domenica 31 luglio 2016

Chi ben comincia: Purgatorio di Tomas Eloy Martinez

Buona domenica cari lettori, come state? Qui oggi sembra una giornata un po' più fresca, tira un po' di vento e il cielo è nuvoloso, speriamo, anche perché a lavorare da me non abbiamo l'aria condizionata e da quando ho ripreso muoio lentamente ogni giorno :(

Rubrica a cadenza casuale inventata da me.
In ogni puntata vi propongo un incipit preso a caso da un libro contenuto nella mia libreria.

Avete visto il titolo? Avevo detto che non avrei più tenuto rubriche, ma alla mia Chi ben comincia sono troppo affezionata, la trovo un buon modo per "occupare" il blog in modo un po' diverso quando magari non si hanno recensioni o post programmati. Così eccomi qui, dopo 1 anno e 3 mesi (ultimo post), anche in questa rubrica ovviamente vedrete il mio cambiamento di gusti e preferenze, inoltre cercherò di proporvi sempre libri un po' meno pubblicizzati e magari un po' datati, così magari potrò incuriosirvi su letture passate nel dimenticatoio.


Simon Cardoso era morto da trent'anni quando Emilia Dupuy, sua moglie, lo incontrò all'ora di pranzo nella saletta riservata di Trudy Tuesday. Due sconosciuti parlavano con lui in uno dei séparé in fondo. Emilia pensò di essere entrata nel posto sbagliato e il suo primo impulso fu quello di indietreggiare, allontanarsi, tornare alla realtà da cui veniva. Senza fiato, con la gola secca, dovette appoggiarsi al bancone del bar. Lo cercava da sempre e aveva immaginato la scena innumerevoli volte, ma, adesso che stava accadendo, si accorgeva di non essere preparata. Gli occhi le si riempirono di lacrime, voleva gridare il suo nome, correre al suo tavolo e abbracciarlo. Le forze, però, le bastavano solo per non cadere lunga distesa nel bel mezzo del ristorante, attirando l'attenzione come una stupida. Appena ci riuscì, andò verso il séparé vicino a quello di Simon e si sedette in silenzio , in attesa che lui la riconoscesse. Nel frattempo avrebbe dovuto fingere indifferenza e stare zitta,anche se il sangue le pulsava nelle tempie e aveva il cuore in gola. Fece segno che le portassero un brandy doppio. Aveva bisogno di calmarsi, di essere sicura che i sensi non la tradissero, com'era accaduto a sua madre. A volte capitava anche a lei: perdeva il senso dell'olfatto, non riusciva a orientarsi in strade che sapeva a memoria, o andava a letto ascoltando stupide canzonette chiedendosi com'erano finite nel suo stereo.

Dopo aver letto questo incipit, se siete incuriositi, cliccando sulla copertina del libro, verrete riportati alla pagina dedicato ad essere sul sito della casa editrice.
Questo libro mi è stato regalato alla cieca da Nadia, alla cieca nel senso che è il secondo anno che mi regala un libro che non ho il wishlist e che non sa se potrà piacermi, è una scommessa che il primo anno ha stravinto, perché avevo amato il romanzo che mi aveva regalato e quest'anno credo non cambierà il risultato.
L'incipit di questo libro mi appassiona tantissimo, crea così tanta voglia di leggere che vorrei prendere in mano subito il libro ed iniziare a sfogliarlo, per capire cosa succede a Emilia Dupuy e a suo marito, in teoria, morto... Non conoscevo questo autore e nemmeno il libro, ma ogni cosa mi attira, la trama, la copertina, il titolo, l'incipit...infatti vorrei riuscire a leggerlo prima della fine dell'estate, tempo e impegni permettendo.
Fatemi sapere cosa ne pensate e se vi piace l'idea che ho ripreso in "mano" questa rubrica.
 

giovedì 28 luglio 2016

Rebel. Il deserto in fiamme di Alwyn Hamilton

Buonasera lettori, come ve la passate? Io da quando ho ripreso a lavorare non ho più tempo per niente, inoltre sono un po' avvilita perché ho scelto il libro sbagliato da leggere in concomitanza con la ripresa del lavoro e così ci sto mettendo una vita a leggerlo e sono convinta che non me lo sto godendo come avrei potuto fare in altri momenti...comunque nessuno mi vieta di rileggerlo tra qualche anno.
Oggi sono riuscita a ritagliarmi mezz'oretta per buona grazia di mio figlio, che ha deciso di giocare per i fatti suoi per un po', così eccomi a farvi leggere il mio pensiero su uno dei libri letti lo scorso mese e che al contrario della maggior parte dei lettori, mi ha deluso un bel po'...per fortuna che ho qualche recensione arretrata se no con tutto il tempo che ci sto mettendo a leggere questo libro, sarei stata senza pubblicare recensioni per un sacco :/

