lunedì 11 maggio 2015

"Questo indomito cuore" di Pearl S. Buck

Buon pomeriggio e buon lunedì a tutti voi. Ieri è stata una giornatina impegnata, perché insieme a Marco siamo andati un po' in giro per negozi, principalmente per prendere il regalo a Vera (anche se in ritardo, colpa degli stipendi -.-), in secondo luogo per prendere qualcosina per il parto e i primi giorni del pargoletto che arriverà a fine agosto :)
Oggi invece sono di nuovo qui con voi per proporvi un'altra recensione, questa volta però non sono andata a scovare recensioni in arretrato, bensì una recensione abbastanza fresca (ho letto il libro circa un paio di settimane fa), di un libro che ho letto grazie alla casa editrice che me ne ha inviato una copia.
Vi parlo di Questo indomito cuore di Pearl S. Buck, autrice americana che ha vinto il premio nobel per la letteratura nel 1938.

Trama: In una piccola e tranquilla città americana, negli anni Trenta, la vita procede senza sbalzi. Le ragazze vanno al circolo a divertirsi, poi si sposano. Le donne sposate stanno a casa a curare i bambini, a cucinare, a tenere in ordine. I mariti lavorano e mantengono la famiglia. Poi c'è Susan Gaylord, giovane, bella, che si distingue dalle altre: non si sa bene perché, tutti dicono che lei è diversa. In effetti ha qualcosa in più: con le sue mani sa impastare una torta deliziosa, sa cucire un vestito elegante, sa suonare il pianoforte con sensibilità. Ma soprattutto ha una passione che è solo sua: ha uno spiccato talento per modellare il marmo, per la scultura. È una vera artista. Questo dono, che fa di lei una donna in anticipo sui tempi, la pone di fronte a un classico dilemma: scegliere tra le gioie della famiglia, a cui non intende in alcun modo rinunciare, e la carriera artistica. Susan però ecco la sua indomita aspirazione - non vuole essere costretta a scegliere Susan vuole tenere unito tutto. E con questo spirito che si getterà a capofitto - in una scommessa dall'esito incerto - nei due amori della sua vita: Mark, un modesto agente immobiliare che le assicura il calore dell'affetto domestico, e Blake, un vulcanico bohémien che le fa invece conoscere la passione.

Rating:

Recensione:
Sono stata ispirata dalla trama di questo romanzo fin da subito. Ero curiosa di leggere uno dei libri scritti da una vincitrice del premio Pulitzer (con il libro La buona terra) e del premio Nobel per la letteratura ed essendo una grande amante del periodo storico trattato (gli anni '30 in America), ho pensato proprio che sarebbe stata la lettura ideale per me. Insomma, questa scrittrice sicuramente non ha bisogno di essere introdotta in altri modi. Leggendo un pochino la sua biografia, sono arrivata a pensare che Pearl S. Buck sia stata una grande donna e i suoi libri rispecchiano in modo molto fedele le sue esperienze di vita e i suoi pensieri riguardo determinate epoche e stili di vita, infatti solo leggendo qualche riga della sua vita mi è venuta voglia di tuffarmi in altri libri scritti da lei.

Questo indomito cuore racconta la storia di Susan, una ragazza (e poi donna) che vive nell'America degli anni '30, quel periodo storico che io considero di transizione, dove se contro una facciata di grande rinnovamento e indipendenza, corrisponde un fulcro formato ancora da sottomissione e da dogmi da rispettare. Susan non è una ragazza come tutte le altre, tutto quello che fa lo fa bene, ha idee diverse dalle altre, perché il suo sogno non è solo quello di fare figli ed essere una buona madre e moglie. Il sogno di Susan comprende tutto: lei vuole essere una buona moglie, una brava madre, vuole poter essere libera di scegliere, vuole poter coltivare le sue passioni e se necessario vuole avere la possibilità di mantenersi in modo indipendente. La differenza che divide lei da tutte le altre donne è che non si accontenta, Susan non si accontenta di avere poco e niente, o di essere relegata ad un solo angolino di vita. Susan vuole vivere completamente la sua vita in ogni sua forma. Ed è una persona così piena di passione e di capacità che qualsiasi cosa faccia la fa bene e in questo modo smuove grandi invidie da parte delle persone che la circondano e allo stesso modo risulta essere una persona difficile proprio perché riesce a donare così tanto che chi le sta a fianco spesso si sente surclassato e inferiore, creando così problemi.
Solo questa presentazione dovrebbe farvi capire quanto l'autrice scava a fondo in questo personaggio, quanto sia riuscita a rendere la protagonista reale, piena e complicata. E' un piacere conoscere Susan, confrontarsi con lei e cercare di capirla. Ma questa è una considerazione un po' distaccata, perché purtroppo per me non sempre è stato un piacere.
Come dicevo, Susan è un personaggio complesso da comprendere, ma anche da seguire. Ho avuto diversi momenti in cui sono arrivata al punto da voler mollare tutto perché Susan mi infastidiva, mi faceva venire su i nervi. Il suo modo di abbandonarsi alle passioni in modo così totale in alcuni momenti è qualcosa di unico e splendido, in altri momenti non sono proprio riuscita a capirla, con tutta la mia buona volontà.
E' una donna da ammirare, ma allo stesso tempo credo non avrei mai voluto essere come Susan, non perché io non voglia vivere la mia vita, ma perché abbiamo punti di vista completamente differenti.
La complessità di questo romanzo sta proprio in questo: nella sua protagonista. Perché tutto quello che ruota attorno ad essa viene spesso messo in secondo piano in modo alterno: i figli, il marito, la famiglia, le sue passioni, gli amici... Tutto sembra poter rimanere seppellito in qualsiasi istante, perché quando Susan si sente pronta a diventare madre ecco che esistono solo i suoi figli che eclissano tutto il resto, ma quando sentirà il bisogno di evadere i suoi figli scompariranno per lasciare posto solo alla sua passione per la scultura e non parlo di qualche riga, ci sono pagine e pagine di storia in cui non vengono mai nominati i suoi figli. Forse da madre questa è la cosa che meno ho capito e che fatico ancora a comprendere, non riesco a capacitarmi di come possa essere possibile per una donna che è madre, poter “dimenticare” i propri figli per tutto quel tempo. Capisco che il periodo era diverso, che anche lo stile di vita, gli usi e i costumi lo erano, ma credo che un amore per il proprio figlio non sia passeggero e altalenante, è totale. E in questo ho odiato Susan tantissimo, come per altre piccole cose.

