martedì 6 settembre 2016

Non aspettare la notte di Valentina D'Urbano

Buongiorno e buona settimana ragazzi, come state? Questi ultimi giorni ho avuto pochissimo tempo, infatti ho letto qualche vostro commento e stamattina dovevo scegliere se pubblicare un nuovo post o rispondere ai vostri commenti (ne ho una marea in arretrato) e ho deciso per la prima opzione, perché non mi andava che il blog rimanesse fermo ancora altri giorni e visto come vanno le cose, devo sfruttare ogni attimo libero per fare quello che mi piace (leggere o stare sul blog). Spero comunque di riuscire a recuperare prestissimo.
La settimana scorsa vi avevo detto che avrei pubblicato presto la recensione del nuovo libro di Valentina D'Urbano. Ho avuto la possibilità di leggerlo in anteprima e tra tutti gli impegni mi ritrovo a pubblicare la recensione dopo un paio di settimane dall'uscita del libro...povera me -.-
Ho partecipato all'iniziativa ideata da Longanesi per il lancio di Non aspettare la notte, potete leggere l'intervista che ho fatto all'autrice QUI.
Ora dedichiamoci totalmente al libro, non sono molto soddisfatta della recensione che sono riuscita a scrivere, ma spero potrà trasmettervi il mio pensiero :)

Trama: Giugno 1994. Roma sta per affrontare un'altra estate di turisti e afa quando ad Angelica viene offerta una via di fuga: la grande villa in campagna di suo nonno, a Borgo Gallico. Lì potrà riposarsi dagli studi di giurisprudenza. E potrà continuare a nascondersi. Perché a soli vent'anni Angelica è segnata dalla vita non soltanto nell'animo ma anche su tutto il corpo. Dopo l'incidente d'auto in cui sua madre è morta, Angelica infatti, pur essendo bellissima, è coperta da cicatrici. Per questo indossa sempre abiti lunghi e un cappello a tesa larga. Ma nessuno può nascondersi per sempre. A scoprirla sarà Tommaso, un ragazzo di Borgo Gallico che la incrocia per caso e che non riesce più a dimenticarla. Anche se non la può vedere bene, perché Tommaso ha una malattia degenerativa agli occhi e sono sempre più i giorni neri dei momenti di luce. Ma non importa, perché Tommaso ha una Polaroid, con cui può immortalare anche le cose che sul momento non vede, così da poterle riguardare quando recupera la vista. In quelle foto, Angelica è bellissima, senza cicatrici, e Tommaso se ne innamora. E con il suo amore e la sua allegria la coinvolge, nonostante le ritrosie. Ma proprio quando sembra che sia possibile non aspettare la notte, la notte li travolge...

Rating:

Recensione:
Aspettavo con grande ansia e trepidazione questo nuovo romanzo di una delle autrici italiane che più amo.
La D'Urbano si distacca totalmente dai suoi amati personaggi dei romanzi passati, Alfredo e Beatrice; e lo fa creando nuovi personaggi che catturano subito l'attenzione del lettore e che brillano di luce propria e non nell'ombra dei loro predecessori. Questo per me è un fattore molto importante, perché non sempre gli autori che scrivono libri di successo con personaggi molto forti, poi riescono a creare qualcosa di altrettanto potente ma in modo diverso, la D'Urbano ci è riuscita, anche se all'inizio mi ero un po' “impaurita”.
Fino ad un certo punto del libro, penso circa la metà, non capivo se l'autrice avesse voluto provare a scrivere un semplice romanzo rosa, oppure se c'era qualcosa sotto. Per fortuna sotto c'era davvero tanto, perché nel momento in cui i due protagonisti tirano fuori il loro vero carattere, ecco che torna fuori anche l'impronta inconfondibile dell'autrice. Quell'impronta amara e drammatica che riesce a dare ai suoi personaggi, il modo in cui riesce a renderli unici. Angelica e Tommaso si fanno amare, poi si fanno odiare profondamente, poi tornano a farsi amare e proteggere e comprendere, poi di nuovo il lettore vorrebbe prenderli a schiaffi fino a farli rinsavire. Il loro carattere non ha niente di strano, fino a quando non inizia a saltare fuori dolore, paura, vergogna, impotenza...ecco che così viene fuori la loro parte più difficile da accettare, quella che scatena emozioni così contrastanti e potenti che il lettore si sente destabilizzato per quasi tutta la lettura. Il loro rapporto è qualcosa di inspiegabile, perché così complesso, profondo e ricco di sfaccettature che non potrei mai riuscire a parlarne senza fare spoiler o senza rovinarvi la lettura in qualche modo. Vi basti sapere che sono due calamite che si scontrano e si attirano, vivono l'una per l'altro, ma si farebbero morire pur di non vedersi. E stop, non dico altro!!!
I personaggi che gravitano attorno ai due protagonisti, non sempre riescono a colpire e lasciare il segno, ma anche sotto questo punto di vista l'autrice ha compiuto un lavoro magnifico, creando legami forti e crepe sempre più larghe, l'equilibrio è quasi perfetto. Ci sono i personaggi positivi e negativi, entrambi servono per il proseguire della storia, per rendere tutto più realistico e vivo. A me, in particolare hanno colpito Tania (soprattutto) e Giulia (un po' meno), forse sarò il solito cuore buono e in parte romantico, ma mi è piaciuto il modo in cui si sono schierate con i protagonisti, non senza pensare alle conseguenze, ma lo hanno fatto con la testa oltre che col cuore.
Anche le ambientazioni sono riuscite a farsi apprezzare, perché le ho trovate totalmente in linea con la storia. E' come se la D'Urbano avesse voluto creare due “mondi diversi” direi due mondi opposti, abbiamo la città dipinta in modo triste e grigio e la campagna dipinta con colori vividi e anche se teatro di momenti drammatici, riesce a portare speranza e allegria.
La D'Urbano non ha sbagliato nemmeno questa volta, all'inizio ero un po' titubante e preoccupata perché il romanzo non mi stava piacendo come pensavo, non riuscivo a trovare il magnetismo provato negli altri suoi romanzi già letti, poi quel magnetismo è arrivato e mi ha catturato senza più possibilità di ritorno. Mi sono innamorata di Angelica e Tommaso e farei di tutto per poter far vivere loro una vita bella e serena, proprio come alcuni loro amici e famigliari.
Credo che ormai con questa autrice sia un colpo sicuro, ogni volta rimango stregata dal suo stile così fluido e ricercato, in grado di donarmi emozioni fortissime con storie ricche di significato, con personaggi forti e ben costruiti, con una trama ben intrecciata e solida. Ed ora, sono già qui che attendo un suo nuovo libro.

5 commenti:

  1. L'ho trovato più acerbo e adolescenziale del solito, quando invece Valentina ci ha abituati a miglioramenti grandi da libro a libro. Per dirti, gli altri li ha letti volentieri anche mia mamma - che l'anno prossimo fa cinquant'anni -, ma questo penso che non le piacerebbe.
    Non è piaciuto granché a me, che sono coetaneo dei protagonisti, quasi.
    Aspetto anch'io il nuovo, sperando in qualcosa di meglio. :)

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  2. La recensione è molto bella tesoro, come mai non ne sei soddisfatta? Mi hai fatto venire ancora più voglia di leggerlo, anche se temo che passerà un po' di tempo prima che io riesca a farlo.

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  3. Ho letto la tua bellissima recensione e condivido il tuo pensiero. La D'Urbano sa catturare il lettore e regalare emozioni. Da leggere!

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  4. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  5. Cara Alessia,
    dopo anni dalla chiusura del blog cultural-letterario Cipria e Merletti torno con un nuovo blog, in parte simile nell'intento ma completamente rinnovato.
    Spero verrai a dare un'occhiata nelle prossime settimane!

    Irene del blog "Leafing Life"

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