Trama: Amani non ha mai avuto dubbi: è sempre stata sicura che prima o poi avrebbe trovato una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata. Andarsene è sempre stato nei suoi piani. Quello che invece non si aspettava era di dover fuggire per salvarsi la vita, in compagnia di un ricercato per alto tradimento. Tiratrice infallibile, per guadagnare i soldi necessari a realizzare il suo sogno Amani partecipa infatti a una gara di tiro travestendosi da uomo. Tra gli avversari, il più temibile è Jin, uno straniero sfrontato, misterioso e affascinante. Troppo tardi Amani scoprirà che Jin è un personaggio chiave nella lotta senza quartiere tra il Sultano di Miraji e il figlio in esilio, il Principe Ribelle. Presto i due si troveranno a scappare attraverso un deserto durissimo e meraviglioso, popolato di personaggi e creature stupefacenti: come i bellissimi e pericolosi Buraqi, fatti di sabbia e vento ma destinati a trasformarsi in magnifici destrieri per chi abbia l'ardire di domarli; i giganteschi rapaci Roc; indomite donne guerriere dalla pelle color oro e sacerdoti capaci di leggere i ricordi altrui nell'acqua... Quando Amani e Jin si troveranno di fronte alle rovine di una città annientata da un fuoco di calore innaturale capiranno che la posta in gioco è più alta di quanto pensassero. Amani dovrà decidere se unirsi alla rivoluzione e capire se davvero quello che vuole è lasciarsi alle spalle il suo deserto.

Rating:

lunedì 25 luglio 2016

Vorrei un'estate indipendente

Buongiorno cari lettori del blog, è iniziata bene la vostra settimana? E più in generale, la vostra estate procede bene?
Oggi ho deciso di tornare a pubblicare un post diverso dalla recensione; se ricordate una decina di giorni fa vi ho proposto alcuni consigli di letture estive, prendendo in considerazione grandi case editrici, oggi vorrei dare uno spazio più ampio (ampio nel senso che i libri saranno di più) alle case editrici indipendenti, non sarà però un vero e proprio post di consigli (infatti questa parola non compare nel titolo xD), ma sarà più che altro un post in cui vi parlo dei libri che hanno attirato la mia attenzione e che mi piacerebbe leggere in quest'estate, anche se non potrò. Così, chissà, magari ve li "consiglio" comunque e alla fine sarete voi a leggerli :)
Mi piacerebbe sapere nei commenti cosa ne pensate di questi libri, se già li conoscete, o se li avete già letti, se non li avete mai sentiti nominare e se per caso li aggiungerete alla wishlist o li comprerete. ^_^

Il primo che vi propongo è Edizioni e/o (ultimamente sperenderei un capitale con questa casa editrice), mi ha colpito perché ha come ambientazione un'isola che ha sempre attirato la mia curiosità e a cui mi avvicino moltissimo in estate, quando vado a trovare i parenti di mio marito in Maremma. L'ho scoperto grazie alla newsletter della casa editrice, a cui mi sono iscritta il mese scorso, se non sbaglio.
Casa editrice: Edizioni e/o
Pagine: 224
Prezzo: 17.00 €
Un racconto che dura quattro decenni e ha come centro geografico, politico e sentimentale l’isola del Giglio. Un luogo apparentemente paradisiaco e lontano dal resto del mondo, ma che diventa punto di partenza e di arrivo di eventi che segnano una storia familiare e al tempo stesso la storia del Paese.
Due sorelle nate negli anni Settanta su un’isola con meno di mille abitanti, una madre combattiva e un padre edonista, una nonna partigiana, un ragazzo selvatico. Teresa, figlia minore e voce narrante, tenterà di fuggire per trovare il suo posto nel mondo, ma con l’isola dovrà tornare a fare inevitabilmente i conti, così come dovrà farli con il distacco dall’amata e soggiogante sorella, con le vicende politiche che non ha vissuto ma continuano a ossessionarla, con la nostalgia della lunga estate che è stata la sua infanzia, con la sua “minorità”, la cui accettazione è la chiave per recuperare tutto quello da cui le sembrava necessario fuggire.
Sospeso tra romanzo di formazione, saga familiare, parabola sugli ultimi quarant’anni di storia italiana, il romanzo di Lorenza Pieri è un libro intenso e luminoso, in cui la lingua ha la forza magnetica della natura selvaggia e del mare a cui si ispira.


