lunedì 29 agosto 2016

Intervista: Non aspettare la notte di Valentina D'Urbano

Buongiorno carissimi, ho in programma questo post da ormai un mese e alla fine sono riuscita a scriverlo solo qualche giorno fa, così da non rimanere fregata con imprevisti improvvisi.
Un mese e mezzo fa, circa, sono stata contattata dalla Longanesi (grazie a Tommaso e Gloria), con una proposta a dir poco allettante: poter leggere in anteprima il nuovo romanzo di Valentina D'Urbano, Non aspettare la notte, e poterla poi intervistare. Ovviamente ho accettato con grandissimo entusiasmo (che purtroppo è scemato durante l'organizzazione dell'iniziativa, ma questo è un altro discorso) e mi sono subito impegnata a leggere il romanzo e preparare delle domande che fossero semplici, immediate e spero interessanti.
Insieme a me sono stati contattati altri 5 blogger che hanno intervistato a loro volta Valentina con domande diverse. Vi lascio qui sotto il calendario dell'evento, così se interessati potete segnarvi le date e i blog partecipanti :)
Valentina è stata molto gentile ed ha risposto subito, non mi rimane che ringraziare anche lei e sperare che questo post possa incuriosirvi abbastanza. Ora vi presento il libro, poi via con l'intervista *_*


Trama: Giugno 1994. Roma sta per affrontare un'altra estate di turisti e afa quando ad Angelica viene offerta una via di fuga: la grande villa in campagna di suo nonno, a Borgo Gallico. Lì potrà riposarsi dagli studi di giurisprudenza. E potrà continuare a nascondersi. Perché a soli vent'anni Angelica è segnata dalla vita non soltanto nell'animo ma anche su tutto il corpo. Dopo l'incidente d'auto in cui sua madre è morta, Angelica infatti, pur essendo bellissima, è coperta da cicatrici. Per questo indossa sempre abiti lunghi e un cappello a tesa larga. Ma nessuno può nascondersi per sempre. A scoprirla sarà Tommaso, un ragazzo di Borgo Gallico che la incrocia per caso e che non riesce più a dimenticarla. Anche se non la può vedere bene, perché Tommaso ha una malattia degenerativa agli occhi e sono sempre più i giorni neri dei momenti di luce. Ma non importa, perché Tommaso ha una Polaroid, con cui può immortalare anche le cose che sul momento non vede, così da poterle riguardare quando recupera la vista. In quelle foto, Angelica è bellissima, senza cicatrici, e Tommaso se ne innamora. E con il suo amore e la sua allegria la coinvolge, nonostante le ritrosie. Ma proprio quando sembra che sia possibile non aspettare la notte, la notte li travolge...



1. Come sono nati Angelica e Tommaso? Hai preso spunto da qualcuno?
In tutte le mie storie prendo spunto da qualcuno. Anche qui ci sono frammenti di storie e di personalità che conosco o che mi appartengono, e che ho trasfigurato per farle diventare quasi irriconoscibili. Penso che sia una regola importante di uno scrittore di narrativa: Attingi alla realtà, ma poi rimescola le carte.

2. Tre aggettivi positivi e uno negativo per descrivere Angelica.
Angelica è generosa, coraggiosa, a suo modo decisa. Ma è anche estremamente diffidente nei confronti delle persone, non vuole fidarsi di nessuno, non riesce a fidarsi neanche di se stessa.

3. Tre aggettivi positivi e uno negativo per descrivere Tommaso.
Tommaso è una persona positiva, brillante e con una grande capacità di amare. Ma è una sconsiderato, affronta la vita troppo alla giornata.

4. Hai mai fatto paragoni tra Angelica e Tommaso e Alfredo e Beatrice?
Certo, è naturale fare paragoni. Sono storie diverse. Cambia il contesto e soprattutto cambia la psicologia dei personaggi, ma cambio anche io. Il rumore dei tuoi passi l’ho scritto a ventiquattro anni, Non aspettare la notte a trenta. Anche la mia visione della vita è cambiata, si è evoluta, ho bisogno di nuovi spazi. Bea non c’entra nulla con Angelica e Alfredo non c’entra nulla con Tommaso. Non voglio rischiare di scrivere sempre lo stesso libro.

5. La storia di Non aspettare la notte è stata un fulmine a ciel sereno, oppure è sedimentata in te e nata piano piano?
Per almeno tre anni non sono riuscita a scrivere questo romanzo. O meglio, ci provavo, ma poi non ero soddisfatta, i miei protagonisti mi sembravano odiosi, li detestavo io per prima, e allora mollavo tutto. L’ho mollato tre volte, questo libro: la prima per scrivere Acquanera, la seconda per scrivere Quella vita che ci manca e la terza per scrivere Alfredo. Poi ho capito cosa dovevo cambiare, e nella mia testa si è sbloccato tutto. Angelica e Tommaso sono diventati quello che dovevano essere. È stato un processo lungo, ma naturale. Sono riuscita a scrivere questa storia solo nel momento in cui sono stata davvero pronta per farlo.

6. Durante la stesura del romanzo, quali sentimenti hanno fatto parte di te? Quello preponderante qual è stato?
Una gran tenerezza per la ragazza disastrata che è Angelica, e la spensieratezza nei confronti di Tommaso. A pensare a lui spesso ridevo da sola. E poi rabbia, odio, comprensione e affetto vero per gli altri personaggi, i comprimari che ruotano intorno alla loro storia d’amore: Giulia, Enrico, Marinella, Guido.

