domenica 26 aprile 2015

Lega dei Lettori: LA CUSTODE DI MIA SORELLA di Jodi Picoult


Buongiorno lettori, eccoci di nuovo insieme con la Lega. Siamo alla seconda lettura di questa mia iniziativa, per questa volta avete partecipato in meno, ma direi che la lettura ha interessato una buona parte di voi e sono felicissima di vedere che per la seconda volta il sondaggio è stato apprezzato e la lettura votata anche *_*
Questa volta, al contrario della prima lettura, i nostri pareri sono tutti abbastanza in linea, dunque non vedremo recensioni da 2 stelle contro recensioni da 5, ma siamo pressapoco tutti lì vicini... credo però che sarà comunque interessante leggere quanto i parere possono essere diversi ed espressi in modo diverso nonostante il rating quasi simile. E vedrete anche dalle citazioni quanto questo libro sia ampio e quanto ci sia da riflettere su ogni riga scritta. Ordunque veniamo a noi!
Nel mese di aprile abbiamo letto LA CUSTODE DI MIA SORELLA di Jodi Picoult, primo libro dell'autrice pubblicato in Italia... in effetti sarebbe bello pubblicassero anche gli altri libri precedenti a questo scritti dall'autrice.

Anna non è malata ma è come se lo fosse. A tredici anni è già stata sottoposta a numerosi interventi chirurgici, trasfusioni e iniezioni in modo che la sorella maggiore Kate possa combattere la leucemia che l'ha colpita in tenera età. Anna è stata concepita con le caratteristiche genetiche per poter essere donatore di midollo per sua sorella, ruolo che non ha mai messo in discussione ma che ora le diventa, di colpo, insostenibile. Perché nessuno le chiede mai il suo parere? Anna prende una decisione per molti impensabile e che sconvolgerà la vita di tutti i suoi cari: fa causa alla sua famiglia. Un romanzo su un tema difficile e doloroso.









I nostri pensieri

Diario di una camionista per bene
★★★
La Custode di mia Sorella è un romanzo che punta ai sentimenti del lettore e che, grazie ai punti di vista interni dei personaggi, ti fa entrare nella loro mente e nel vivo della loro storia. La trama molto in breve... Anna è la sorella di Kate, malata di una forma molto rara e grave di leucemia sin dall'età di tre anni. Anna è la figlia minore, generata su misura come cura per Kate. Dopo tredici anni di vita dentro e fuori dall'ospedale, la giovane decide di fare causa ai genitori per rivendicare i diritti mai avuti sul suo corpo. Quello che mi preme dirvi è ciò che questo libro mi ha suscitato: rabbia! Una rabbia feroce verso i genitori di questa bambina, i quali non si rendono conto di quanto Anna non ce la faccia più a sopportare la situazione ormai tragica. Rabbia nei confronti della madre che vede solo i bisogni della figlia malata e non degli altri due figli: uno sulla buona strada per essere un delinquente, e l'altra che si sente la ruota di scorta della sorella. Nonostante il fastidio, ritengo però che la storia sia interessante e ben narrata. Seppur ben scritto, un po' inutile il racconto di contorno di Julia e dell'avvocato di Anna.

Fluky Roads
★★★★
Questo libro è stato una ventata di originalità ed emozioni. Jodi Picoult ci mette di fronte a una situazione dove è difficile decidere da che parte stare. E lo fa proprio bene. Mi è piaciuta la narrazione da più punti di vista che non lascia ai margini nessun personaggio. Ho apprezzato anche la storia tra Campbell e Julia che non è risultata fuori luogo ma anzi è riuscita ad alleggerire un po' l'atmosfera. Mi piace lo stile della Picoult, i suoi pensieri profondi velati da una leggera ironia e la sua capacità di rendere la lettura scorrevole anche in quei capitoli dove non accade molto. Del tutto inaspettato il finale che però mi è piaciuto.
Gresi Vitale
★★★★
Come mezzo di allontanamento dalla routine, dal tempo, attingendo ad emozioni che si agitavano dentro e cui ho riversato in quel contenitore imperfetto che è la scrittura, Jodi Picoult ha composto una melodia che strazia il cuore, annienta lo spirito, induce a provare quell'emozione indefinibile che prende quando leggo storie strazianti come queste. Un grido colmo di speranza lanciato ai piedi di una montagna, un piccolo colibrì che svolazza ma non riesce a spiccare il volo, una dolcezza velata di tristezza e sconforto che va a cercare sentimenti nascosti nel più intimo dell'essere, che si credevano perduti.

