sabato 16 maggio 2015

"Nessuno sa di noi" di Simona Sparaco

Buongiorno miei carissimi amici/lettori, come state? Weekend iniziato bene o male? Spero proprio la prima che ho detto :)
Ho deciso di riprendere con qualche recensione in arretrato, così almeno da riuscire a finire quelle che appartengono al gruppo "aprile 2014" che sono tantissime, ve lo giuro °_°
Questa sarà la prima di qualche recensione, ovviamente, come avete già visto nelle settimane precedenti, non pubblicherò solo recensioni vecchie, ma cercherò di continuare a tenere il mio blog in modo semplice, ma efficace xD

Oggi, per l'appunto, vi parlo di un libro letto all'inizio di aprile dello scorso anno, un libro che sapevo sarebbe stata una lettura difficile e che purtroppo in parte mi ha deluso. Vi parlo di Nessuno sa di noi di Simona Sparaco, libro con cui l'autrice era tra le finaliste del Premio Strega del 2013.
Vi avviso che sarà una recensione lunga e che, come il libro, toccherà argomenti complessi e delicati.

Trama: Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di "sesso a comando", di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo "corto". Ha qualcosa che non va. "Nessuno sa di noi" è la storia di un mondo che si lacera come carta velina. E di una donna di fronte alla responsabilità di una scelta enorme. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade portano a un vicolo cieco? Che cosa può l'amore? E quante sono le storie di luce e buio vissute dalle persone che ci passano accanto? Come le ricorderanno le lettrici della sua rubrica e le numerose donne che incontra sul web, Luce non è sola.


Rating:

Recensione:
Possiedo questo libro da un bel po' di tempo, all'inizio ero rimasta colpita dalla cover, poi leggendo la trama era sorta la curiosità di capire come l'autrice avesse trattato un argomento così difficile come l'aborto. Non so il motivo per cui ho aspettato tanto per leggerlo, ma alla fine sono riuscita :)
E' quasi inutile riassumere la storia, la protagonista è Luce, ma più che lei i protagonisti sono le sue scelte e il suo dolore. Luce dopo tanti problemi riesce a rimanere incinta, vive questo momento con grande felicità e soddisfazione insieme al suo compagno Pietro. Ma questa serenità e gioia si dissolvono a causa di due parole: displasia scheletrica. Intorno al settimo mese di gravidanza Luce e Pietro scoprono che loro figlio è affetto da una grave malattia, viene detto loro che non si sa se Lorenzo (così si chiama il figlio) sarebbe riuscito a sopravvivere al parto e, nel caso fosse riuscito a vivere, i medici non riuscivano in alcun modo a garantire una vita lunga, ma la cosa evidente erano il dolore che questo bambino avrebbe sofferto e le difficoltà che avrebbe incontrato ogni giorno. Le possibilità per i due genitori sono davvero poche: provare a portare avanti la gravidanza, oppure interromperla. Il libro parla di questi momenti e di come vivono dopo la loro scelta Pietro, ma soprattutto Luce.
E' indubbio che l'argomento aborto sia quasi un tabù per moltissimi, è difficile parlarne e comprendere i motivi di questa scelta, ma l'autrice ha voluto provare.