Il libro che vi presento adesso è passato davanti ai miei occhi tantissime volte, in libreria, sui blog con recensioni e segnalazioni, sugli store online, in mano a persone incontrate per caso. Mai una volta mi sono soffermata a leggere la trama, ho sempre visto e distolto lo sguardo. L'altro giorno, sempre con la newsletter (sia santificata) di Neri Pozza ho deciso di leggere la trama di questo "piccoletto" e me ne sono innamorata. Vorrei poterlo leggere subito, ma il mio fioretto di non comprare libri durerà ancora un bel po', purtroppo.

Casa editrice: Neri Pozza
Pagine:144
Prezzo: 15.00 €
Immaginate di essere un bambino e di avere un padre che non chiama mai vostra madre con lo stesso nome. Immaginate poi che a vostra madre quest’abitudine non dispiaccia affatto, poiché tutte le mattine, in cucina, tiene lo sguardo fisso e allegro su vostro padre, col naso dentro la tazza di latte oppure col mento tra le mani, in attesa del verdetto; e poi, felice, si volta verso lo specchio salutando la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou... Se immaginate tutto questo, potete mettere piede nel fantastico universo familiare descritto dal bambino in queste pagine. Un universo in cui a reggere le sorti di tutto e tutti è Renée, Joséphine, Marylou… la madre. Di lei, suo marito dice che dà del tu alle stelle, ma in realtà dà del voi a tutti, a suo marito, al bambino e alla damigella di Numidia che vive nel loro appartamento, un grosso uccello strambo ed elegante che passeggia oscillando il lungo collo nero, le piume bianche e gli occhi di un rosso violento. Renée, Joséphine, Marylou, o anche, ogni 15 febbraio, Georgette, ama ballare con suo marito sempre e ovunque, di giorno e di notte, da soli e in compagnia degli amici, al suono soprattutto di Mister Bojangles di Nina Simone, una canzone gaia e triste allo stesso tempo. Per il resto del tempo si entusiasma e si estasia per ogni cosa, trovando incredibilmente divertente l’andare avanti del mondo. E non tratta il suo piccolo né da adulto né da bambino, ma come un personaggio da romanzo. Un romanzo che lei ama molto e nel quale s’immerge in ogni momento. Di una sola cosa non vuole sentire parlare: delle tristezze e degli inganni della vita; perciò ripete come un mantra ai suoi: «Quando la realtà è banale e triste, inventatemi una bella storia, voi che sapete mentire così bene». La realtà, però, è a volte molto banale e triste, così scioccamente triste che occorre più di una prodigiosa arte del mentire per continuare a gioire del mondo.


Sono rimasta colpita da copertina, titolo e trama appena il libro è uscit, ma ero già in fase "fioretto" e non l'ho più comprato. Mi mette allegria perché colorato, anche la trama riesce a trasmettermi vivacità, si tratta pur sempre di un giallo, ma è uno di quelli divertenti, con una protagonista in grado di farsi amare e far sorridere...perfetto per la spiaggia, secondo me.

Casa editrice: Marcos y Marcos
Pagine: 336
Prezzo: 17.00 €
Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot sprizza talenti: la vocazione per risolvere misteri, la propensione a vivere artisticamente, il palato fine e la penna feroce di una critica gastronomica perfetta. La passione, si sa, quando arde divora, e Penelope Poirot è provata nello spirito quanto ammorbidita nel corpo; stile Botticelli, dice lei, stile krapfen, pensa e non dice Velma Hamilton, la sua nuova, perplessa segretaria. È il momento di cambiare, di partire: c’è una clinica salutistica, nelle colline del Chianti, che promette di depurare corpo e mente. Ha un bel sapore gotico, avvolta così dai rampicanti, stemperato dalla luce dorata che occhieggia dalle persiane. A cena il cibo è mesto, ma il bellissimo giardiniere sa come fartelo dimenticare. La donna alta e misteriosa scatena rivalità, odio e simpatia; la famosa scrittrice il desiderio insopprimibile di rubarle il marito. Penelope non rinuncia al tacco dodici e alla volpe bianca neppure quando trascina Velma ad abbandonare ogni principio in osteria, e basta una pasticca alla violetta per coprire un altro vizio clandestino. Poi, nelle sedute libido-dinamiche, scavano tutti insieme buche immaginarie per disseppellire i segreti. Operazione non priva di rischi: certi segreti, allo scoperto, esplodono. C’è odore di gelo nell’aria di novembre, e il delitto, quando accade, è sulla neve bianca. Neve che cade imperterrita sull’assassino, sulle prossime prede, sulla nuova trappola. Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot non ci casca. In certi casi, solo lei sa qual è la cosa giusta.


