mercoledì 11 maggio 2016

Per ultimo il cuore di Margaret Atwood

Buongiorno carissimi, qui da me c'è un tempo orrendo, dall'inizio della settimana è stato grigio, umido e spesso piovoso...infatti anche il mio principe indiavolato è più indiavolato del solito perché lui adora andare in giro e con questo tempo non riesco mai a portarlo fuori per più di 10 minuti :( Speriamo cambi in fretta perché altrimenti rischia di portare tutta la famiglia sull'orlo di una crisi di nervi xD

Oggi vi parlo della mia ultima lettura, ho concluso questo libro nel weekend e mi sento ancora dentro la storia nonostante io stia cercando di leggere un altro libro di un altro autore. E questa piccola premessa dovrebbe già farvi capire quanto mi è piaciuto.

L'immagine che vedete nella recensione l'ho trovata sul sito del New York Times, alla recensione di questo libro. I crediti vanno al NY Times e a Martin Tognola.

Trama: In un Nord America messo in ginocchio da una disastrosa crisi economica e dal dilagare della criminalità, Stan e Charmaine, una giovane coppia innamorata, cedono alla falsa lusinga della normalità e della sicurezza promesse da un avvenente progetto, in cambio della rinuncia a qualche «piccola» libertà personale. Finiscono in una città troppo bella per essere vera, dove tutti hanno una casa e stanno bene, dove il prezzo è lavorare per un losco personaggio a capo della comunità, facendo cose orribili: per esempio praticare iniezioni letali ai condannati a morte o lavorare in una sorta di mercato del sesso.
Si ritrovano così a fare il male per libera scelta ma contro la loro volontà. Questa situazione conflittuale li trascinerà in un surreale complotto che darà lo spunto per interrogarsi su cosa significhi amare – in un futuro dove non solo il sesso ma anche l’amore è mercificato – e scegliere. Una riflessione spumeggiante e graffiante, calata in una narrazione serratissima, dal ritmo travolgente, che usa con disinvoltura il paradosso e l’ironia per portare alla luce quelle gemme preziose nascoste nell’arte di Margaret Atwood: pensieri nuovi.

Rating:

Recensione:
Erano mesi, se non anni, che cercavo di leggere qualcosa della Atwood e per un motivo o un altro, rimandavo sempre.
Finalmente ho avuto l'occasione di approcciarmi a questa autrice, grazie anche alla disponibilità della casa editrice.
In un America distrutta dalla crisi economica marito e moglie cercano di sopravvivere come possono ogni giorno, sempre più arrabbiati e indifesi, sempre più arrendevoli; ma ad un certo punto gli si presente una pubblicità che fa quasi ridere quanto potrebbe essere assurda, ma che alla fine prendono in considerazione: in mezzo alla più nera crisi esiste un posto in cui la gente è felice, lavora e vive tranquilla. Chi non prenderebbe in considerazione un'affare del genere? Viene da pensare che sia una fregatura, ma in fin dei conti provare non costa niente...o almeno i nostri protagonisti partono con questa idea...
Leggere la Atwood è come intraprendere un viaggio sorprendente, che tiene il viaggiatore lontano dal suo quotidiano e dalle persone che lo circondano, perché sì, leggere questo libro mi ha estraniato completamente dalla mia vita reale e quotidiana, non riuscivo a staccarmi dalle sue pagine, anche se alla fine dovevo per forza...e anche mentre non leggevo ripensavo a quello che avevo vissuto poco prima su quelle pagine.
Lo stile dell'autrice è complesso, eppure arriva dritto alla meta senza trovare ostacoli; inoltre riesce ad essere ironica in modo tagliente nelle situazioni più disparate, in cui non ci aspetterebbe mai ironia e riesce a farlo in modo così naturale e quasi ovvio che davvero il lettore sorride e pensa “ma guarda te questa cosa è andata a pensare xD”.
Sa essere sincera e trasparente in modo disarmante, erano anni che non trovavo un'autrice in grado di parlare del mondo e dei suoi problemi, delle persone e dei loro problemi in modo così realistico, diretto e adatto. È difficile trovare, almeno tra i libri e gli autori che conosco io, chi riesce a scrivere di catastrofi imminenti e di tutte le conseguenze che possono arrivare dopo comportamenti scorretti e assurdità da parte di noi umani, senza aggiungere fronzoli e imbellettamenti, o senza arrivare all'esagerazione. La Atwood ha alcune uscite un po' assurde, ma guardando quella determinata scena nel suo complesso ci si rende conto che in fin dei conti non è poi così assurdo...e questo lascia interdetto il lettore, perché ci si ritrova a pensare, inevitabilmente al mondo in cui viviamo e a quanto può mancare per arrivare alle situazioni che descrive la Atwood.
Questo modo di scrivere, di parlare a noi lettori crea continue riflessioni interessanti che tengono il cervello di chi legge in continua attività.
I personaggi sono lo specchio della storia: ironici, folli, trasparenti e sinceri. La follia di alcuni ragionamenti dei due protagonisti lascia il lettore a bocca aperta, soprattutto perché quasi sempre viene inserita in un discorso normale, come se si stesse parlando della spesa o del meteo e questo rende il tutto ancora più “insano” e alienante. Ho trovato interessante e giusto il modo in cui l'autrice ci presenta i personaggi e la situazione in cui vivono, così da non creare dubbi al lettore e avere una trama solida e ben congegnata. Conosciamo Stan e Charmaine nel periodo che loro credono essere il loro momento peggiore, quello dove danno il peggio di loro, continuiamo a conoscerli in un “mondo” nuovo a cui devono abituarsi e li vediamo cambiare, in meglio ma anche in peggio; e li vediamo cadere in basso di nuovo, ritrovarsi a pezzi di nuovo e cambiare ancora...la storia e i suoi personaggi non sono mai fermi e statici, c'è una continua evoluzione di trama, di carattere, di ambientazione ecc ecc.
La Atwood mi ha stregato, mi ha emozionato e fatto riflettere, ha trasformato il mio cervello in un vaso di Pandora e mi sono sentita così bene a leggere questo suo libro che sicuramente continuerò a leggerla con grandissime aspettative.