La Sparaco credo sia stata bravissima a creare questa storia, perché personalmente come lettrice sono stata combattuta dall'inizio alla fine, in alcuni momenti ero convinta che Pietro e Luce avessero fatto la scelta giusta, in altri momenti non riuscivo a capire e soprattutto a sostenere la loro scelta.
Il problema più grosso dell'umanità in generale, credo sia la voglia di giudicare senza conoscere in realtà cosa si nasconde dietro una persona e le sue scelte; forse viene naturale giudicare in base alle proprie esperienze di vita, ma credo sia decisamente sbagliato.
Come donna, ma soprattutto come mamma ritengo l'aborto sbagliato, ma la mia mente (per fortuna direi) mi porta a considerare tanti piccoli aspetti. Come idea generale l'aborto è sbagliato, ma bisogna vedere in modo profondo cosa si nasconde dietro alla scelta di applicare l'aborto. Vi parlerò molto schiettamente e spero di non offendere nessuno.
Se una donna rimane incinta e non vuole tenere il bambino sono fatti suoi: siamo grandi abbastanza da sapere che per non rimanere incinta esistono soluzioni efficaci, se tu donna conosci queste soluzioni e te ne freghi altamente, allora sono fatti tuoi se rimani incinta. Devi prenderti le tue resposabilità e basta.
Se una donna viene violentata e rimane incinta è un altro discorso, molto più profondo; bisogna vedere la situazione di questa donna, perché se è sola al mondo senza nessun aiuto e soprattutto povera, sarà dura riuscire a far crescere il tuo bambino in modo adeguato, ma credo che anche per questa situazione esista una soluzione molto più valida dell'aborto e cioè l'adozione.
Se tu donna desideri un bambino, e durante la gravidanza scopri che il tuo bambino è malato (ovviamente parlo di malattie gravi), allora in questo caso non posso pronunciarmi. E' vero che noi non siamo Dio e che non possiamo decidere di togliere la vita ad una persona perché crediamo che questa persona non potrebbe crescere come vorremmo... ma se ci viene assicurato che quando il figlio nascerà avrà una vita orrenda, fatta di dolore (solo ed esclusivamente dolore), qual è la scelta migliore?
Questa è la domanda che mi sono fatta durante tutta la lettura, è giusto abortire oppure no? E' meglio togliere la vita a nostro figlio e risparmiargli un dolore lancinante, oppure è meglio farlo nascere e vederlo soffrire ogni ora della sua vita? E' vero che non siamo Dio, e non possiamo ritenerci tali; sarebbe più giusto far scegliere al diretto interessato cosa vuole fare della sua vita... ma un bambino appena nato può decidere cosa fare della vita o della morte?
Leggendo le mie parole, ditemi che non è dura scegliere, ditemi che non è dura rimanere neutrali (come spettatori esterni), ditemi che riuscite a non giudicare senza conoscere realmente... Credo sia impossibile, ed ecco il motivo per cui credo che l'aborto venga considerato un argomento tabù. Non è un argomento tabù, è semplicemente un argomento così difficile e così personale che è difficile chiedere consiglio o provare a mettersi nei panni di questa persona; anzi credo sia impossibile.
Tutto questo piccolo papiro è per farvi capire che il libro ha colto nel segno sotto questo punto di vista, mi ha fatto ragionare, mi ha fatto porre domande che credo rimarranno per sempre senza risposta, mi ha tagliato in due: la mia parte razionale e quella emotiva. E' una lettura difficile, ma molto interessante.

Il problema di Nessuno sa di noi sono le emozioni. E' narrato in modo troppo freddo e distaccato, nonostante il lettore si senta coinvolto da domande, dubbi e ragionamenti... in realtà il cuore viene interpellato ben poche volte. Non mi è mai scesa una lacrima, non ho avuto nemmeno gli occhi lucidi, leggendo le pagine di questo libro. La mia parte emotiva è stata interpellata nel momento in cui ho finito il libro e personalmente mi sono posta delle domande che sono derivate dalla lettura; ma la lettura in sé non mi ha mai emozionato.
Un altro problema credo sia il personaggio di Luce, è vero che non posso capire il suo dolore e tutto quello che deriva dalla sua scelta, ma ad un certo punto è diventata così insopportabile e inutile che non capivo cosa ci stesse a fare dentro questa storia... e considerate che è la protagonista.
Ho apprezzato molto di più Pietro, il modo in cui riesce a stare vicino a Luce, con pazienza e amore. Il modo in cui soffre in silenzio e lontano per non turbare troppo l'instabilità di Luce. Il modo in cui prende le decisioni e se ne fa carico senza lamentarsi nonostante il dolore e la paura. E' lui il pilastro, lui quello forte, è lui quello che sostiene tutta la famiglia; anche se dentro si sente morire e vorrebbe solo essere capito e notato.
La Sparaco ha avuto coraggio e in un certo senso il suo obiettivo lo ha raggiunto, ma se fosse riuscita a metterci un po' più di sentimento nel suo libro, sarebbe stato molto meglio e molto più devastante come lettura. Capisco che Luce può rispecchiare in modo più o meno simile, lo stato d'animo di molte donne in quella situazione... infatti non pretendevo che fosse una protagonista forte, perché in quella situazione credo sia impossibile riuscire ad essere forti. Ma l'avrei voluta un po' meno egoista, un po' più equilibrata e presente, perché lei non era sola e credo che tutte noi donne vorremmo avere al nostro fianco un uomo come Pietro pronto a capirci, sostenerci, aiutarci, sorreggerci, ma soprattutto ad amarci sempre e comunque.