Questo è un altro libro che ha colpito subito la mia attenzione navigando nel sito della casa editrice. La base della storia dovete ammettere che è affascinante: una donna convinta di essere l'unica anima viva al mondo. Lo vedo come un libro abbastanza tosto, non l'ideale da leggere sotto l'ombrellone, ma forse seduta comodamente in poltrona in una baita in montagna, sicuramente le riflessioni che scatenerebbe, troverebbero il giusto spazio tranquillo per essere vissute...non sarebbe male, no? 

Casa editrice: Edizioni Clichy
Pagine: 320
Prezzo: 15.00 €
L'amante di Wittgenstein è la storia di una donna di nome Kate convinta di essere l'unica anima viva rimasta al mondo. Si direbbe pazza. Eppure la sua figura è talmente ammaliante, la sua voce così arguta e seducente, che non si può fare a meno di seguirla, ipnotizzati, mentre riversa il bagaglio intellettuale di una vita in una serie di meditazioni irriverenti su qualsiasi cosa. E mentre la ascoltiamo contemplare gli aspetti del tormentato passato che l'ha portata alla situazione presente, il suo dramma diventa uno dei pochi racconti follemente originali del nostro tempo, nonché metafora della solitudine esistenziale e dell'incomunicabilità del reale attraverso il linguaggio.










Ecco un altro libro che ho visto abbastanza in giro, ma per cui non è mai scattata la scintilla. Ma nel momento in cui ho deciso di soffermarmi a leggere la trama, la voglia di averlo tra le mani è stata decisamente forte. Mi sembra una storia fatta di speranza, molto dolce e delicata...ideale in qualsiasi stagione, in qualsiasi luogo e con la capacità di risollevare l'umore.

Casa editrice: Fazi Editore
Pagine: 160
Prezzo: 15.00 €
Dopo la morte della madre, Pierre Fauré lascia Parigi per trascorrere il mese d’agosto in Provenza da François, un vecchio amico ritrovato per caso. L’incontro con la foresta, i suoi sentieri, la sua luce, la sua immutabilità e il suo silenzio fa intuire a Pierre – un uomo semplice, contabile di una piccola impresa – l’esistenza di un regno insospettato dove il tempo, lo spazio e le sensazioni sembrano essersi immobilizzati in bilico fra sogno e realtà. Ma c’è un altro incontro ad attenderlo: è Marie, che un giorno appare sulla soglia della stanza che lo ospita, un «povero animale malato» che François ha trovato sul ciglio della strada nell’estate del 1940 e ha salvato dall’internamento in manicomio. È lei a innescare in Pierre un moto di rivolta per l’inutilità della propria vita. Contro il parere di tutti decide di portarla con sé a Parigi, dove per mesi si ostina a cercare di far uscire la giovane donna dal limbo dell’inconsapevolezza e dell’oblio nel quale è sprofondata. Solo un miracolo potrebbe salvarla. E così accade: grazie alla dedizione a alla pazienza di Pierre, Marie riuscirà a ritrovare la sua umanità, la sua memoria, il suo passato. E a uscire dall’oblio saranno in due: Pierre scoprirà il senso della vita e deciderà di ricominciare, salvato dal suo stesso miracolo.


La settimana scorsa, sono rimasta letteralmente folgorata da questo libro. Già solo la copertina riesce a trasmettermi una marea di cose e quando un libro parte così, si conquista il podio della wishlist. Quando poi ho letto la trama mi sono sciolta come neve al sole, non so quale forza incredibile è riuscita a tenermi buona per non farmelo comprare immediatamente. Le storie di divorzi e separazioni non sono mai felici, e se questa storia viene raccontata dalla voce di una bambina, dai suoi occhi e dal suo cuore, beh, tutto assume un aspetto molto più puro e semplice e per questo spesso molto più doloroso.

Casa editrice: Minimum Fax
Pagine: 141
Prezzo: 14.00 €
Tina, una ragazzina che tutti scambiano per un maschio, arriva a Pantelleria con sua madre e sua sorella Bea. Sembrerebbe una normale vacanza estiva, ma le cose non stanno così. Pochi mesi prima, il papà di Tina ha lasciato la moglie per correre dietro a un’amante molto più giovane di lui. Tina e Bea vedono alternarsi sul viso della loro mamma lo sconforto, l’ottimismo, la disperazione, ma alla loro età anche un dramma come la fine dell’unità familiare può assumere i contorni dell’avventura. A complicare le cose la presenza sull’isola di personaggi strani: una campionessa di nuoto francese che affascina Tina, il suo fidanzato che colpisce al cuore Bea, un uomo alla deriva che attira più del dovuto la madre. L’estate va avanti, ma prima che sia finita l’impatto sempre rimandato con il dolore del cambiamento si farà sentire. Alessio Torino crea una cornice narrativa perfetta per il più classico rito di passaggio: il momento lancinante in cui raggiungiamo l’età adulta e ci rendiamo conto di aver perso qualcosa, irreparabilmente.





