mercoledì 10 dicembre 2014

Blogtour: "Innocence" di Vibeke Elske - #4 Tappa

Buongiorno miei cari, mentre voi leggerete questo post io sarò a fare una visita di controllo sperando che il mio corpo stia bene :)
Ho rischiato di non fare in tempo a pubblicare questo post perché i giorni scorsi sono stata impegnata e ieri sera ero cotta che più cotta non si può, dunque spero mi perdonerete se nel post commetterò qualche errore di distrazione :(


Oggi vi presento un romanzo intrigante e accattivante, ma soprattutto butteremo uno sguardo prolungato sulle splendide ambientazioni scelte dall'autrice. Sono state, sono diverse e sono meravigliose, dunque mettetevi comodi e rifatevi gli occhi con immagini e parole *_*

Il libro:

Titolo: Innocence
Autore: Vibeke Elske
Serie: Century Child #1
Autopubblicato
Pagine: 552
Prezzo: 0,98 € (ebook)
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Trama:
C’erano cinque statue disposte a semicerchio dietro al cratere. Avevano sembianze umane, scolpite in una pietra candida dai pallidi riflessi opalescenti. Sui piedistalli di marmo nero, in bassorilievo, i loro nomi laminati in argento: Innocentia, Tentatio, Peccatum, Expiatio, Redemptio. Regan si soffermò a scrutarle una per una, senza osare avvicinarsi, intimidita dall’atmosfera sacrale che sentiva incombere attorno a sè. Innocenza era una bambina dal viso tondo e paffuto che guardava verso una volta celeste immaginaria con occhi sgranati e colmi di genuino stupore. Stringeva tra le mani un mazzetto disordinato di fiori di campo, i piccoli piedi nudi che poggiavano delicatamente su un soffice cuscino d’erba. Al suo fianco, Tentazione era incarnata da un ragazzo dai folti riccioli che guardava con avidità alla propria sinistra, la bocca dischiusa in una piega vagamente sensuale, il ginocchio sinistro proteso di lato in uno slancio smanioso, frenato però dalla catena che gli imprigionava la caviglia destra al terreno. Seguendo il suo sguardo si incontrava la terza scultura. Peccato rappresentava due giovani amanti colti in un gesto di intimità: lei completamente abbandonata tra le braccia possenti di lui, la testa riversa all’indietro in uno stato di inconfondibile estasi. Spostandosi appena più in là, tuttavia, la prospettiva mutava completamente: la mano di lui reggeva un pugnale affondato tra le scapole di lei, lunghi rivoli di sangue rubino che le colavano sulla pelle, impregnando il tessuto sottile della veste abilmente scolpita. Amore e Morte, nella loro rappresentazione più tragica. Alla loro sinistra, Espiazione – un uomo emaciato coperto da cenci laceri, inginocchiato su sassi appuntiti – li fissava con sguardo tormentato, le mani ossute convulsamente strette al petto, dilaniato da profonde ferite. I suoi occhi scavati e sgomenti riflettevano una sofferenza angosciante. A chiudere il semicerchio, infine, bellissima e maestosa, Redenzione si ergeva nelle morbide forme di una donna che spalancava le braccia verso il cielo, due splendide ali angeliche spiegate alla sue spalle. Il suo viso, esattamente come quello di Innocenza, era rivolto verso l’alto, chiusi gli occhi, e portava impressa un’espressione di pace assoluta. Regan restò a lungo a studiarle, rapita dal realismo dei loro volti, dalla drammaticità dei loro gesti. C’era qualcosa di vivo e inquietante che pulsava sotto ai loro gusci di pietra. Involontariamente, il suo sguardo continuava a tornare a Tentazione ed Espiazione, dall’una all’altra, simili ed opposte. Entrambe si volgevano verso Peccato, entrambe dipinte di un’emozione esasperata, entrambe consumate dal loro stesso anelare. Fu con sorprendente stupore che, nell’arretrare incurantemente di un passo, Regan realizzò una cosa che la fece sentire strana. Tentazione guarda Peccato e vede l’Amore. Espiazione guarda Peccato e vede la Morte.