Non ci sono cover di cui parlarvi, non me la sono sentita di inserire immagini, spero che così la recensione non sia troppo spoglia.
Essendo, come ho già ripetuto forse un po' troppe volte, un argomento difficile e complesso, spero che nei commenti non troverò insulti o ragionamenti assurdi e senza fondamento. Se dovete commentare solo per dare contro alle mie idee e offendermi, potete benissimo evitarlo.
Inoltre, mi scuso con chi può aver vissuto questi momenti se magari con qualche parola posso aver disturbato e offeso (senza volerlo ovviamente).
Aspetto i vostri pensieri a riguardo, sia da parte di chi non l'ha letto e sia da parte di chi l'ha letto :)

18 commenti:

  1. Non ho letto il libro quindi non posso parlare del personaggio di Luce e della freddezza delle emozioni descritte, ma per quanto riguarda la prima parte della tua recensione mi trovo abbastanza in linea con il tuo pensiero. Personalmente, sono fermamente contraria all'aborto quando questa decisione è frutto di un capriccio personale e NON legato ad una tematica più complessa come può essere una malattia o una violenza. Credo e ho sempre creduto che se si è grandi, maturi per fare sesso, lo si deve essere anche per le sue conseguenze. E diamine, nel 2015 non ci sono scuse. Ci sono contraccettivi di ogni fattura e qualità che il dire " opsss sono rimasta incinta, sono giovane, vada per l'aborto.. " no, io non lo tollero.
    Ben diverso è ovviamente il discorso quando c'è di mezzo una malattia grave o una violenza. In questi casi, temo che le parole lascino un po' il tempo che trovano. Dobbiamo trovarci in quelle circostanze, vivere quelle emozioni e quel dilemma che inevitabilmente porta verso la distruzione. Non posso dirti no, non lo farei mai! oppure sì, abortirei senza pensarci un attimo. Credo che sia una decisione così sofferta e personale che, anche, farci un libro possa essere in parte controproducente. Comunque difficile da presentare al pubblico. Sicuramente è una scelta coraggiosa!

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    1. Mi trovi perfettamente d'accordo con te Cri. Quando si va troppo sul personale con tutto quello che ne consegue, nessuno dovrebbe giudicare, ma semplicemente accettare la scelta fatta da questa persona. I meccanismi del nostro cuore e della nostra mente sono solo nostri, il modo in cui decidiamo di affrontare un certo tipo di scelte e decisioni spetta solo a noi e nessuno dovrebbe venire a puntare il dito contro.
      Ma come ho detto è un discorso così complesso e intimo che è difficile parlarne così, figurarsi scriverci un libro...