7. Angelica e Tommaso sono due personaggi complicati e difficili da gestire. Come ci sei riuscita? Ma, in fondo, ci sei davvero riuscita?
Gestire è un verbo che non mi piace molto in relazione alla scrittura, perché richiama alla mente qualcosa di spiacevole. Di solito si gestiscono i problemi, e io sono felice di non essere riuscita a gestire Angelica e Tommaso. Che non sono problemi, ma personaggi che con il passare del tempo nella mia mente hanno preso vere e proprie sembianze umane, diventando persone. E le persone non si gestiscono. Tutt’al più puoi dire loro cosa ti piacerebbe che facessero, ma quando una storia funziona, quando è quella giusta per te e te la senti nelle mani, i tuoi personaggi prendono vita. E non sempre ti ascoltano. E per fortuna è così, altrimenti si perderebbe tutta la parte divertente della faccenda!


Fatemi sapere cosa ne pensate dell'intervista e se lo avete già letto anche del libro, io spero di riuscire a pubblicare la mia recensione in settimana, mi dispiace molto non esserci riuscita prima di questo post.
Un bacione a tutti!

13 commenti:

  1. Ho appena finito di leggere il romanzo, e non mi ha soddisfatto come gli altri. Però che bello leggere questa intervista, le parole di Valentina, per capire cosa, forse, non ho capito io...

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    1. Ciao Mik, sinceramente anche per me non è all'altezza degli altri che ho letto, mi è mancato qualcosina. Credo che finora il miglior libro di Valentina sia stato "Acquanera", forse un po' meno famoso della serie dedicata a Beatrice e Alfredo, ma davvero un libro splendido.

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  2. Intervista molto bella e secondo me anche veramente propedeutica al libro... non ho ancora avuto modo di leggerlo ma ne ho spulciato un estratto su una rivista e ho ritrovato lo stile meraviglioso della D'Urbano... e grazie alla tua intervista ho apprezzato anche di più i personaggi. Un abbraccione Ale!

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    1. Lo stile dell'autrice è riconoscibile subito, così come le sue ambientazioni...però credo sarà meglio parlare di un paio di cose in privato tesoro. Poi appena riesco ti scrivo :)
      Sono felice di vedere che anche questa intervista ti è piaciuta.
      Un abbraccio.

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  3. Ciao Alessia! Per ora di Valentina D'Urbano ho letto solo Acquanera, e l'ho amato tantissimo, perciò spero di poter leggere presto anche questo romanzo. L'intervista mi ha fatto capire qualche aspetto del carattere dell'autrice, e mi sta proprio simpatica!! Grazie, attenderò la tua recensione con curiosità!

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    1. Ciao cara, ritengo "Acquanera" una vera perla rara e splendente, l'ho amato alla follia, il mio preferito sicuramente.
      Quando vorrai ho pubblicato la mia recensione un paio di giorni fa, anche se non mi soddisfa un granché :/

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  4. Belle domande, tesoro! È stato bello leggere le risposte di Valentina e riuscire a entrare un pochetto di più nella sua testa :)

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    1. Grazie tesoro mio! Le tue erano più belle, sai quanto mi piacciono u.u e prometto che appena riesco passo dal blog, te lo giuro :(

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  5. Ciao Alessia! Oggi ho finalmente comprato "Non aspettare la notte" e non vedo l'ora di leggerlo :) L'intervista è molto bella e Valentina sempre simpatica, ho già avuto modo di assistere a un paio delle presentazioni dei suoi libri, che ho adorato tutti!!

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    1. Ciao Rosa, invidio moltissimo la tua partecipazione alle presentazioni, io non sono mai riuscita e mi dispiace.
      Sono molto curiosa di sapere cosa ne pensi di "Non aspettare la notte", quando hai finito di leggerlo vieni a lasciarmi un commentino cara ;)
      Domanda a bruciapelo: il tuo preferito della D'Urbano?

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    2. Ciao Alessia, perdona il ritardo della mia risposta.
      Ho adorato "Non aspettare la notte",come sempre le storie della D'Urbano ti entrano dritte nel cuore! Ma il mio preferito rimane sempre "Il rumore dei tuoi passi", e' una storia unica, davvero emozionante e indimenticabile <3 Il tuo preferito invece qual e'?
      P.s. spero che riuscirai presto ad andare anche a una presentazione della D'Urbano :)
      Un bacio!

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  6. Sei sempre brava a porre domande a scrittori/editori e invidio questa tua capacità. èwé
    Parlando del libro. Quando tu e Den ne avete parlato a Bologna non siete riuscite a convincermi a leggerlo, e poi ho letto anche la recensione di Mik che ha contribuito a questa mia decisione. Nonostante le tue domande siano molto belle e interessanti, le risposte dell'autrice non hanno contribuito ad accrescere il mio interesse verso il suo lavoro (mi dispiace >_<).

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  7. Ciao, sono una nuova follower; complimenti per il blog, recensioni ben curate; se ti va ti aspetto nel mio blog, questa è la mia ultima recensione (pubblicata stamattina) grazie! http://ioamoilibrieleserietv.blogspot.com/2017/08/recensione-serie-broken-souls-sagara-lux.html

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