venerdì 29 maggio 2015

Speciale SalTo 2015: Dal punto di vista di Gainsworth Publishing

Buon pomeriggio a tutti carissimi, come ve la passate? Il weekend lungo (per alcuni) è iniziato, andrete da qualche parte in questi giorni, oppure lo passerete in relax a casa? Noi non faremo niente di che, useremo questi giorni per organizzare un paio di cose per il "post-nascita" e per rilassarci :)

Come potete vedere dal titolo, oggi torniamo a parlare del Salone del Libro, ormai sono passati un po' di giorni, ma ho avuto bisogno di organizzarmi.
Avendo sentito molti pareri positivi da parte di tanti lettori sullo stand della casa editrice GAINSWORTH PUBLISHING, ed avendo un buonissimo rapporto con una delle loro autrici Julia Sienna, ho deciso di provare a proporre a loro di parlarci del Salone però dal loro punto di vista. Dunque un punto di vista completamente diverso da quello dei lettori.
Oggi vedremo il Salone con gli occhi di un editore piccolo ma interessante e con gli occhi dei suoi autori. Ho dato carta bianca a Julia e a tutta la squadra della Gainsworth e ne è venuto fuori qualcosa di meraviglioso, simpatico e interessante. Vi lascio alle loro parole e spero vi piacerà questo piccolo speciale ritardatario, vi avviso che sarà un post molto lungo, ma vale la pena di leggere ogni parole e arrivare fino in fondo con un sorriso sulle labbra e con la voglia di conoscere meglio questa CE, perché è proprio questo che riescono a creare questi autori e la squadra Gainsworth: voglia di conoscerli e di leggerli, sempre!


PAROLA ALLA GAINSWORTH PUBLISHING


Buongiorno a tutti, amici lettori!
Bene, vi chiederete che ci faccio qui oggi a presentarvi lo speciale del SalTO 2015, beh ve lo dico subito: la nostra dolce Alessia, mi aveva chiesto di raccontarvi la mia esperienza al Salone dando una mia visione personale di cosa fosse accaduto allo stand della mia casa editrice. Insomma, la visione di una lettrice (eccomi qui) che passa dall'altra parte della barricata e si trova in uno stand editoriale. Bene, non mi sembrava giusto propinarvi solo la mia versione, così ho radunato un po' tutta la Gainsworth Publishing per darvi un'idea corale e colorata di cosa sia accaduto oltre le trincee dello stand J29.
Io sarò la vostra voce narrante e vi andrò a presentare tutti i miei colleghi, oltre che dirvi cosa è stato per me il Salone.
Iniziamo dal principio. Il Salone è stato... tanta fatica, tante soddisfazioni e tante belle persone. Oltre che tanti matti, ma quelli, come sapete, sembrano proliferare in mia presenza. A parte gli scherzi, ogni anno vedo il gruppo crescere sempre di più e le soddisfazioni aumentano di conseguenza.
Per partecipare con il cartellino “espositore” al collo, sono richieste doti da maestro jedi: prontezza, resistenza, fantasia e tanta pazienza. Soprattutto l'ultima.
Come sempre, tutto inizia il mercoledì, quando con entusiasmo si entra nel Lingotto deserto e si “spacchetta” fisicamente lo stand che fino a quel momento avevi visto solo sulla mappa.
E qui ne sa qualcosa il mio socio Ronnie (autore della serie de La Colonna di Antanacara), che da due anni ormai è il mio co-spacchettatore/allestitore di stand e sa cosa vuol dire trovarsi improvvisamente senza forbici, mentre due energumeni ti chiedono cosa devono fare con un tavolo... e lo chiedono a te, perché sei l'unica persona che sembra notarli nel raggio di un km2 e sì, perché che il tavolo sia per lo stand di fianco non fa alcuna differenza. Gli allestitori sono tutti una grande famiglia, pare.
Poi il giovedì inizia la guerra... una guerra lenta e snervante, dato che il giovedì procede così a rilento che potresti persino contare i battiti di ali delle farfalle che ti rosicchiano i libri.
Il venerdì si erigono le barriere di trincea, il sabato si duella, la domenica lo stallo bellico continua e il lunedì si scema lentamente verso la vittoria finale.
Abbiamo vinto? Io direi di sì. Ma vediamo anche che ci dicono a tal proposito gli altri miei intervistati. Passiamo la parola ai miei colleghi!