★★★★½
Questo non è un libro facile, anzi. Per affrontarlo ci vuole forza, quella che si tira fuori davanti ad una malattia; se per di più al centro di questa malattia ci sono delle ragazzine diventa tutto più difficile. Ma l'autrice sa il fatto suo, affronta questo argomento senza piagnistei, andando dritta al punto, senza alleggerire ma neanche appesantire in modo troppo forzato la questione. Il libro è un insieme di voci, quelle di tutti i personaggi che sono toccati dalla storia. Ci troveremo quindi a conoscere il punto di vista di ognuno di loro e potremo farci un quadro completo di come ognuno affronterà la questione. La Picoult scrive con maestria di questioni che forse, purtroppo, conosce troppo bene avendo avuto una figlia malata per molto tempo. Costruisce ogni singolo personaggio con un'attenzione che normalmente si dà solo ai protagonisti. Ma in questo libro ognuno è un protagonista ed ognuno è descritto nei minimi dettagli, con i suoi pregi e con i suoi difetti. Un'opera magistrale che ha saputo anche lasciarmi a bocca aperta sul finale. Non do cinque a questo libro solo perchè, sono rimasta più colpita da Diciannove minuti. Paradossalmente in quel libro ero riuscita e sentire più emozioni nonostante dal tema forse me lo sarei aspettata meno.

C'è una bella famiglia, composta da mamma, papà e due figlioletti. Vivono felici, realizzati, innamorati. Un giorno però, Sara scorge dei lividi sulla schiena della piccola Kate, così a soli due anni, le viene diagnosticata una rara forma di Leucemia . Il fratello Jesse, mamma Sara e papà Brian non potranno farci nulla, saranno impotenti di fronte ad una malattia mortale. Non potranno nemmeno rendersi utili donando il sangue, perchè non risulteranno compatibili. Ma ci sarebbe una soluzione, far nascere una sorella a Kate, una nascita studiata in laboratorio per permettere alla piccola di avere un donatore sicuro. Oggi quella sorella tanto desiderata e studiata si chiama Anna, ha tredici anni ed è una l'unica donatrice compatibile. Dopo otto ricoveri e un'infinità di donazioni ha deciso di emanciparsi dal punto di vista medico, facendo causa alla sua famiglia. Un rene, a sua sorella, non lo vuole donare.
Un romanzo ingombrante, tosto, cattivo e senza peli sulla lingua. L'autrice, che non conoscevo se non per sentito dire, ha uno stile diretto, senza troppi fronzoli o giri di parole arriva al punto, scrive frasi che trafiggono il lettore come una doccia gelata sul viso, di prima mattina. Il tema è toccante, bambini piccoli, malattie gravi, genitori che forse perdono la testa...ma non ho versato nemmeno una lacrima, ero troppo arrabbiata. Al contrario di quello che ci potremmo aspettare, non sarà la malattia di Kate a renderci tristi, ma la solitudine di Anna, il suo essere invisibile, non contare nulla per la sua famiglia, se non come corpo compatibile. Una ragazza che ama la sorella più di sé stessa, che ha deciso però di farsi rispettare.