Come alcuni di voi sapranno, poco tempo fa ho provato a leggere un western, non un western puro, ma mi sono avvicinata a questo genere che ho sempre pensato non avrei mai letto. E c'è un altro libro uscito qualche mese fa che ha attirato fin da subito la mia attenzione, un western che vira verso il giallo e proprio per questo mi incuriosisce da morire. Prima di tutto merito della casa editrice, che ormai ha la mia completa fiducia, merito della copertina (quelle di questa CE sono tutte piccole chicche) e ovviamente la trama ha completato l'opera.

Casa editrice: CasaSirio
Pagine: 372
Prezzo: 18.00 €
1893, Montana. Old e Big Red Amlingmeyer sono cowboy in cerca di fortuna. Old Red è silenzioso, intelligente, fanatico di Sherlock Holmes. Big Red ha una passione per alcool e donne ed è solo leggermente più piccolo di una casa. Giunti al ranch “Dollaro Barrato” per qualche mese di lavoro, si imbattono nel cadavere dell’amministratore. Big Red prega suo fratello di non ficcare il naso nella vicenda ma, quando anche un loro compagno viene ritrovato con una pallottola in testa, Old Red decide di emulare il maestro Sherlock Holmes e risolvere il caso. Tra cowboy, fuorilegge e tantissima sabbia, la ricerca del colpevole li condurrà in un vortice di omicidi da cui solo la capacità deduttiva del detective inglese potrà salvarli.









Questo ultimo libro che vi propongo, l'ho scoperto pochi giorni fa, in realtà lo avevo già visto di sfuggita in giro, ma grazie alla recensione di Ari è riuscito a colpirmi e affondarmi. La sua copertina è spettacolare e, unita al titolo, riesce già a trasmettermi la complessità e grandezza delle parole scritte in quelle pagine. Forse di primo impatto non viene considerato un libro estivo, ma io ce lo vedrei benissimo tra le mie mani in queste giornate, anche in qualsiasi altra giornata in effetti.

Casa editrice: Iperborea
Pagine: 448
Prezzo: 19.00 €
«Le persone possono trasformarsi in una lacrima o in un pugno – a volte la differenza tra le due cose è molto sottile» e racchiude la storia di un’intera famiglia. Dopo aver mandato all’aria il suo matrimonio, la scrittura ed essere fuggito lontano, Ari torna in Islanda per incontrare il padre malato e vicino alla fine. Ma il muro di silenzi che li divide lo obbliga a un viaggio indietro nel tempo che intreccia i destini di tre generazioni e le diverse anime di un paese. Un paese di pescatori stretto tra un mare che dà e prende la vita, e un cielo infinito che nutre i sogni e il bisogno di poesia, dove il nonno Oddur, l’eroe dei fiordi, crede solo nella sua lotta per la sopravvivenza, mentre nonna Margrét incontra un uomo che le insegna a leggere le stelle. È lo spirito ribelle di Margrét che Ari sembra ereditare attraverso le donne della famiglia, dalla zia Veiga che durante la guerra si abbandona all’amore e diventa la «puttana dei tedeschi», alla zia Lilla che compone i suoi unici versi alla morte della figlia perché non sia mai dimenticata. E sono le voci immortali della letteratura e della musica a risuonare in questo romanzo, da Dante a Hemingway, da Elvis a Mozart, alle band islandesi, ai Dire Straits. Una saga famigliare cominciata con I pesci non hanno gambe che racconta un secolo di storia attraverso i due angoli opposti del paese, e tutta l’ironia, la poesia e la sensualità dell’esistenza. Il viaggio di un uomo e di uno scrittore che si guarda indietro alla ricerca delle parole da mettere in salvo e tramandare, per ricordarci chi siamo, per vincere l’oblio del tempo e quel silenzio che ci può trasformare in una lacrima o in un pugno.

