venerdì 26 giugno 2015

Lega dei Lettori: CONDOMINIO R39 di Fabio Deotto

Buongiorno lettori della Lega, come state? Siamo giunti alla penultima lettura, perché la lettura che andremo ad affrontare a luglio sarà l'ultima di questa bella esperienza fatta con tutti voi. Non so come farò a creare l'ultimo post, quello dei ringraziamenti perché già mi vengono le lacrimucce di emozione.
Non voglio rubare altro tempo al libro protagonista di oggi. Purtroppo questa lettura non è stata intrapresa da molti di noi, un po' mi è dispiaciuto e un po' me lo aspettavo perché so che il thriller non è un genere apprezzato da molti che seguono il blog.

Nel mese di giugno abbiamo letto CONDOMINIO R39 di Fabio Deotto, suo libro d'esordio molto particolare. Noi quattro gatti che lo abbiamo letto, senza volerlo ci siamo trovati abbastanza d'accordo sulla votazione da dare, dunque non vedremo grandissime differenze nel rating, ma sicuramente i pensieri saranno differenti :) Avrete poche recensioni da leggere e poche citazioni, ma spero comunque sarete incuriositi e lascerete il vostor pensiero.


C'è qualcosa di vischioso nel Condominio R39. Un'aria viziata che toglie il respiro. Varcarne la soglia è come entrare in una gabbia di cui solo i bambini possiedono le chiavi. Un vecchio biologo infermo ossessionato dalla decomposizione. Una giovane che lavora in un night club e il suo fidanzato, dediti a pratiche erotico-esoteriche. Un'ex attrice di grandi speranze la cui mente è ora preda di fantasmi. Un ragazzino di dieci anni oppresso dall'affetto morboso della madre. Sono gli inquilini di una palazzina di Milano dove si consuma un atto violento e all'apparenza inspiegabile. Delle indagini è incaricato un commissario dal passato oscuro e dal presente tormentato. La realtà prende forma un tassello alla volta, in un'atmosfera che si fa sempre più tesa, fino a comporre un mosaico gotico che costringe i protagonisti a fare i conti con ciò che davvero sono.




I nostri pensieri

★★★
Un'impostazione parecchio intricata che a me in particolare ha provocato moltissima confusione. Non è stato quindi uno di quei libri che sono subito entrati a far parte di me ma mi sono dovuta impegnare molto per riuscire a stare al passo con la trama e per non confondermi con la grande quantità di personaggi che lo popolano. Insomma, non è uno di quei libri che si possono leggere nei ritagli di tempo tra una cosa e l'altra, ma ha bisogno che l'attenzione gli sia dedicata completamente e in modo esclusivo.
Quello che di certo non si può sottovalutare è la storia: intricata - forse anche troppo - particolare, non banale e questi sono sicuramente pregi che hanno portato ad aumentere il punteggio che avrei dato al libro.
Bellissima l'ambientazione milanese che mi ha fatto ritrovare nel libro angoli della mia città che ho molto frequentato nella mia vita. Un buon esordio che può essere migliorato.

★★★
La lettura del romanzo di Deotto non è stata scorrevolissima, ma l'ho comunque apprezzata parecchio: l'autore ha sicuramente il merito di aver scritto un giallo/noir atipico, lontano dai soliti stereotipi. Una scelta molto coraggiosa, visto che all'inizio anche io mi sono trovata spiazzata non percependo la smania di scoprire il colpevole prima possibile; dopo un centinaio di pagine però mi sono appassionata alle vite non ordinarie di tutti i personaggi e in particolare dei vari inquilini dei personaggi e la disgrazia del condominio è passata in secondo piano. Sono rimasta soddisfatta anche dal modo in cui l'autore sia riuscito a seminare qua e là nella lettura i vari pezzi del puzzle che a fine lettura trovano il loro posto nel disegno globale della storia. Un esordio davvero promettente ma non perfetto.

Fluky Roads
★★★½
Condominio R39 non è solo un thriller, è un romanzo dove i protagonisti  presentano un'evoluzione; non ci sono buoni o cattivi, tutti i personaggi da vittime come sono inizialmente diventano gli artefici delle loro disgrazie a mano a mano che Deotto ci porta alla scoperta della loro storia. Tutti sono reietti della società: un vecchio che vive da solo, un'attrice fallita, un bambino mammone e bullizzato, un universitario sfaticato e senza prospettive con strane manie, un poliziotto divorato dai sensi di colpa...tuttavia sembra che a nessuno di loro dispiaccia, fino al 22 marzo, il giorno in cui accade tutto e decidono di dare una svolta alla loro vita.
La storia mi è piaciuta anche se mi aspettavo qualcosa di diverso, ci sono delle belle riflessioni, il problema è stata la narrazione che in alcune parti ho trovato un po' lenta. Ho apprezzato il cambio di stile usato per la Vertlinger, lo definirei quasi teatrale.