Primo tra tutti, vi presento il nostro Diego Tonini, autore di due racconti fantasy ironici L'Ultimo Eroe e L'Antro del Drago. Dovete sapere che Diego è un'inarrestabile creatore di situazioni divertenti, sia in quanto scrive, sia nella vita reale. Io, di mia indole, amo restare mimetizzata osservando il mondo senza palesarmi... e mi fa letteralmente morire dal ridere trovarmi a parlare con Diego, che sa benissimo chi io sia, ma non osa dirlo. Lo adoro anche per questo, non solo come scrittore.
Vediamo com'è andato il suo Salone...
Di ritorno dal salone, rispondo "bene" a tutti quelli che mi chiedono come è andata, e intanto penso a qualcosa di più significativo da dire. Potrei snocciolare dati, di presenze in crescita, ma quelli si trovano sui giornali, o sulle vendite dei libri Gainsworth, ma sicuramente la casa editrice li sa meglio di me. Quello che a me è rimasto più di tutto è un senso di appartenenza, a una comunità grande, perché se è vero che in Italia hanno scritto tutti un libro, il mio è stato anche pubblicato e letto da persone a cui è piaciuto, e questo è come doping per il mio ego; e a una comunità piccola ma bella, quella della Gainsworth, un pugno di autori e persone che si dedicano con passione al loro mestiere, con cui discutere, condividere opinioni, successi e fallimenti, ma soprattutto la voglia di scrivere e leggere storie sempre più belle. Una cosa invece mi ha lasciato perplesso, ed è quell'"internazionale" scritto accanto a salone. Il salone del libro è un evento squisitamente italiano, fatto per gli italiani, ci sono ospiti stranieri, è vero, ma sono lì a uso e consumo del pubblico di casa nostra, non c'è, o almeno io non l'ho vista, una significativa presenza di editori che pubblicano in altre lingue, e anche il pubblico è tutto nostrano. Peccato, sarebbe bello essere meno una provincia dell'impero.
Su questa nota di Diego, devo dirvi che mi trovo in pieno accordo: di internazionale il Salone ha avuto davvero ben poco.
Ed è assolutamente vero anche l'elemento di appartenenza e di comunità che si viene sempre a creare e rafforzare.
E anche Elena Orlandini, autrice del paranormal romance Energy, ci parla proprio di questo strano feeling che si crea al Salone, ma non solo tra di noi dello staff (giacché si sa che io la adoro e siamo diventate molto amiche), ma anche e soprattutto con i lettori.
Giunta al Salone, ho impiegato un po’ di tempo ad ambientarmi, così abituata a non essere visibile, seppure tutti mi vedano, per nulla avvezza a rimanere sotto i riflettori. Eppure, poco a poco, il calore mi ha avvolta, mano a mano che le persone, sconosciute, si avvicinavano disposte a concedermi fiducia sulla base della sinossi o le poche righe dell’estratto sulla copertina.
Ho cominciato a pensare che forse non era solo un caso che mi trovassi lì, che la casa editrice che mi aveva pubblicato e ora si accingeva a rimpinguare le pile ormai scarne dei libri, mi aveva davvero scelto tra centinaia di autori. Ho cominciato a crederci.
Il secondo giorno ho raggiunto il Salone con maggiore consapevolezza, con la voglia e l’intenzione di fare l’autrice. Ho trovato il mio modo di accostarmi ai visitatori, velato, non ostentato, come la mia scrittura, semplice ed evocativa. E ci ho messo dei sorrisi, tanti sorrisi, perché ero contenta di trovarmi lì, mi sentivo al posto giusto, a fare la cosa giusta, con umiltà, quella di chi sa che potrebbe decollare, oppure no, e va bene così.
E vi dico io che Elena è decollata benissimo, il suo libro è andato a ruba!
Il Salone quindi può essere anche visto come una sintesi di eventi e incontri, di relazioni tra persone conosciute e non, ed è proprio così che l'ha descritto e vissuto Lorenzo Sartori, il nostro uomo d'arme e stratega promozionale, nonché autore delle favole dark Con L'Ultimo Respiro e Il Segreto di Bima.
Il Salone del Libro è sempre un’esperienza unica per incontrare editori, autori e lettori. Lo stand della Gainsworth ha rappresentato alla perfezione questa sintesi, sempre preso d’assalto dagli amanti del fantasy e della narrativa di avventura, ma allo stesso tempo popolato dai suoi autori, pronti a dialogare con lettori e curiosi. Anche con quelli che al Salone del Libro cercavano l’Albero della Vita!
Ecco, l'Albero della Vita... sì, perché come vi anticipavo non ci siamo risparmiati i pazzi, come colui che chiese dove fosse l'Albero della Vita, rendendosi conto solo in un secondo momento che non si trovava, e sottolineo NON, all'EXPO. Confusione di luoghi, succede spesso °-°