Alessia Loc'ed (sono sempre io xD)
★★★★½
In un primo momento ho avuto qualche piccola difficoltà ad entrare in sintonia con lo stile narrativo della Picoult, faticavo a sentirmi coinvolta e così le prime 50 pagine mi sono sembrate lentissime, poi è scattato qualcosa e la scintilla ha preso vita. Pensandoci ora, a mente fredda, credo sia stata normale la mia reazione e non credo fosse un problema di stile o narrazione, semplicemente La custode di mia sorella racconta una storia che ha bisogno di un pizzico di tempo in più per riuscire a catturare l'attenzione del lettore, ma quando lo fa è un qualcosa di unico. La storia è difficile sono tanti punti di vista, non solo perché abbiamo a che fare con una ragazza malata di leucemia e tutti i problemi legati a questo; la storia è difficile soprattutto perché chi legge si trova di fronte a diversi punti di vista e ognuno di questi è complicato da comprendere, accettare e a volte condividere. Riflessioni difficili e profonde colpiscono il lettore su tanti aspetti diversi della vita per tutta la durata della lettura. Perché il libro non ci mette di fronte solo al rapporto tra madre e figlia malata, oppure tra sorella donatrice e sorella paziente; ci mette di fronte al rapporto tra marito e moglie, tra amico e amica, tra avvocato e cliente. Mette a confronto tanti tipi diversi di amore, di interesse, di amicizia, di affetto in generale. Apre possibilità e chiude porte in faccia, dona speranze e spegne ogni più piccola luce in fondo al tunnel, crea aspettative e con un soffio di vento si porta via ogni cosa. La custode di mia sorella è un continuo susseguirsi di emozioni fortissime, riflessioni difficili, sensazioni profonde, che portano il lettore al finale, che lo portano a piangere, a sperare, ad arrabbiarsi, a sentirsi in colpa a sentirsi soddisfatto e felice.

Nadia Canova
★★★★★
Non è semplice per me scrivere una mini recensione su questo libro, perché le sensazioni che mi ha fatto provare leggendolo sono molto intense e hanno generato nel mio cervellino un vortice di domande e, mi vergogno un po' a dirlo, anche di giudizi, o comunque di opinioni molto forti. Non sono riuscita a rimanere imparziale nella lettura: sebbene cercassi di impormi di essere obiettiva e di guardare la storia secondo tutti i punti di vista, proprio com'è scritta, mi sono sempre sentita molto più vicina ad Anna, la cui esistenza è stata programmata con lo scopo di salvare sua sorella dalla leucemia, che non, per esempio, a Kate o a Sara. Quest'ultima anzi mi ha suscitato una rabbia profonda; nonostante cercassi con tutte le mie forze di immedesimarmi in lei per tentare di comprendere proprio non ci sono riuscita. Devo dire che questo mi ha fatto sentire più volte una cattiva persona: mi dicevo "se fossi madre forse capirei", ma ho paura di no. Il finale mi ha lasciato l’amaro in bocca, ma l'ho sentito azzeccato. Ho adorato lo stile della Picoult, non riuscivo a staccarmi dalle pagine. Per questo e per tutte le emozioni che ha saputo donarmi, e anche per le cose che ho imparato, 5 stelline.

Chiara Ropolo
★★★★★
Non conoscevo la storia né l'autrice, per me è stata una scoperta. Un libro fantastico, scritto benissimo con i POV alternati (di tutti i personaggi) che ti permettono di capire i vari punti di vista senza perdere il senso della storia. E' un libro che parla di famiglia, non solo di malattia, di come un dramma che colpisce una persona riesce a cambiare e in maniera drastica la vita di tutti i suoi famigliari. Fa molto riflettere e se all'inizio, anche senza volerlo, ho dato dei giudizi, alla fine non ero più sicura di niente. Cosa avrei fatto io al posto di Anna? O di Sara? O di Jesse? Difficile dirlo se non si è coinvolti. Questo secondo me è il succo del libro. Lo stile di scrittura poi è veramente scorrevole e i personaggi la sua forza. Consiglio a tutti di leggerlo, anche solo per capire che a volte anche se si fa di tutto per fare del bene non sempre si vince o non sempre è così facile capire quale sia la cosa giusta.