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  2. Questo è probabilmente l'unico libro che ho abbandonato l'anno passato.
    Il motivo che mi ha spinta a fermarmi è stato proprio il modo in cui è stata narrata questa storia: non mi aspettavo una simile freddezza e alla fine non ce l'ho fatta più e l'ho infilato in un angolo nascosto della libreria. Non ce la facevo ad andare avanti perché, se già mi faceva male leggere quelle pagine per il contenuto, la narrazione affondava ancora di più il coltello.
    Riguardo al tema, penso che l'aborto è una scelta molto personale e non ci si può permettere di giudicare la scelta perché non sempre quello che c'è dietro questa scelta è noto.
    Io spero sempre e comunque che quella presa sia una scelta ben ponderata e motivata: se un figlio è frutto di una violenza subita, io non me la sento di condannarla se dovesse scegliere di interrompere la gravidanza (stessa cosa varrebbe per la scelta di portare a termine la gravidanza per poi affidare quel figlio alle istituzioni) perché tutto quello che posso sapere io di una simile esperienza è che si tratta di un trauma tremendo, e vivere con le cicatrici di un forte trauma può essere difficoltoso sia per la persona ferita sia per coloro che devono restarle accanto, così come è difficile vivere con un figlio condannato a soffrire, sia che si tratti di una brevissima esistenza sia che si tratti di una malattia che lo costringa a vivere a lungo ma costretto a lottare per ogni normalissima cosa.
    Poi, per carità, disapprovo il fatto che donne e ragazze scelgano deliberatamente di rischiare una gravidanza indesiderata per poi trovarsi costrette ad interromperla sia perché, come è già stato ampiamente detto, i contraccettivi esistono, ce ne sono di molti tipi e, se utilizzati correttamente, hanno un margine di fallimento è minimo, sia perché un'interruzione di gravidanza può lasciare cicatrici profondissime nell'anima della donna che deve farla.
    Personalmente penso che non opterei mai per un aborto se non in casi davvero eccezionali perché, sapendo cosa fanno al feto durante questa pratica, non penso riuscirei a trovare il coraggio di torturare un essere vivente in quel modo.

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    1. Capisco benissimo come ti sei sentita, io sono riuscita a portarlo a termine per una curiosità morbosa mia e perché ci tenevo a capire se magari era un mio problema a non sentire le emozioni del libro o se proprio era lo stile dell'autrice. So che è uscito un altro romanzo della Sparaco che non ho letto, mi piacerebbe però leggerlo per vedere se davvero il suo stile è così freddo, ma sinceramente mi scoccia un po' spendere dei soldi per un libro che non è che mi interessi poi molto :/
      Direi che come pensiero siamo sulla stessa lunghezza d'onda. L'aborto è un argomento difficile perché può contenere milioni di sfaccettature per quanto riguarda le scelte prese. Inoltre credo sia davvero molto complicato riuscire a capire il tutto senza aver vissuto una cosa simile sulla propria pelle.
      Io non mi sento nemmeno di dire "in quel caso farei questo, nell'altro caso fare quest'altro", proprio perché so che non posso capire fino in fondo. L'unica cosa di cui sono certa è che se la gravidanza è sana sotto tutti i punti di vista, un aborto è completamente fuori discussione per il mio punto di vista.

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  3. Peccato che il libro faccia riflettere, ma non emozioni :c in questo caso penso proprio che ne farò a meno!
    Per la questione aborto la penso essenzialmente come te, non sono molto a favore, se non per casi eccezionali come malattia del feto o violenza subita. Io personalmente penso che se dovessi subire una violenza non ce la farei nemmeno a portare a termine la gravidanza e a dare via il bambino, perché sarebbe troppo vedere crescere dentro di me il risultato di quel che ho subito. E anche per le malattie, non credo ce la farei a portare a termine una gravidanza sapendo che il bambino sta male o starà male tutta la vita :c in ogni altra circostanza invece sono contraria... come hai detto anche tu, ci sono i contraccettivi e son fatti per essere utilizzati :|

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    1. E' questo il problema, le riflessioni nascono quasi in automatico e involontariamente proprio per l'argomento trattato che sicuramente smuove i pensieri indipendentemente da come viene raccontato, ma le emozioni sono rimaste sigillate senza mai avere uno spiraglio di uscita.
      Il problema di adesso, ma in generale c'è sempre stato, è che spesso si vive il rapporto sessuale come un gioco e uno scherzo, ma bisogna essere ben coscienti delle conseguenze che ci possono essere. Per le esperienze che ho vissuto io, ormai non riesco più a scusare nemmeno le coppie giovani, perché l'educazione sessuale la si riceve dalle scuole medie e soprattutto dai propri genitori, ed è impossibile non sapere che si può usare il preservativo o altre dozzine di modi per evitare una gravidanza.