E poi ci sono stati i nostri “Draghisti”, come ormai sono conosciuti gli scrittori di Occhi di Drago all'interno della CE. Alcuni sono ormai miei cari amici, altri li devo ancora conoscere, ma vediamo cosa ci dicono della loro esperienza al Salone. Per qualcuno è la prima avventura, per altri una riconferma delle loro abilità narrative.
Passo la parola a Ester Trasforini, che al Salone ci ha davvero lasciato sangue e fatiche!
La mia esperienza al Salone Internazionale del Libro è stata molto positiva, con tante emozioni e qualche sorpresa. Il fatto di essere autrice di un racconto mi ha permesso di vivere quelle giornate da un punto di vista diverso, che da semplice lettrice non avevo mai provato. Se da una parte, infatti, anch'io ho girato per gli stand in cerca di libri interessanti, dall'altra mi sono ritrovata a parlare con i lettori di Occhi di drago, curiosi ed entusiasti, e a consigliare le diverse pubblicazioni del catalogo della Gainsworth.
È stato bellissimo firmare le mie prime quattro dediche, tutte a persone che non conoscevo e che ho visto per la prima volta lì al Salone: al contrario di ciò che si pensa, i lettori veri di narrativa fantastica esistono, e sono davvero felici di scoprire qualcosa di nuovo, lontano dai soliti nomi famosi.
Le vendite della casa editrice sono andate alla grande, e hanno dimostrato anche un'apertura sempre maggiore verso il mondo degli ebook. Anche se la maggior parte dei lettori preferisce il cartaceo, ho notato che sempre più persone, attirate dai prezzi convenienti, preferiscono invece puntare sul digitale. Non ci sono state "guerre" su quale formato fosse migliore dell'altro, e questa è una delle cose che ho gradito di più: la Gainsworth lascia scegliere in piena libertà come leggere una storia, e i lettori hanno scelto di darle fiducia.
Spero di poter tornare l'anno prossimo, anche in vista delle novità che stiamo preparando, e mi auguro che chi in questi giorni si sta immergendo nelle nostre storie abbia modo di apprezzarle e di consigliarle agli amici.
E poi c'è il nostro ammaliatore/venditore provetto, Stefano Cariddi.
Quella del 2015 è la seconda edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino a cui prendo parte. La prima fu quella del 2014 in cui, come semplice lettore, saccheggiai mezzo catalogo della Gainsworth Publishing. Fu sotto tutti gli aspetti un'esperienza indimenticabile, ma questa del 2015 l'ha addirittura superata!
Innanzitutto, perché i miei colleghi sono tutti delle splendide persone, con cui è un privilegio lavorare – a partire proprio da Valentina ed Ernesto, grazie ai quali la Gainsworth Publishing esiste – ma la più grande soddisfazione me l'hanno regalata i lettori. Si dice che in Italia il fantasy non venda; le svariate centinaia di copie smerciate, malgrado le ridottissime dimensioni della CE, smentiscono questo dato. L'entusiasmo dei lettori e la partecipazione con cui si interessavano ai prodotti del catalogo sono stati impagabili. È andato tutto benissimo, quasi nel miglior modo possibile, e non vedo l'ora di ripetere l'esperienza col Lucca Comics & Games, per il quale molti progetti bollono in pentola. Ci sarà da divertirsi, stay tuned ;)
Passiamo a Martina Scagnolari.
L’edizione 2015 del Salone Internazionale del Libro di Torino è stata per me un’esperienza unica e indimenticabile. Per la prima volta vissuta da autrice, ho potuto constatare l’impegno e la cura con cui un editore, Gainsworth Publishing in particolare, organizza la sua partecipazione a quest’evento tanto importante. La scaletta delle presentazioni, le promozioni dei romanzi usciti in esclusiva per il Salone, l’impegno degli autori nel far conoscere ai visitatori non solo le proprie opere, ma la lettura come percorso personale interiore e di condivisione. Ognuna di queste cose ho potuto viverle direttamente sulla mia pelle e sperimentarle in prima persona, mettendomi in gioco e dialogando con i lettori che, checché se ne dica in questo periodo di crisi, sono affamati di libri di qualità, di storie coinvolgenti e di nuovi mondi da esplorare, pronti a farsi guidare da editori in grado di curare il loro interesse nei minimi dettagli. Un’esperienza sicuramente da ripetere, con grande energia e speranze sempre maggiori per il futuro dell’editoria italiana.
Prossima a prendere il “microfono” virtuale è Ilaria Pasqua, che ci darà la sua visione da autrice divisa tra due realtà editoriali, con un'attenta analisi di quello che è stato il clima generale di questa edizione del Salone.