giovedì 21 luglio 2016

Nella terra della nuvola bianca di Sarah Lark

Ciao cari lettori, come va la passate?
Io sono sempre più esaurita e esausta...può essere che troverete presto la notizia che mi hanno rinchiuso in manicomio, ma non preoccupatevi, evaderò anche per voi xD
Finalmente oggi riesco a pubblicare un post, che in realtà ho iniziato a preparare ieri e che ho finito di aggiustare poco fa e finalmente è una delle recensioni che ho in arretrato.
In questo periodo anche la lettura ha subito un rallentamento forzato, infatti è da una settimana ormai che ho in lettura un libro di McCarthy, ma sono solo a metà circa...a mia discolpa ammetto che ho scelto un libro bello tosto da leggere in concomitanza con la ripresa del lavoro, ho anche pensato di metterlo un attimo in pausa, ma mi piace troppo e ho deciso di continuare anche se all'andatura di una lumachina xD
Passiamo alla recensione che è meglio...qui il tempo stringe in ogni attimo :'(

Trama: Londra, 1852. Quando legge questa lettera, Helen, istitutrice dei due piccoli Lord Greenwood, decide di dare una svolta alla propria vita. Partirà verso una terra sconosciuta e misteriosa, la Nuova Zelanda, per sposare un uomo che non ha ancora mai incontrato. Ad attirarla è il sogno di un futuro tutto da costruire in una terra vergine, remota e affascinante. Anche Lady Gwyneira, rampolla ribelle di una nobile famiglia londinese, è alla ricerca di un marito, ma non ha nessuna intenzione di accettare le proposte di matrimonio degli insipidi pretendenti che finora hanno chiesto la sua mano. Perché allora non dire di sì alla proposta di un viaggio nella terra dei maori per conoscere il figlio di Gerald Warden, magnate d’oltremare della lana? Al diavolo il tè delle cinque e le chiacchiere vane, Gwyneira vuole essere libera di cavalcare sulle vaste praterie di questo nuovo mondo dagli orizzonti infiniti. I destini di Helen e Gwyneira, due donne diverse ma accomunate dal desiderio di impadronirsi delle loro vite, si incroceranno sulla Dublin, la nave che in una mattina d’estate spiegherà le vele diretta a Christchurch, Nuova Zelanda. Impossibile dire se ad attendere Helen e Gwyneira ci saranno amore e felicità, ma il loro cuore batterà all’impazzata non appena scorgeranno all’orizzonte una baia circondata da verdi montagne, oltre le quali comincia il loro futuro.

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lunedì 18 luglio 2016

Vi presento Versante Est, nuova collana di Delos Digital

Buona sera a tutti ragazzi, chiedo perdono per la latitanza, purtroppo d'ora in avanti mi vedrete sporadicamente perché con la ripresa del lavoro il mio tempo è ridotto all'osso, anzi forse anche meno. Così ogni giorno devo decidere se dedicare tempo al blog, alla lettura o ad altre piccole passioni e capite anche voi che è davvero difficile essere presente in modo continuo e costante. Dovete prendermi così come sono ^_^

Oggi volevo pubblicare una recensione (sono tipo, 3 post di fila che dico che "vorrei pubblicare una recensione", prometto che il prossimo post sarà una recensione xD), ma la settimana scorsa mi ha contattato Francesco Aloe, autore di romanzi che ha sulle spalle un Dottorato di ricerca in Letterature comparate e dieci anni di lavoro all’Università di Bologna, ora è anche ideatore e direttore di Versante Est nuova collana della Delos Digital, ultimamente non do mai spazio a queste cose, ma questa volta mi sono convinta e ho deciso di farvi un post, perché potrebbe essere un buon modo per presentarvi qualcosa di originale e mettervi la pulce nell'orecchio ;)


giovedì 14 luglio 2016

Consigli estivi: mare o montagna o anche città, ma che sia estate :)

Buongiorno carissimi lettori, come state? E' prestissimo questa mattina e so che non c'è nessuno, ma spero qualcuno arriverà dopo xD
Siamo a metà luglio, di già...tra poco riprenderò a lavorare e spero di non tornare ad essere un fantasma della blogosfera, spero avrò tempo di aggiornare il blog almeno una volta a settimana e di riuscire anche a leggere un po'....non ne ho voglia per niente di tornare a lavorare, ma devo farlo per forza e non posso certo lamentarmi visto che ho un lavoro fisso.
Ma non voglio tediarvi con discorsi personali che non vi interessano. Miliardi di riviste e di blog danno i loro consigli per le letture estive e ci vorrei provare anch'io. Spinta dal post carinissimo di Jerry, ho deciso anch'io di proporvi qualche libro del passato e del presente che credo sarebbe giusto per l'estate sotto all'ombrellone o anche, perché no, dopo una bella scampagnata in montagna in totale relax con davanti una vista mozzafiato.
Cercherò di essere varia e di non proporre solo letture degli ultimi mesi o di questo 2016, prenderò in considerazione tanti libri che ho letto negli ultimi anni, in questo modo spero di catturare la vostra attenzione e smuovere la vostra curiosità su qualcosa che magari è passato in osservato o andato nel dimenticatoio.