★★★★★
È una storia che ti cattura dalla prima pagina, completamente...una storia difficile e triste...non si può restare indifferenti di fronte al dolore. Al dolore di una famiglia completamente proiettata ad una vita in funzione della malattia di una delle figlie, Kate. Ho tifato per Anna, perché non si può non essere dalla sua parte, nonostante ci sia un fondo di egoismo nel suo non voler donare il rene alla sorella, in realtà a libro inoltrato ci si rende conto che le cose poi non stanno veramente così, non tutto è bianco o nero. Non si riesce a prendere le parti di nessuno in una storia tanto dolorosa. In conclusione devo ammettere che il mio primo approccio con questa scrittrice è andato benissimo, ho amato il suo modo di scrivere...ogni capitolo visto da uno dei personaggi mi ha fatto comprendere il punto di vista di ciascuno di loro, il loro modo di affrontare così tanto dolore, ma anche la gioia di essere tutto sommato una famiglia. Il finale mi ha lasciata turbata, non me lo aspettavo decisamente...non ho ancora metabolizzato. Un bellissimo libro davvero.

MEDIA DI GRADIMENTO: ★★★★ ½

Citazioni

«Ho pensato a questa figlia soltanto per quello che potrà fare per l’altra mia figlia. Non l’ho mai ammesso neppure con Brian […] Eppure, non per questo sogno meno sul suo futuro: ho addirittura in programma di fare di lei la salvatrice di sua sorella.» (Nadia Canova)

«Fino a quando capii che il sorriso di un bambino è come un tatuaggio: indelebile» (Chiara Ropolo)

«"Che aria hanno i genitori?" Sembra riflettere un momento. "Ha in mente i funamboli al circo, quando vogliono far credere a tutti che la loro impresa è un'arte, ma dentro di loro è evidente che sperano solo che vada tutto bene? Quell'aria lì"» (Chiara Ropolo)

«Credetemi, se gli alieni arrivassero sulla terra oggi e cercassero di capire perché nascono i bambini, giungerebbero alla conclusione che la maggior parte della gente mette al mondo un figlio per caso, o perché una certa sera ha bevuto troppo, o perché il controllo delle nascite non è sicuro al cento per cento, o per mille altre ragioni non proprio lodevoli. Io, invece, ero nata con uno scopo ben preciso. Non ero il risultato di una bottiglia di vino da poco o della luna piena o di un entusiasmo momentaneo. Ero nata perché uno scenziato era riuscito a mettere insieme gli ovuli di mia madre con lo sperma di mio padre per ottenere una certa combinazione di prezioso materiale genetico. In realtà, quando Jesse mi spiegò come nascono i bambini e io, ostinata miscredente, decisi di chiedere la verità ai miei genitori, ottenni più di quanto mi aspettassi. Mi fecero sedere e mi dissero tutte le solite cose, naturalmente, ma mi spiegarono anche che avevano voluto il mio piccolo embrione, quello e non uno qualsiasi, perchè poteva salvare mia sorella Kate. "Ti abbiamo amato ancora di più", mi rassicurò mia madre, "perché sapevamo esattamente quello che volevamo." Mi ritrovai a domandarmi, tuttavia, che cosa sarebbe accaduto se Kate fosse stata sana.» (Un libro per amico)

«Chi siamo non riguarda tanto quello che facciamo, ma piuttosto quello di cui siamo capaci quando meno ce lo aspettiamo.» (Fluky Roads - Valeriasullenuvole - Alessia Loc'ed)

«Forse, se passi la vita fingendo di essere su un set cinematografico, non devi mai ammettere con te stesso che le pareti sono di carta e il cibo è di plastica e le parole che dici non sono veramente tue.» (Valeriasullenuvole)

«Mi sorride, e improvvisamente ho di nuovo diciassette anni... perché a quell'età capii che l'amore non rispetta le regole, perché a quell'età capii che non c'è niente che valga la pena di avere quanto ciò che è irraggiungibile.» (Valeriasullenuvole)

«Chiunque tu sia, c'è sempre una parte di te che desidera essere qualcun altro e quando, per un millesimo di secondo, il desiderio si realizza, è un miracolo.» (Gresi Vitale)