Quando arriva il nuovo anno, i booklovers non possono fare a meno di iniziare a pensare al Salone del Libro di Torino; agli stand da visitare, ai libri, agli autori ed editori da scoprire, a quel profumo inebriante che corre tra i banchi insieme a un’euforia diffusa, e poi a tutte quelle facce sconosciute e non che si incroceranno, alle persone che si conosceranno, alle chiacchiere, eventi e presentazioni a cui si assisterà, coltivando la speranza che il proprio scrittore preferito venga invitato, stavolta! Si iniziano a incrociare le dita, a mettere da parte i soldi perché si sa già che al Salone si finirà per comprare tutto il mondo e anche di più.
Parte il conto alla rovescia e le aspettative crescono di giorno in giorno. A volte si ha paura che non verranno ripagate, ma non succede quasi mai. Anche quest’anno il Salone non si smentisce: tantissimi eventi, un’infinità di stand tra cui sbirciare e sicuramente molta confusione che rischia di spaesare un po’. Da brava habitué prima di tutto ho preso la mappa, indispensabile, poi ho tirato dritto fino ai due stand che mi interessavano: Leucotea Edizioni e Gainsworth Publishing, due dei miei editori, non senza perdermi, chiaramente, quello succede sempre, passeranno cent’anni e io sarò sempre lì a vagare. Dagli stand ho potuto osservare la situazione, constatare il solito afflusso esagerato ai punti vendita dei big, alcuni presenti con strutture sproporzionate (e inesistenti sconti fiera), normale amministrazione, e le soste più rare ai banchi dei più piccoli che però quest’anno sono riusciti, mi sembra di aver visto, a farsi valere. Lo stand Gainsworth, in particolare, è stato sin da subito un punto di riferimento per tutti gli appassionati del fantasy e non, attirando costantemente persone incuriosite dalle copertine, dai poster e cartonati. Belli sono stati gli eventi che si sono svolti allo stand, come la presentazione dell’antologia Occhi di drago (erano presenti il 50% degli autori, me compresa), del nuovo libro di Diego Tonini, o quello dedicato a Energy di Elena Orlandini.
È nata lì tra le mura di “casa” una complicità con i lettori che ha reso tutto più divertente. Gli eventi sono stati anche e soprattutto una bella occasione per ascoltare il pubblico, un ponte tra autore e lettore sempre importantissimo.
La Gainsworth, e non lo dico solo perché sono una loro autrice, è una bellissima realtà che fa del coinvolgimento di scrittori e lettori il suo punto di forza, lo dimostra non solo l’affollamento allo stand, ma anche la presenza pressoché costante della maggior parte degli autori con la loro spilletta-Ernie ben in vista, pronti a suggerire libri, a spiegare, chiacchierare, dando una mano ai sempre impegnatissimi padroni di casa. Un clima di collaborazione, non affatto scontato, che può fare solo bene e che ha reso l’esperienza ancora più eccitante.
Ciò che ho notato è stata la quasi assenza di ospiti stranieri, quest’anno non si sono impegnati molto su questo fronte, peccato! Ma perlomeno hanno dato maggiore spazio al digitale, pecca a mio parere inaccettabile della scorsa edizione.
Purtroppo ho potuto far parte del grande flusso della fiera e dare una mano ai miei due editori solo per poco, un giorno scarso correndo da una parte all’altra come un’invasata, ma l’esperienza del Salone resta sempre emozionante per qualsiasi scrittore e lettore… ma con una mappa in mano!
Anche per Ilaria pochi stranieri, ma almeno, e devo confermarlo, il digitale ha avuto un rilancio entusiasmante al confronto con le edizioni passate. E ora tocca all'ultimo dei nostri draghisti, Lorenzo Franchi.
Il Salone del Libro è stato un grande momento. Toccare con mano lo stand Gainsworth, conoscere Valentina e molti scrittori della sua scuderia, è stato per me, autore alle prime armi, fonte di immenso piacere, che ha alimentato il fuoco del mio entusiasmo, spronandomi a impegnarmi ulteriormente in questa faticosa gavetta.
L’impressione è stata molto positiva, sia dal punto di vista della qualità dei libri cartacei che della promozione. Un’ottima esperienza, che spero di ripetere il prima possibile.
Bene, ora manca soltanto l'ultima voce della Gainsworth, che si è voluta prestare per questo reportage corale. E parliamo proprio di lui, il piccolo e vulcanico Ernie Gainsworth! Sì, il sorcio bianco, per chi avesse dei dubbi.
Sorcio a chi, scusate? A parte ciò... sono stanco, stanchissimo, ho perso il pelo e le zampe mi tremano. Avete idea di cosa sia il Salone per uno della mia taglia? Ma sono davvero contento di quanto abbiamo raggiunto in questa edizione, dei successi e delle splendide persone che ho potuto finalmente incontrare. Come hanno già detto i ragazzi prima di me, la forza del nostro Salone è stata proprio la forza della squadra, la complicità e l'entusiasmo di tutti che era veramente palpabile. Cosa che anche i nostri lettori hanno percepito.
Soddisfatto? Certamente sì. Ora vado in vacanza e nessuno mi cerchi per le prossime settimane!