Tutta la storia di Susan viene raccontata con uno stile che ai miei occhi è apparso complicato, non è il primo libro che leggo ambientato in quegli anni (anche se forse è il primo che leggo scritto in quegli anni), ma ho avuto non poche difficoltà a seguire la storia. Ho trovato lo stile dell'autrice molto pesante e lento, a tratti freddo a tratti passionale... un po' altalenante come la sua protagonista, insomma.
Mentre invece ho apprezzato il modo in cui l'autrice riesce a farci entrare nella storia, abbiamo pochissimi dettagli per quanto riguarda le ambientazioni, ma quei dettagli sono perfetti e indispensabili, conosciamo molto meglio il nucleo famigliare piuttosto che quello che sta all'esterno. Noi lettori viviamo tutta la storia attraverso le sensazioni e le emozioni della protagonista e allo stesso modo viviamo anche le ambientazioni.
Ho avuto difficoltà a leggere questo romanzo, anche se riconosco la sua grande capacità di coinvolgere la mia mente, ho riflettuto tantissimo e la protagonista non può lasciare indifferente nessuno. Si potrà amare, odiare, compatire, invidiare, ma in qualche modo Susan vi entrerà nella mente e vi porterà a ragionare su tante piccole cose; ed infine, una cosa che mi ha fatto pensare è il grande “coraggio” di quest'autrice che negli anni '30 si è messa a scrivere la storia di una donna emancipata e indipendente, sarei veramente molto curiosa di sapere cosa ha provocato questo romanzo nelle lettrici di quei tempi, è una curiosità che mi rode dentro, una di quelle cose che vorreste sapere per forza e che vi lascia un piccolo vuoto.
Il mio voto dipende appunto dalle difficoltà che ho avuto, dal rapporto strano che ho avuto con la protagonista e dal modo di raccontare dell'autrice. Sinceramente nonostante questo sono curiosa di poter leggere altre opere della Buck, ma dovrò farmi consigliare molto bene, perché non voglio rischiare di rimanere delusa di nuovo, perché se per Questo indomito cuore è stata una delusione minima e affrontabile, per un altro suo libro che mi delude non credo sarò disposta a riprovare ancora.

COVER:

Forse per questo libro avrei potuto evitare di parlare delle cover, ma alla fine mi sono detta che non sarebbe stato niente di insensato. E' vero che parliamo di edizioni molto vecchie, ma è sempre carino, secondo me, confrontare i modi diversi di vivere un libro.
La cover italiana non è sicuramente il massimo, ma nonostante tutto ha qualcosa che mi attira e che riesce a convincermi, sembra adatta al carattere della protagonista.
La prima cover che vedete qui sopra è quella dell'edizione Kindle originale, una cover che trovo molto elegante, molto semplice, ma davvero perfetta. Poi subito dopo potete vedere la cover francese che personalmente non mi piace per niente. Ed infine la cover dell'edizione slovena, di cui non comprendo i colori, o per lo meno non comprendo lo sfondo, i colori dati all'immagine posso anche vederli come le diverse venature del marmo... in in generale è davvero troppo colorata.
La mia classifica: cover originale Kindle, cover italiana, cover slovena e cover francese.


Rileggendo la mia recensione posso ritenermi soddisfatta, avevo paura di non essere riuscita a parlare nel modo giusto delle mie sensazioni, in realtà mi sono resa conto che sono venute fuori bene. E confermo che ho proprio voglia di provare a leggere altro della Buck, ma come ho scritto nella recensione, credo cercherò consigli in giro per provare ad andare sul sicuro.
Voi conoscevate già quest'autrice? Avete letto qualcosa di suo?
Fatemi sapere le vostre impressioni sulla recensione, sul libro se lo avete letto e in generale su quest'autrice se la conoscete.