17 commenti:

  1. Ciao! :) Complimenti per la recensione!! *_* Questo libro lo punto da un po', ma adesso sono ancora più curiosa! Spero di riuscire a leggerlo presto!!! :)

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    1. Ciao cara, ti ringrazio. Guarda, io lo consiglio davvero molto. Mi sono innamorata della scrittura della Atwood.

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  2. No, vabbè, ma adesso lo voglio!!! Ricordo di aver letto qualcosa della Atwood una vita fa, non ricordo cosa ma so che avevo apprezzato tantissimo il suo modo di scrivere... adesso devo assolutamente recuperare questo, me ne sono già innamorata soltanto leggendo la tua recensione!

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    1. Ahahahah, tesoro inseriscilo nei prossimi acquisti. Io adesso voglio riuscire in tutti i modi a procurarmi "Il racconto dell'ancella", il problema è che al momento non è disponibile su nessuno store, infatti ho chiesto informazioni alla casa editrice.

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  3. Nemmeno io ho mai letto nulla dell'autrice, questo titolo però mi incuriosisce molto!
    Bella recensione ;)

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    1. Guarda Sara, ora che ho conosciuto lo stile dell'autrice vorrei poterlo consigliare a chiunque, dunque spero avrai modo di leggere presto questo romanzo.

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  4. Ciaoo!!
    ti ho nominata qui se ti fa piacere partecipare :-)
    http://libriecreazioniamano.blogspot.it/2016/05/liebster-award-2016-discover-new-blogs.html
    Serena

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    1. Ciao Serena, sono venuta a commentare direttamente sul tuo blog, ma ti ringrazio anche qui :)

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  5. non conoscevo nè questo libro nè questa autrice, ma sono curiosa

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    1. Aaaah Chiara, quando avrai voglia di leggere una storia ricca e importante, buttati su questo ;)

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  6. mi sono fermata a leggere per benino la tua recensione e, beh, ora capisco perché *ultimamente* sei in fissa con Margaret Atwood!
    sembra un libro interessante e dai contenuti da riflessioni molto profonde. da come ne hai parlato mi hai fatto venire un po' voglia di leggerlo. magari te lo ruberò. *risata malefica*

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    1. Verooooooh, devi leggerlo. Quando sarai qui lo leggerai, senza rubarmelo -.- xD
      Secondo me potrebbe davvero interessarti.

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  7. Mi era mancato leggere le tue recensioni ♥ che dire, mi hai convinta! Adesso sono curiosissima di provare la Atwood pure io! Che ne dici, potrebbe piacermi? Mi sembra che te lo avevo chiesto qualche giorno fa ma non ricordo cosa avevi risposto Y-Y

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    1. Tesorinoooo, tanto ammore for you. ♥_♥
      Come ti ho detto poco fa su whatsapp, credo proprio che questo libro e in generale gli argomenti che affronta la Atwood, siano perfetti per te.

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  8. Qualche settimana fa, o forse più, mi è capitato di leggere, su una famosa rivista, la recensione di questo libro scritta da Serena Dandini. L'indicatore di curiosità è schizzato subito a mille e ora che ho letto la tua, di recensione, mi fiondo alla velocità della luce in libreria, non posso più aspettare, devo avere questo libro.
    Grazie.
    Max (theDuke)

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    1. Piacerebbe anche a me leggere la recensione della Dandini, così per curiosità, per capire se abbiamo avuto qualche pensiero simile :)
      Spero tu abbia avuto la possibilità di comprare e leggere subito il libro, secondo me ne vale la pena, ma proprio tanto *_*

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    2. Andiamo per ordine; quello che la Dandini ha scritto in merito a questo libro lo puoi leggere qui:

      http://www.iodonna.it/attualita/appuntamenti-ed-eventi/2016/06/18/il-mondo-del-futuro-nei-libri-di-margaret-atwood-sara-solo-fantascienza/

      Per quanto mi riguarda, ho acquistato il libro e l'ho letto. Mi è piaciuto ma non mi ha entusiasmato. Concordo con quanto hai scritto tu, la Atwood ha il dono di catturare il lettore e di stimolare continue riflessioni. La storia non mi ha convinto del tutto ma, del resto, questo è un libro di fantascienza e quindi va letto con quest’ottica. I personaggi mi sono piaciuti, le loro miserie, le loro redenzioni o quello che può essere percepito per tale.
      Mentre lo leggevo mi tornavano in mente le vicissitudini di Tom Joad e della sua famiglia, narrate in quel capolavoro intitolato “Furore” di John Steinbeck. Sebbene non vi siano analogie tre le due opere, entrambe mi hanno indotto a riflettere su argomenti attinenti; cosa può arrivare a fare un uomo (o una donna) per disperazione? Rassegnarsi alle disgrazie è la condizione di chi è già morto prima di esalare l’ultimo respiro?
      Ma tornando al libro “Per ultimo il cuore”, per me è stata una lettura piacevole e stimolantete (anche se mi aspettavo di più), mi ha sorpreso come la Atwood ha deciso di concludere la storia, davvero non immaginavo un finale così.
      Mi sento di consigliare questo libro a tutti coloro che hanno voglia di cimentarsi in una buona lettura che incita a riflessioni su argomenti profondi di assoluta attualità, guidati dalla mano di una bravissima scrittrice.

      Buona vita,
      Max (the Duke)

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