martedì 7 giugno 2016

Le parole mai dette di Violaine Bérot

Buongiorno lettori, una nuova settimana è iniziata e spero voi stiate bene. Io sono già stanca, ma è tutto normale da queste parti xD La scuola è finita e mia figlia è a casa e sono contentissima, ma credo il mio tempo inizierà a calare ancora di più. Ce la metterò tutta per continuare a scrivere di libri, spero di riuscire come vorrei :)
Oggi vi propongo la recensione di un libro che sicuramente nessuno di voi conoscerà, ma che spero prenderete in considerazione, perché è stata una grandissima scoperta per me e sono già pronta a consigliarlo.
Ho scritto la recensione ieri sera ed ero così smaniosa di parlarvene che avrei voluto pubblicarla subito, poi ho pensato che forse di lunedì sera alle undici non era poi molto affollato blogger e così ho rimandato a stamattina.
Troverete la recensione un po' lunghetta perché avevo bisogno di spiegarmi e di parlarvi con il cuore e il cervello di questo libro, spero di non annoiarvi.
Edizioni Clichy presenta la loro collana Gare du Nord in questo modo:
La frenesia e la multiculturalità della parigina Gare du Nord raccontano il carattere composito della collana di narrativa contemporanea di Edizioni Clichy, dedicata alla scrittura di stampo letterario, principalmente francofona ma non solo: storie, esseri umani, vite, colori, suoni, silenzi, tematiche forti, autori dal linguaggio inconfondibile, senza timore di assumere posizioni di rottura di fronte all'establishment culturale e sociale o di raccontare abissi, sperdimenti, discese ardite ma anche voli e flâneries.
E vi assicuro che rende perfettamente l'idea di base del libro che ho letto io, non potevano scegliere spiegazione migliore per questa loro collana. So già che questa recensione attirerà pochissima attenzione, ma spero nel miracolo. Spero non vi soffermerete solo sulla cover, ma che proverete ad entrare nel cuore del libro insieme a me.



Trama: Lei è la figlia maggiore e non si è mai comportata come una bambina. Si occupa dei numerosi fratelli e sorelle, del padre e della madre. È la padrona di casa, e tiene così tanto a questo ruolo che non riesce a farne a meno. Da sempre l'amore che lega i suoi genitori la affascina. Nella sua solitudine lei osserva questo amore e sogna di vivere anche lei un giorno una storia così meravigliosa. Eppure un giorno decide di lasciare tutti. Quando tornerà tutto sarà cambiato. Una fiaba, un racconto pieno di sensibilità, capace di esplorare tutti gli aspetti più misteriosi dell'infanzia e delle dinamiche familiari.









Rating:

Recensione:
Mi sono approcciata a questo romanzo a mente totalmente libera e aperta. Non avevo mai sentito parlare dell'autrice, era la mia prima esperienza con la casa editrice Clichy; insomma, era tutto nuovo per me. Mi aveva colpito la trama e così ho deciso di inaugurare questa nuova collaborazione proprio con questo libro.
Le parole mai dette è un romanzo potente, particolare e emotivamente complesso.
La storia ha una base molto semplice, però viene portata avanti dall'autrice in modo sempre più profondo e intenso. E' un libro totalmente introspettivo, dove la protagonista si mette a nudo di fronte a noi lettori. Conosciamo la sua vita da quando nasce fino a quando finalmente la sua vita diventa realmente sua. Non abbiamo la possibilità di conoscere il nome della protagonista (così come il nome di quasi tutti i personaggi a parte due, e questa è una delle tante particolarità del libro) perché la Bérot ha deciso così, ha voluto mantenere l'anonimato quasi totale e se all'inizio questo fattore mi ha leggermente infastidito, poi mi sono resa conto che non era necessario conoscere il nome della nostra protagonista o degli altri personaggi, perché l'attenzione è totalmente calamitata dalle emozioni e dalla storia di vita che ci troviamo davanti. Anche per quanto riguarda le descrizioni fisiche, ne troviamo davvero poche, perché quando vi dico che il libro è totalmente introspettivo non scherzo, l'autrice ha voluto catalizzare l'attenzione su tutt'altro: descrizioni rare e veloci, ma grandissima attenzione ad emozioni, sensazioni e a tutto quello che porta a certe scelte della protagonista.
Un'altra “stranezza” del romanzo è la narrazione: tutta la storia è narrata alla prima persona plurale. E' il primo libro che leggo narrato in questo modo e sono parzialmente convinta che sarà anche l'unico. Anche in questo caso ci vuole un pizzico di tempo per abituarsi a questo “noi”, ma una volta preso il via ci si sente parte del libro, come se fossimo una telecamera onnipresente nella vita della protagonista, infatti in alcune scene è come se ci sentissimo di troppo, in altre siamo felicissimi di essere presenti; non l'ho mai sentita pesante ed è assolutamente molto coinvolgente. Questa idea rende la lettura unica a mio parere.
Voi a questo punto direte: mancano i nomi, mancano le descrizioni ed io a questa lista aggiungo anche che mancano i dialoghi (ce ne sono 3-4 in tutto il libro), di cosa è fatto questo romanzo?
Questo romanzo colpisce il cuore e smuove una serie di riflessioni molto difficili da digerire e portare a risoluzione. Ancora adesso, è passata una settimana da quando l'ho concluso, rifletto su alcune cose lette e il mio cuore la pensa in un modo, la mia mente nel modo opposto e non riesco a far combaciare questi due dispettosi, questa cosa mi manda in bestia perché con 152 pagine, la Bérot mi ha sconvolto e appassionato come mai avrei pensato.
La vita della protagonista è difficile fin dalla sua nascita, non vive la sua infanzia, men che meno la sua adolescenza. Fino a quando si trova nel suo bozzolo composto da casa, papà e fratellini e sorelline la vediamo incrollabile, sempre forte e con le spalle larghe...ma appena la nostra amica fugge e scopre il mondo esterno, ne viene inghiottita piano piano. Tutto si amplifica, tutto è nuovo, non sa come rapportarsi con persone della sua età, non sa cos'è realmente l'amore, non sa cosa sono le amicizie, non sa cos'è il sesso. E' come se fosse un cucciolo che vede il mondo per la prima volta senza la protezione della sua mamma e della tana. Lei è curiosa e si sente libera, ma alcune cose cambieranno radicalmente. Alcune sue scelte distruggeranno lei e porteranno il lettore sull'orlo di una crisi isterica, altre scelte non verranno condivise ma saranno più semplici da accettare e capire. La sua vita è difficile anche quando cerca di prenderla in mano e scegliere lei.
Per concludere, la Bérot ha scelto di raccontare una storia profonda e complicata usando gli occhi e la bocca della genuinità e della ingenuità tipica dei bambini, solo che essendo raccontata in prima persona plurale, è come se stessimo assistendo alla vita della nostra amica insieme a dei bambini, che commentano senza filtri e senza paure quello che vedono; e quello che vediamo non sempre è facile, non sempre è affrontabile con uno schiocco di dita. E' sconvolgente e devastante questa cosa, in un modo che ho amato nel profondo e che mi ha segnato.

8 commenti:

  1. Mi sembra molto forte e ricco di contenuti emotivi questo libro... ho paura ad approcciarmici perché temo che soffrirei... d'altra parte la tua recensione mi fa capire che ne varrebbe la pena... facciamo che ci penso? :-)

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    1. Sì Nadia, è davvero un libro intenso sotto tanti punti di vista. So di questo tuo "blocco" verso i libri con tematiche così forti, ma quando riuscirai a trovare il coraggio, spero gli darai un'occasione perché riesce a raggelare e scaldare il cuore allo stesso tempo.

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  2. Clichy pubblica molte piccole perle, questo l'avevo già adocchiato e sono ancora più convinta di volerlo leggere ora!

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    1. Oh bene Ari, sono felice di vedere che qualcun altro nel mio blog conosce Clichy e che è ispirato da questo libro. Spero avrai modo di leggerlo presto, perché mi piacerebbe confrontarmi col tuo pensiero.
      Un abbraccio!

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  3. Mi sembra un libro molto appassionante, lo inseriro' nella mia wishlist per l'estate! Mahee Ferlini

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    1. Ciao Mahee, sono felicissima di sapere che sono riuscita a consigliare una lettura diversa dal solito...sicuramente questo libro è in grado di attivare tantissime emozioni e sensazioni.
      Spero avrai modo di leggerlo presto.
      Ciao :)

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  4. oddio T.T questo libro fa piangere, lo so, e io non mi sento pronta a leggerlo come dice Nadia.
    no, non ce la posso fare.
    questo è il tipico libro da te.
    anche se non me la sento di leggerlo, apprezzo molto l'originalità dello stile di scrittura, che mi pare di capire sia un valore aggiunto alla storia.

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    1. Mmm, più che piangere fa riflettere in modo molto profondo anche su cose poco carine.
      Probabilmente è il tipico libro da me, ma che spero prima o poi potrà diventare anche un libro da Vero, non tipico, ma almeno "da Vero". :*

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