Il primo che mi è venuto in mente appena ho pensato ad estate è L'età sottile di Francesco Dimitri (la mia recensione). Un romanzo per ragazzi, ma dirla così è riduttivo. Dimitri è riuscito a portare lo YA italiano ad un livello più maturo e interessante, uscendo fuori dagli schemi e proponendo una storia per un pubblico vasto ma attento e curioso. Lo consiglio davvero a tutti. L'unica pecca? Non esiste ancora la versione economica del libro.
Casa editrice: Salani Editore
Pagine: 400
Prezzo: 15.90 €
Quando Gregorio incontra la Magia per prima volta ha quattordici anni, e l’infanzia gli sta scivolando di dosso come l’acqua del mare del piccolo paese del Sud dove va in vacanza. La proposta che gli viene fatta va oltre ogni immaginazione, e l’idea di diventare più potente di qualsiasi mortale sembra decisamente allettante… Se Gregorio accetta, però, dovrà nascondere a chiunque la sua nuova vita; dovrà tacere e mentire alla famiglia e agli amici di un tempo; dovrà abbandonare la sua normalità ed entrare in un mondo dove la parola è azione, e le azioni sono al di sopra di ogni giudizio. Un mondo di cambiamento costante, di pericoli mortali, di tradimento, ma dove l’amicizia è più potente della morte…
Originale, spiazzante, crudo, onirico e realistico al tempo stesso, dal più talentuoso e visionario autore del fantastico italiano un sorprendente romanzo di formazione che ci ricorda che ogni adolescente è mago, perché vuole conservare il potere dell’infanzia e trasportarlo integro nell’età adulta.

domenica 10 luglio 2016

Novità in libreria giugno/luglio

Buongiorno ragazzi, un po' in ritardo ma ecco un altro post di novità in libreria...ho recuperato un paio di uscite di fine giugno e alcuni libri che mi hanno colpito di luglio.
Sapete che ultimamente ho allargato i miei orizzonti in fatto di letture, ormai l'ho ripetuto un milione di volte e si vede dalle anteprime che presento e dai libri che leggo, rimane una parte di me affezionata la fantasy (e simili), e il libro di Laini Taylor, che sembra stonare qui in mezzo, fa parte di quelle piccole fantasie che mi permetto ogni tanto. Non smetterò mai di leggere fantasy, perché mi permette di volare con la fantasia, di rilassarmi, di divertirmi e di farmi vivere splendide avventure. Ecco perché trovate questa aggiunta alle anteprime di oggi, so che non ci sarebbe stato bisogno di nessuna spiegazione, ma ci tenevo a dirvi questo. 
Spero troverete qualcosa di vostro gradimento, io ho gli occhi a cuore e la bavetta alla bocca soprattutto per il nuovo libro di Lisa Gardner e per quello di Laini Taylor, che conclude, finalmente, la trilogia!
Buon domenica a tutti e buone letture ;)


Il fuoco, il fumo. Strade notturne con semafori rossi mossi dal vento, tende rosse agitate da brezze invisibili. Donne angeliche in pericolo, agenti dell’Fbi con una passione maniacale per caffè e torte alla ciliegia. Il fischio delle segherie, le sirene sull’acqua. Queste e mille altre ossessioni affollano la fantasmagoria allucinata di David Lynch, regista fra i più visionari della sua generazione, forse uno degli ultimi, come diceva Hitchcock, a «pensare per immagini». Il suo cinema è un’esperienza simile a quella che si vive al risveglio, quando il mondo del sogno sfuma lentamente nella consapevolezza. È un sogno vigile, un viaggio attraverso l’ignoto, l’oscuro, il bene e il male che forgiano ognuno di noi. Per questo Lynch è così difficile da spiegare e così restio a spiegarsi, perché la parola non può attingere al nucleo dell’incubo, può solo lambirlo.
Il Saggiatore propone un’opera indispensabile per esplorare le geografie immaginifiche di Velluto blu e Strade perdute, The Elephant Man e Mulholland Drive: la provincia americana scandita da staccionate bianche e rose rosse, infestata da sciami di insetti sotto le foglie morte, resa insonne da night club dove bande inesistenti suonano avvolte dal fumo; e una Los Angeles perennemente notturna che è, insieme, viale del tramonto e fabbrica impazzita di fantasmi. Io vedo me stesso è il risultato di più di un decennio di interviste raccolte da Chris Rodley, a cui David Lynch ha affidato il racconto della propria formazione, la passione per la pittura e l’influenza di artisti come Oskar Kokoschka e Francis Bacon, il lavoro di fotografo e la collaborazione musicale con Angelo Badalamenti, fino alle grandi opere cinematografiche, spesso frutto di difficili compromessi per mantenere il controllo creativo. Io vedo me stesso è però soprattutto la risorsa più preziosa per comprendere la vita, il cinema, l’arte di David Lynch; la voragine in cui precipitare per esplorare il suo paese delle meraviglie – popolato da nani, giganti e corpi senza vita di reginette del ballo –, in cui la percezione, alterata ma mai falsificata, è proiettata al di là del visibile; uno spazio di sogno dove il banale può mostrare la sua intima ironia, la verità del desiderio rivelarsi con forza prorompente e dove lo sguardo, fendendo il reale, riesce ad affacciarsi sullo spazio nero tra un pensiero e il successivo, il mistero che non ci è dato conoscere.
30 giugno 2016. 424 pagine. 25.00 €