Il blogtour:
#1 tappa - 06/12: Peccati di penna (Presentazione del blogtour+giveaway)
#2 tappa - 07/12: Dreaming Fantasy (I personaggi del romanzo)
#3 tappa - 09/12: Le passioni di Brully (Intervista all'autrice)
#4 tappa - 10/12: Il profumo dei libri (Le ambientazioni della storia)
#5 tappa - 11/12: Il rumore dei libri (La genesi del romanzo)
#6 tappa - 12/12: Laboratorio fantasy (Le Sette Terre)
#8 tappa - 13/12: Il flauto di Pan (Conclusione: estratto+giveaway)

Le ambientazioni:

MEDILANA
Di tutti i luoghi che Lucius avesse visitato in vita sua – e si trattava praticamente di mezzo mondo – Medilana rimaneva uno dei suoi preferiti: le vie della zona centrale erano ampie e pulite, percorse da sontuose strade lastricate su cui si affacciavano maestosi i palazzi dei nobili e dei ricchi mercanti. Il commercio, in effetti, era uno dei punti di forza della città, fiorente e in costante rinnovamento in quanto a prodotti di importazione. I numerosi mercati dell’aera Sud della città, che quotidianamente richiamavano folle brulicanti da ogni angolo delle Sette Terre, erano la principale testimonianza di questa vivacità commerciale. Per questo e per le molte bellezze, naturali e architettoniche, che offriva la regione circostante, erano innumerevoli anche le pensioni per gli stranieri: i più facoltosi preferivano concedersi soggiorni di lusso presso quelle ricavate nelle dimore confiscate alle nobiltà decadute, i più umili, invece, più propensi ad affidarsi alle tariffe più accessibili della moltitudine di locande che si alternavano a osterie e taverne lungo il Naviglio Grande e le sue diramazioni.
Avere un così importante centro abitato venato di corsi d’acqua aveva certo i suoi tanti, piccoli svantaggi – a partire dai miasmi che si sprigionavano dai brevi tratti di melmosa acqua stagnante, che i cittadini si sforzavano di contrastare coltivando veri e propri giardini pensili fioriti sulle loro terrazze – ma d’altro canto la possibilità di navigare la maggior parte di essi – là dove carrozze, carri e cavalli nulla potevano – costituiva senza alcun dubbio un’enorme facilitazione per il trasporto delle merci. Da qui il soprannome di Porto Senza Mare di cui vantava la città.

KAUNEUS
– Benvenuta a Kauneus, cerbiattina! – proclamò Lucius, spalancando le braccia – Illustre capitale di Norden. La Città-Gioiello. – Non ci voleva una gran fantasia per intuire le motivazioni che avevano fatto guadagnare alla città quel degno appellativo. La Terra di Norden era stata un reame, secoli prima, come le altre sei Terre, e durante quell’epoca aveva guadagnato prestigio e ricchezze per la sapiente amministrazione della famiglia di reggenza dell’epoca, e in seguito, anche dopo l’abolizione della Monarchia, la sua storica capitale aveva sempre conservato il suo antico splendore.
C’era una fontana rotonda su tre piani, ghiacciata, nel mezzo dell’estesa area quadrata su cui si affacciavano palazzi alti e riccamente decorati, sfoggio di uno sfarzo moderato da una certa dignitosa sobrietà, e quelli erano davvero fatti di candida, pregiata pietra lunare. Dietro alle loro finestre tremolavano luci calde e invitanti, velate da tendaggi che celavano gli interni alla curiosità dei passanti. Sulle colonnine ritorte delle ampie balconate campeggiavano i blasoni spruzzati di bianco delle famiglie residenti, orlati di pompose nappe d’oro e d’argento.
Il luogo era un crocevia di quattro grossi viali che si fondevano, adorni di lampioni finemente lavorati, in un unico perimetro attorno alla piazza – Piazza del Vecchio Regno, come indicava l’iscrizione sul fianco della fontana.

NORDEN
La vera bellezza della Terra di Norden fioriva in inverno, quando la lucida patina sottile della rugiada mattutina si trasformava in miriadi di minuscoli cristalli di ghiaccio che disegnavano ricami merlettati su foglie, pietre e vetri delle case, e la stagione delle piogge autunnali volava via con le sue foglie secche, lasciando il regno alla mano bianca delle nevi.
La corolla di rilievi montuosi che abbracciava i territori all’estremo Nord era ammantata di soffici strati di zucchero a velo che riluceva sontuoso e immacolato sotto ai raggi pallidi di un letargico sole impigrito dal freddo. Ai piedi delle montagne, boschi, foreste e distese pianeggianti si alternavano tra il lacrimare lento delle acque sotto le superfici congelate dei fiumi, dei ruscelli e dei numerosissimi laghetti, e le pieghe docili delle strade sterrate. […]Nella macchia di foresta appena fuori le porte della capitale, betulle e conifere si susseguivano in un rincorrersi di tronchi candidi e chiome scure spolverate di neve, la quale ricopriva interamente anche il suolo, offrendo una traccia facile alle linci e ai lupi che si aggiravano per il territorio alla caccia di lepri e selvaggina.