«Ci sono cose che facciamo perché ci convinciamo che sarebbe meglio così per tutti. Ci raccontiamo che è la cosa giusta da fare; quella più altruistica. E' molto più facile che dire a noi stessi la verità.» (Gresi Vitale)

«I bambini pensano con il cervello completamente spalancato; ho capito che diventare adulti è solo una lenta sutura.» (Alessia Loc'ed)

«Quando si sta con un uomo per anni, lui diventa come una cartina che si tiene nel cruscotto, consunta nelle pieghe e con le orecchie agli angoli, il percorso che si conosce così bene da poterlo disegnare a memoria e che proprio per questo si porta sempre con sé in ogni viaggio. Eppure, quando meno te lo aspetti, un giorno apri gli occhi e c'è una svolta sconosciuta, una scorciatoia che prima non c'era e devi fermarti e chiederti se per caso questo punto di riferimento del percorso non sia nuovo, o sia invece qualcosa di cui non ti eri mai accorta prima.» (Alessia Loc'ed)

«"Kate", sussurro. "Sono qui." Quando volta il capo e concentra lo sguardo su di me, mi porto alla bocca la sua manina con il palmo aperto e la bacio proprio in mezzo. "Sei tanto coraggiosa", le dico, e poi sorrido. "Quando diventerò grande, voglio essere come te." Con mia grande sorpresa, Kate scuote il capo, energicamente. La sua voce è lieve come una piuma, sottile come un filo. "No, mamma", dice. "Staresti male."» (Diario di una camionista per bene)

11 commenti:

  1. Anche stavolta è bellissimo leggere le impressioni di tutte e vedere come questo libro sia entrato in un modo o nell'altro in tutte noi... Grazie come sempre Ale per questa bellissima iniziativa :-)

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  2. Ma che bello leggerci tutte! I nostri pareri abbastanza in linea dimostrano la bravura dell'autrice che proprio grazie a te ho potuto conoscere. Alla prossima e grazie

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  3. Bellissima iniziativa e ottima scelta per il libro.
    Leggere le vostre impressioni mi ha riportata tra le pagine di quel romanzo, facendomi sentire di nuovo la malinconia trasmessa da quelle pagine e la rabbia provata nei confronti dei personaggi. La Custode di mia Sorella è un romanzo che resta dentro anche dopo tanti anni, magari nascosto in un angolino della mente, che al solo pensiero è pronto a saltare fuori per stringere lo stomaco in una morsa o mettere alla prova i dotti lacrimali.

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  4. Mi piacciono un sacco questi post con tutti i nostri pensieri a confronto...e grazie a questa iniziativa x avermi fatto conoscere questo libro.

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  5. Sono felice di vedere che in un modo o nell'altro è piaciuto a tutti *^* con questo libro la Picoult ha conquistato anche me e non vedo l'ora di leggere altro di suo :D

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  6. Bellissimo leggere queste recensioni! Anche io l'ho amato tantissimo e grazie a voi mi sono tornate alla mente le sensazioni che mi aveva donato!! *_*

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  7. Vorrei proprio leggerlo!
    http://lucetta91.blogspot.it/

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  8. a me era piaciuto tantissimo... ma quanto avevo pianto!!!

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  9. ancora grazie per avermi permesso di scoprire questo libro e questa scrittrice

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  10. Non ho partecipato perchè lo avevo già letto, ma sono felice di leggere tutti questi consensi.
    Non è un libro semplice e il finale è devastante... tuttavia anche io l'ho trovato bellissimo, toccante, triste, e sì ho pianto tanto (strano vero?XD).
    Sempre splendidi questi post collettivi!

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  11. Non ho potuto partecipare perchè l'università mi sta assorbendo ogni briciola di tempo. Avevo già letto questo libro, ma lo avrei riletto volentieri insieme a voi perchè amo i romanzii struggenti e questo mi aveva rubato il cuore. Son contenta che il giudizio generale sia stato positivo, questa storia lo merita davvero!

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