Bene, un topo che parte e un'esperienza che finisce, ma è solo una delle tante che ancora ci aspettano. A questo punto direi che è pure finito il nostro reportage. Spero vi abbia divertito e dato un'idea di cosa è stato per tutti NOI il Salone.
Un saluto a tutti! Alla prossima!

Julia

14 commenti:

  1. Ciao tesoro! Come ti avevo detto trovo che questa sia stata una bellissima idea Ale e, è venuto fuori un fantastico reportage! Come sai io sono tra i lettori rimasti affascinati dallo stand della Gainsworth e leggere le loro impressioni, vedere “cosa c’è dietro” è davvero interessante e stimolante! Bravi tutti :-)

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    1. Ciao tesoro mio, sono felicissima che ti sia piaciuto questo post, infatti è proprio merito tuo se mi è venuta questa idea. Sapere che una CE che non conoscevi è riuscita a colpirti così tanto grazie al loro stand e al loro modo di fare, mi ha acceso la miccia in testa xD

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  2. Carinissimo questo resoconto :D bello soprattutto vedere il salone sotto così tante prospettive diverse :3
    Complimenti ad Alessia per avere avuto l'idea di concedere uno spazio alla Gainsworth e a Julia per essersi impegnata così tanto nel fare un buon lavoro!