6 commenti:

  1. Ciao Ale! Non conoscevo affatto quest’autrice (che ignorante che sono!) e guardando solo la copertina non avrei perso neanche un attimo su questo romanzo… invece la tua recensione mi ha incuriosita molto, io ho appena finito “Il buio oltre la siepe” che si ambienta in America negli stessi anni e sarebbe interessante confrontare le ambientazioni e il modo di vivere dei personaggi :-)

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    1. Ciao tesoro, eh lo so, la copertina non fa un gran bel lavoro, purtroppo. E' molto particolare e i suoi colori un po' spenti non attirano proprio, anche se io ci vedo comunque un suo perché :) E non sei ignorante, anch'io prima di vedere questo libro non sapevo dell'esistenza di questa donna e dei suoi libri, tranquilla tesoro :)
      Credo che questo sia uno di quei romanzi che ha la capacità di interessare anche se a parlarne è qualcuno che non è rimasto soddisfatto... probabilmente proprio grazie ai suoi contenuti e al modo in cui l'autrice li affronta.
      Spero proprio avrai modo di leggerlo presto tesoro, un bacione!

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  2. Posso dire solo una cosa prima di passare al commento? Ma quanto sono brutte le cover della Sonzogno?! Sarò io, ma hanno uno stile che non mi piace.
    Comunque, ho letto la recensione e sai, alcune volte il testo sarà anche lungo ma te riesci sempre a farlo sembrare minuscolo!
    Parlando del libro, mi è capitato anche a me adesso, di faticare con un libro non per la storia in se, ma per la protagonista! Infatti credo che i libri funzionano se il lettore si sente in totale armonia con il protagonista! Se non c'è feeling, addio!
    Questa cosa dell'indipendenza non l'ho mai capita fino in fondo nell'epoca del libro, si voleva avere i diritti degli uomini, poi però ricoprire il proprio ruolo ma avere di più. Mi sa che neanche loro sapevano cosa volevano!
    Un abbraccio!
    P.S. Quanto è bello comprare i vestitini, per il mio nipote ho preso capellini a forma di animale e tutine idem! Io mi ci perdo nei negozi per bambini hihihi

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    1. Cao Jessica, sì diciamo che ultimamente hanno cambiato completamente stile e hanno adottato questo, sinceramente non mi dispiace, ma di certo si potrebbe fare meglio, poi credo dipenda sempre dal libro in questione e dal suo contenuto :)
      Ti ringrazio moltissimo per questo tuo complimento Jessica ♥
      Mmm, dunque a me è capitato di non apprezzare totalmente la protagonista, ma di riuscire in qualche modo ad evadere da questa cosa e rimanere abbagliata e affascinata da tutto il resto della storia, ma capita molto di rado. Di solito quando il libro è ottimo, ma la protagonista non riesce a prendermi, il mio voto difficilmente sarà più alto di un 3 stelline, al massimo con mezzo voto in più.
      In effetti credo che l'epoca trattata sia una delle più "scombussolate" in generale. Come dici te, sembra quasi che le donne dell'epoca non sapessero proprio cosa volere. Andava bene fare una vita agiata con le spalle coperte dal lavoro del marito, però si voleva provare ad essere indipendenti. Si voleva essere libere e poter uscire con le amiche, ma si voleva una famiglia numerosa da amare e mostrare... Insomma, un po' un caos, ma questa epoca mi affascina proprio per questo *_*

      Ah, lasciamo perdere, se potessi comprerei in continuazione cose per il pargolo in arrivo, ma anche per la grande di casa; ecco diciamo che se potessi spenderei il mio intero stipendio in abbigliamento per i miei due figli *___*

      Abbracci anche a te :*

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  3. Complimenti per la recensione, è davvero molto approfondita :)
    Non conoscevo questa scrittrice, ogni tanto sono davvero ignorante, ma sembra davvero interessante. Mi spiace che lo stile si sia rivelato difficoltoso ma spero di riuscire a leggerlo, prima o poi :)
    E secondo me hai fatto bene a mettere le cover, è sempre una cosa interessante :) e anch'io preferisco la cover originale Kindle, è davvero elegante :)

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    1. Grazie mille cara, sono davvero felice quando riesco a parlare bene e come voglio dei libri che leggo :)
      Guarda, mi sto rendendo conto che in pochi conoscono questa scrittrice, forse a confronto di tanti altri vincitori di premi, lei è rimasta un po' più di nicchia (almeno qui in Italia). Lo stile l'ho vissuto in modo difficoltoso, ma chissà, forse un giorno proverò a rileggerlo e andrà molto meglio :)
      Sono davvero contenta di vedere che, nonostante il rating non al massimo, riesco comunque ad attirare la vostra curiosità :)
      E' vero, poi noi lettori siamo proprio degli amanti delle cover *_*

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