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  4. Recensione bellissima per un argomento delicato e che fa pensare e riflettere tanto. Sono d'accordo con tutte voi, credo che ognuna di noi abbia il suo punto di vista in merito a un tema così profondo, e penso anche che, se non si conosce la situazione di ogni singola donna, sia difficilissimo mettersi nei suoi panni e sia sbagliatissimo giudicare, su questa come su qualsiasi altra tematica.

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    1. Grazie tesoro. Avevo paura di aver esagerato con le considerazioni personali e aver magari toccato dei nervi un po' troppo scoperti per qualcuno che poteva passare di qui, infatti avrei continuato ad esporre il mio pensiero, ma ho preferito fermarmi.
      Eh purtroppo i giudizi affrettati e soprattutto superficiali sono una brutta bestia che si incontra nell'aborto, come in qualsiasi altro argomento più o meno profondo e intimo.

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  5. Mi ispira molto sia la copertina che la trama!

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    1. Mi fa piacere Lucetta, spero lo comprerai allora!

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  6. Ho letto questo libro poco dopo la sua uscita e sono d'accordo con la tua analisi. Io gli avevo dato addirittura due e mezzo se non ricordo male perchè non era riuscito mai ad emozionarmi come un libro che tratta un argomento del genere dovrebbe fare! Dello stesso tema ti consiglio Non chiedermi come sei nata di Annarita Briganti... in quello sì ci ho lasciato un pezzo di cuore!!!

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    1. Ricordo la tua recensione e ricordo che eravamo d'accordo praticamente su tutto. Ti ringrazio del consiglio, sicuramente mi informerò e se realmente mi ispira lo metterò subito in wishlist :)

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  7. E' un libro che ho ma non ho avuto ancora il coraggio di leggere proprio per la tematica. Spero invece che quando lo farò riuscirà a trasmettermi qualcosa in più. Avevo letto un altro libro suo (lovebook) lo stile mi era piaciuto, speriamo!

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    1. Sì Chiara, per questi libri credo ci voglia proprio il momento e la spinta giusta, altrimenti rischiano di "distruggere" chi li legge. Spero per te andrà molto meglio, spero potrà emozionarti come dovrebbe fare.

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  8. Sinceramente non credo che lo leggerò, perché non rientra molto nelle mie corde, almeno per il momento. Mi spiace che la narrazione sia risultata troppo fredda, ma sono contenta che, comunque, il libro ti sia piaciuto :)

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    1. Ciao Susi, sì diciamo che ho deciso di dare al libro tre stelle più che altro per il coraggio avuto nel raccontare di un argomento così difficile e spinoso, ma il libro manca sicuramente di tanta tanta emozione e calore.
      Un peccato...

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  9. Come ho scritto nella mia recensione,questo romanzo va letto sospendendo ogni giudizio.
    A me non è piaciuto,soprattutto la parte finale.Non ho apprezzato il marito che viene dipinto come un supereroe quando sappiamo tutte che gli uomini di fronte a certe situazioni scappano o delegano.
    Mi rimane il ricordo del bambino che smette di muoversi dopo l'iniezione.
    Una vera esecuzione.E ho sofferto troppo.

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    1. Per come la vedo io non tutti gli uomini sono così, personalmente conosco mariti molto più forti e presenti delle mogli nelle famiglie, ma credo che questo dipenda dal carattere di ognuno di noi e non possiamo fare di tutta l'erba un fascio. Personalmente, come ho scritto nella recensione il personaggio del marito mi è piaciuto molto, perché almeno controbilancia un attimo l'impotenza e la debolezza della moglie.
      Sicuramente non è una lettura semplice, anzi tutt'altro, il problema rimangono sempre le emozioni, probabilmente se fosse stata una lettura più emotiva, avrebbe potuto coinvolgere di più nell'argomento ogni lettore.

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