giovedì 7 luglio 2016

Lunga riflessione su blog e blogger

Salve carissimi lettori. L'ho scritto anche nel titolo e lo ripeto: mi sono lasciata andare, il post è lungo anche se penso sia abbastanza interessante; spero che se inizierete, avrete voglia di arrivare alla fine e darmi un vostro parere :)

Questo post nasce da una mia riflessione dopo aver sistemato la pagina delle affiliazioni. Era più di un anno che non ci guardavo e sembra sia scoppiata una bomba. Su una cinquantina di blog affiliati che avevo (non ricordo il numero preciso) ne sono rimasti 30 circa: un disastro enorme!
Ho visitato ogni blog uno ad uno e a parte alcuni che sono aggiornati di frequente, altri vengono aggiornati solo ogni tanto (un po' come è diventato il mio xD) e fin qui va tutto bene...ma ho trovato un sacco di blog rimossi totalmente, altri abbandonati a loro stessi da mesi se non anni e ammetto che ci sono rimasta male. Il mio cervello ha iniziato a lavorare ed è venuta voglia di parlarne con voi.
Possibile che sia così difficile mantenere un blog aperto e attivo almeno un minimo? Io non conosco i blog di cucina, moda ecc ecc, ma sono convinta che anche lì esistano un numero enorme di blog abbandonati oppure creati e rimossi dopo poco...sicuramente tra i blog che parlano di libri c'è stato un boom di aperture negli ultimi anni, credo che il mio sia nato appena prima che iniziasse questo boom, oppure molto più semplicemente non mi sono accorta di tutto questo perché ancora non ero parte attiva del mondo dei blog (o non così attiva come dopo che se ne apre uno).

lunedì 4 luglio 2016

La via del male di Robert Galbraith

Buon pomeriggio lettoriiiiiiii. Rieccomi qui, sono tornata sabato sera tardi dalla mia settimana di vacanza insieme ai miei bimbi :) Sono contenta perché sono riuscita a far fare il bagno a Davide in mare per la prima volta e sono felice perché si è divertito anche con la sabbia. Per il resto io sono tornata più stanca di prima, ma pazienza...inoltre, la ripresa del lavoro dopo un anno e mezzo, inizia ad incombere su di me, ma spero andrà tutto bene e spero potrò continuare a scrivervi.
Anche oggi, come la settimana scorsa, avrei voluto pubblicare un post diverso, poi ho preferito dare precedenza alla recensione dell'ultimo libro che ho letto, che ha occupato tutta la mia vacanza e che ho apprezzato molto.
Oggi ho deciso di "arricchire" la mia recensione con una foto fatta da me durante la lettura e poi pubblicata sul mio Instagram. Se riuscirò, vorrei mantenere questo particolare, cioè pubblicare la recensione insieme ad una mia foto del libro :)  

Trama: Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza rimane inorridita nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. L’investigatore privato Cormoran Strike, il suo capo, è meno sorpreso, ma non per questo meno preoccupato. Solo quattro persone che fanno parte del suo passato potrebbero esserne responsabili – e Strike sa che ciascuno di loro sarebbe capace di questa e altre indicibili brutalità. La polizia concentra le indagini su un sospettato, ma Strike è sempre più convinto che lui sia innocente: non rimane che prendere in mano il caso insieme a Robin e immergersi nei mondi oscuri e contorti degli altri tre indiziati. Ma nuovi, disumani delitti stanno per essere compiuti, e non rimane molto tempo…
La via del male è il terzo libro dell’acclamata serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la giovane e determinata Robin Ellacott. Un giallo ingegnoso, con colpi di scena inaspettati, ma anche l’appassionante storia di un uomo e di una donna giunti a un crocevia della loro vita personale e professionale.


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