Laura
★★★½
Tralasciando la difficoltà iniziale nel destreggiarmi tra i vari abitanti del condominio R39, e quindi un po' di lentezza e noia, questo è un libro che ho davvero apprezzato. Sicuramente particolare e diverso dal classico giallo/noir.
Deotto non si limita a presentarci un caso apparentemente inspiegabile e il classico ispettore incaricato delle indagini. Ci dà delle vite estreme, dei personaggi grotteschi e folli. E ci fa entrare nelle loro teste, nel loro modo di pensare e di agire. E' qualcosa di più profondo di un giallo, è un indagine dell'animo umano e il tutto trova il suo massimo splendore nell'ultimo discorso del vecchio biologo alla figlia: la progressiva e inesorabile alienazione del genere umano, la perdita dell'etica, l'impasse totale a cui sembra avvicinarsi sempre più la società. Il tutto condito da piccoli indizi che piano piano ti portano a scoprire il colpevole. O forse ci sono più colpevoli?  Forse, in fondo, tutti gli abitanti del condominio R39 sono colpevoli e forse anche l'intera società che ha condotto i suoi individui a un atto così violento e assurdo.
Alessia Loc'ed
★★★½
Deotto decide di raccontare un thriller da diversi punti di vista e una ricostruzione dei fatti in parte a ritroso e in parte grazie alle ricerche della polizia, uno stile molto originale a mio parere e fuori dagli schemi. Ammetto che questi salti e cambi non sempre sono stati facili da seguire ed efficienti nella narrazione, infatti mi è capitato di non riuscire ad entrare nella storia anche per colpa di punti di vista troppo diversi e male amalgamati.  Lo stile è un po' caotico a mio parere, superficiale nei momenti sbagliati e troppo riflessivo in altrettanti momenti sbagliati, soprattuttto all'inizio è facile perdersi nella noia.
Mi sento comunque di elogiare questo autore al suo esordio, per la struttura complessa che ha voluto dare al suo romanzo, perché se in alcuni momenti era caotico e noioso, in altri era d'effetto e di impatto e assolutamente singolare e stravagante.

★★★★
Condominio R39 è stato un romanzo che sulle prime non mi ispirava affatto. Nonostante il genere thriller, in questo caso anche con sfumature horror, non mi dispiaccia affatto, la trama e la cover non mi invogliavano alla lettura. Per una volta, sono stata contenta che i miei sensi abbiano sbagliato colpo. Condominio R39 è un romanzo coinvolgente, che ti tiene incollato alla pagina dalla prima all'ultima riga. I personaggi, insoliti ed inquietanti si muovono all'interno di una palazzina che racchiude segreti tormentati, e anche il commissario che indaga su di loro, il Commissario Pallino, non è immune dal senso di colpa che accomuna tutti i protagonisti dell’opera. Solo lo stile, troppo freddo e distante, non mi ha convinto appieno, tanto che mi sembrava di guardare qualcosa alla tv piuttosto che di leggere un romanzo, ma per il resto credo si tratti di buon romanzo. D’altro canto, io per prima ho fatto fatica a staccarmi da lui quando avrei dovuto in realtà studiare.

 MEDIA DI GRADIMENTO: ★★★ ½

Citazioni

«Chi si accontenta muore. Chi non si accontenta, pure.» (Fluky Roads)

«Spesso la vita è come un libro. Uno di quelli che non leggi mai veramente. Uno di quelli che tieni sul comodino, con un segnalibro che divide una metà delle pagine dall'altra. Ogni sera mastichi qualche paragrafo prima di andare a dormire, sovrappensiero, mai con l’attenzione che ci vorrebbe. Così mese dopo mese, la trama si sfilaccia nella memoria. E quando torni a concentrarti sulla storia, rimani lì come un fesso a domandarti: e qui, come ci sono finito?» (Silbi Grace - Alessia Loc'Ed)

5 commenti:

  1. Eccomi, sono in ritardo lo so, ma ci tenevo comunque a lasciare anche la mia opinione su questo libro. Devo dire che sono piuttosto d'accordo con tutte voi, anche io darei 3 stelline e mezzo, che è poi il voto medio di tutti i vostri. A mio giudizio Deotto ha scritto un esordio interessante, anche se tutta la parte relativa al professor Eugemini l'ho trovata un po' pretenziosa e superflua. Ho trovato alcune parti lasciate un po' in sospeso, per esempio mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più del rapporto tra Pallino e Bea, ma mi rendo conto che sono gusti personali. Diciamo che secondo me Ballard come ispirazione è ancora un po' lontano, ma Deotto ha le carte in regola per migliorare.

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  2. Mi sa che è la prima volta che nella Lega dei Lettori i giudizi sul libro siano così allineati! Sono curiosa di leggere i prossimi lavori di Deotto, sono sicura che saranno ancora più interessanti di questo primo libro!! ^_^

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  3. Cavoli siamo tutte d'accordo questa volta! E' stata una lettura interessante e particolare che però ha lasciato un po' tutte noi con dei "ma..."

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  4. questo mese ho saltato, mi spiace. I thriller non sono più il mio genere, ne ho abusato in passato e adesso fatico, ma non è solo per quello che non ci sono riuscita. Bello però sempre leggere i commenti e le citazioni, questa Lega mi piace moltissimo. Questa volta il risultato è stato unanime

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  5. Mi dispiace aver saltato questo mese, tra studio e viaggi vari non ho proprio avuto il tempo. E' stato comunque bello leggere tante opinioni, così so se procurarmelo o meno! :)

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