono, la cura del dettaglio anche ma se la cosa è esasperata potrebbe risultare l'effetto contrario ^^

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    1. Ciao carissima, la trama anche aveva incuriosito tantissimo anche me... Sono proprio come te, amo descrizioni e dettagli ma quando sono utili e soprattutto intriganti, che lasciano comunque curiosità... queste toglievano la mia voglia di leggere :)

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  5. Guarda quanti libri nella cover svedese *_*
    Chi non vorrebbe avere una bella e tranquilla libreria, magari anche con qualche divanetto per poter leggere qualche pagina in tranquillità *___*
    Peccato per gli alti e bassi della narrazione, conoscendomi rischierei di annoiarmi a morte e a non farmi piacere il libro -__-
    Ciao :3

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    1. Ahahahah sì, l'unica cosa bella di quella cover xD
      Uno dei libri che non ti consiglierei mai, poi magari ti capita di leggerlo e ti rimane nel cuore per la vita xD

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  6. Mi hai incuriosita! Ci farò un pensierino ^_^

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    1. Ciao Gaia, mi fa piacere essere riuscita ad incuriosire nonostante il mio pensiero non proprio positivo :)

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  7. Potenzialmente potrebbe essere un libro interessante, me lo segno, perché purtroppo (o per fortuna) ho tanti libri che proprio voglio leggere già in attesa. Grazie comunque per il consiglio :)

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    1. Ciao Ale, a chi lo dici, ho così tanti libri in attesa, vorrei poterli iniziare tutti insieme, e quando mi metto davanti alla libreria per scegliere è un dramma... i miei occhi saettano da una parte all'altra e alla fine devo decidermi per forza xD

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