BRENNER
La Terra di Brenner era già sopita al di là della finestra, nelle sue immense distese di colline e prati smeraldini, e le brughiere punteggiate di laghi e striate di torrenti e rii si affacciavano silenziose sul cielo nero.
Attorno al palazzo di Persefone si dipanava la città di Shjarna, ricca ma modesta capitale, fatta di pochi palazzi nella zona centrale e una moltitudine di pittoresche casette splendidamente tenute, con i loro tetti colmi di paglia, nella periferia. Le strade in selciato avevano luminarie insolite, migliaia di piccoli lumicini che fluttuavano a mezz’aria lungo i cigli, emanando una luce incredibile.

FORESTA DI FERENTAUR
Non aveva mai visto piante così gigantesche e tutto il sonno che finora le aveva gravato addosso si dissolse man mano che i suoi occhi esploravano avidi quell’opera d’arte naturale. Alberi alti come palazzi, i cui tronchi larghissimi e rami enormi suggerivano un’età di diversi secoli, si protendevano verso l’alto in ampie chiome a cappella che si intrecciavano tra di loro fino a creare un vero e proprio soffitto di fogliame di un verde scuro e brillante che nascondeva completamente il cielo e solo pallidi, ostinati raggi di sole riuscivano a penetrare fino a terra. Per la verità non esisteva nemmeno un vero e proprio sottobosco e Regan capì in fretta perché avessero legato i cavalli al limitare della foresta: un groviglio di grasse radici nodose ricopriva la maggior parte della superficie del terreno e rendevano il passaggio piuttosto difficoltoso. […] Non riusciva a non voltarsi a osservare ogni ramo ritorto in pose assurde e affascinanti, ogni polla d’acqua che, limpidissima o stagnante, riposava nelle piccole depressioni tra un albero e l’altro. C’erano fiori grossi come ombrelli dagli sgargianti petali sulle tonalità del giallo, del rosso, del fucsia e di incredibili sfumature di azzurro, con petali leggeri, che si piegavano armoniosamente all’infuori scoprendo stigmi e cuori di colore più tenue.

SHAR CARAS
Sollevò lo sguardo e restò senza parole: proprio dove Soile si era fermata, gli alberi si fermavano all’improvviso, lasciando il vuoto avanti a sé, e lo vigilavano silenti, come guardie poste lungo un confine. E entro quel confine emergeva un’isoletta erbosa, appena sopra il pelo dell’acqua, e su di essa, sotto una spettacolare volta celeste stellata, Shar Caras mostrava senza timore la sua semplice, antica bellezza.
Regan avrebbe voluto dire qualcosa per esprimere la sua meraviglia, ma la verità era che non c’erano parole che potessero rendere giustizia a quello spettacolo: casupole di legno minute si ergevano tra alberi molto più piccoli ed esili di quelli della foresta, spogli e chiari. Una miriade di sentieri si snodava in ogni dove, collegati da qualche scalino là dove il terreno saliva e scendeva, a volte sboccando direttamente sul lago in piccoli moli di pietra semicircolari, altre volte saltando in ponticelli da una riva all’altra quando piccoli rigagnoli d’acqua si insinuavano nella terraferma. L’architettura degli edifici (che a occhio non potevano essere più di una trentina) era arcaica, fatta di tetti angolosi, pannelli intagliati e piccole torri alleggerite da finestrelle, e in effetti faceva pensare a qualcosa di leggendario, racconti da focolare di ere segnate da eroi e imprese gloriose che tutti sognavano e nessuno aveva mai visto.

I Giveaway:
Avete letto bene? Plurale... ebbene sì, ci saranno due GA all'interno di questo tour, uno è già partito e lo trovate nella prima tappa e si concluderà tra due giorni. Mentre il secondo GA lo troverete nell'ultima tappa del tour il 13 dicembre. In tutti e due i casi ci sarà in palio l'ebook di "Innocence". Dunque se siete rimasti stregati dalle tappe precedenti e dalle ambientazioni che vi abbiamo mostrato oggi, non vi resta che provare e tentare la fortuna e se proprio vi andrà male potrete benissimo comprare l'ebook al prezzo minuscolo di 0,98 centesimi. Sono sicura ne verrà la pena in entrambi i casi :)
Ovviamente per partecipare ai giveaway dovrete seguire le regole che troverete nei vari form che troverete nelle tappe indicate sopra.


Ringrazio l'autrice per aver pensato al mio blog e ringrazio tutti voi per essere presenti qui. Spero, nel mio piccolo, di avervi dato la possibilità di conoscere un romanzo che attira attenzione e curiosità e spero di avervi consigliato una possibile prossima lettura, magari potrete riscaldarvi grazie a questo romanzo mentre fuori il gelo si impadronisce del mondo.

1 commento:

  1. il mio luogo Norden e la sua terra non c'è che dire
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    https://twitter.com/streghetta6831/status/543901108096073728
    https://www.facebook.com/stefania.mognato/posts/10203415997616452?pnref=story
    https://plus.google.com/u/0/113323159535376562702/posts/E7s5L8mApiv

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