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    1. Sì tesoro, sono davvero soddisfatta di questo post. Julia è stata grandiosa e tutta la Gainsworth è davvero super-disponibile.
      Anche per me, leggere tutte queste impressioni diverse, è stato splendido, mi sono immersa nell'ambiente e nelle emozioni *_*

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  3. Tesoro hai avuto un'idea fantastica!! E la simpatia di Julia mi fa rotolare XD ahahah
    spero anche io di andare al SalTo prima o poi y__y e voglio ovviamente passare nel loro banchetto!

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    1. Grazie tesoro! Sì Julia è un fiume in piena che spero nessuno arginerà mai *___*
      Il Salone è una tappa praticamente obbligatoria per noi lettori, almeno una volta nella vita bisogna viverlo ed io so che ce la farò... sapere quando di preciso sarebbe ancora meglio xD

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  4. Ho parlato proprio con alcuni dello stand della Gainsworth al Salone del Libro! Ammetto che non conoscevo affatto la casa editrice, mi hanno incuriosita le copertine dei volumi in vendita, e devo dire che praticamente ho preso quasi tutti i volantini che c'erano XD Ho trovato le trame dei libri molto interessanti, e ho in previsione di comprare qualche ebook. "Energy", che mi è stato detto fosse appena uscito, mi ispira davvero tanto!

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    1. Ecco Emanuela, il tuo commento è proprio quello che ci serviva per far capire quanto la Gainsworth sia una casa editrice interessante sotto tanti punti di vista. Credo che riuscire ad attirare lettori che prima non conoscevano minimanete il loro nome e riuscirci grazie ad uno splendido stand e a titoli che incuriosiscono sia un obiettivo fantastico da raggiungere.

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  5. Che bella idea che hai avuto, Ale! Un resoconto sui dietro le quinte di uno stand :D Ho avuto modo di passare dallo stand di questa casa editrice agli ultimi comics di Lucca, dove ho acquistato "I predatori Oscuri". Erano tutti molto carini e mi hanno anche regalato una spilla con il logo della CE.. Gli altri libri pubblicati da loro però non li conoscevo, adesso vado a spulciare tutte le varie trame ;D

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    1. Ciao Valy, sono felicissima ti sia piaciuto questo post, io ci tenevo davvero molto ^_^
      Spero che questo post stia servendo anche a chi non conosce ancora bene questa CE, ho voluto mettere diversi link ai loro libri proprio per questo motivo. Perché spero potranno crescere sempre di più.
      Ecco, anche il Lucca Comics è una di quelle tappe che vorrei riuscire a fare almeno una volta nella vita ç___ç

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  6. Salve!
    Sono una delle autrici della Gainsworth, e volevo ringraziare questo blog per aver ospitato l'intervista. ^_^
    Se qualcuno è passato per lo stand tra sabato e lunedì probabilmente mi ha visto e forse ha anche parlato con me. Che dire, spero che qualcuno si sia incuriosito e che legga i nostri libri. Abbiamo anche un gruppo su Facebook dedicato ai nostri lettori, magari passate a trovarci! (Se mi date il permesso metto il link ^_^).

    Alla prossima!

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    1. Ciao Ester, sono io a ringraziare voi e te per questo commento. Siete stati gentilissimi e splendidi e davvero vi meritate quanto più attenzione ed interesse riuscirete ad ottenere.
      Per il link del gruppo non ci sono problemi, anzi sono proprio curiosa di conoscerlo e riuscire a farne parte. Anche se la mia risposta arriva un po' in ritardo, spero ci sia ancora modo di avere questo link *__*

      Grazie ancora di cuore a te e a tutti gli altri!!

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  7. che bella intervista! Complimenti a tutti gli autori e redattori di Gainsworth per il fantastico lavoro che stanno portando avanti

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    1. Ciao Alessandra, sono felicissima questo post ti piaccia e non posso fare altro che unirmi ai tuoi complimenti e raddoppiarli se possibile :)

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