lunedì 19 febbraio 2018

Le cose che restano di Jenny Offill

Buongiorno miei carissimi lettori, come state? Siamo già vicini alla fine di febbraio e il mio corpo inizia ad avere bisogno di primavera, spero non si farà attendere troppo (sì, è la mia stagione preferita). 😊
Oggi volevo lasciarvi la recensione dell'ultimo libro letto, poi alla fine ho cambiato idea (come succede spesso) e ho pensato di lasciarvi la recensione di un altro libro letto in questo 2018, che spero potrà interessarvi e incuriosirvi verso questo libro particolare, ma pieno di significato!


Titolo: Le cose che restano
Autore: Jenny Offill
Traduttore: Gioia Guerzoni
Casa editrice: NN Editore
Pagine: 235
Prezzo: 17.00 €

Avevo questo libro in wishlist da moltissimo tempo e per il mio compleanno mi è stato regalato da Veronica, con la richiesta di "leggerlo quasi subito". Direi che sono stata brava ed ho rispettato abbastanza questa richiesta, visto che mi è arrivato alla fine di dicembre.

Venendo al libro e al suo contenuto, non potrei essere più soddisfatta di così, inizialmente ero stata colpita dalla copertina (quelle di NN editore sono quasi tutte delle meraviglie) ed ovviamente dalla trama, ma era passato molto tempo dalla "folgorazione" e la mia attenzione verso di esso era leggermente calata, diminuendo di riflesso le mie aspettative. È il secondo libro letto nel 2018 che mi sorprende in modo piacevolissimo.

La storia è narrata da Grace una bambina di otto anni con una famiglia davvero stramba. Madre e padre si contrappongono con una visione della vita fatta di racconti, storie e miti per la madre; e visione più scientifica, pratica e disillusa per il padre. Pensate che confusione doveva regnare nella testa di Grace, ed infatti questo caos viene fuori a tratti nella trama e nei pensieri della protagonista, perché in alcuni momenti Grace pensa con la testa della madre, in altri con quella del padre e nemmeno lei sa a chi dar ragione, così ogni tanto da ragione ad una e ogni tanto all'altro; alcune volte le menzogne le sembrano realtà, altre volte il contrario e altre volte ancora sogna, spera e desidera cose irrealizzabili o cose tangibili e reali.
Tutto il libro è costellato di questi aneddoti scientifici e non, spesso leggiamo "la mamma mi disse" (in questo caso è preponderante la parte materna) o "il papà mi disse" e soprattutto dai racconti della madre vengono fuori metafore che si possono collegare alla vita, al mondo, all'umanità, ai sentimenti e via dicendo; metafore davvero azzeccate che fanno riflettere il lettore sia durante la stessa lettura che dopo, nel momento in cui si chiude il libro per fare altro.

Da lettrice ho vissuto questa lettura con grande attenzione e ispirazione, perché inizialmente si viene colpiti dal mondo colorato, vibrante e "magico", poi ci si accorge che oltre ai colori esistono le ombre e l'oscurità che compaiono piano piano in una scena che sembra tutto fuorché oscurità, lasciando nel lettore la stessa amarezza e tristezza che si sentono nella narrazione della protagonista.
Perché se il libro è raccontato da una bambina di otto anni, leggendo si ha come la sensazione che in realtà questa bimba di otto anni sia diventata adulta e racconti a noi lettori alcuni ricordi della sua infanzia, perché in fondo si percepiscono sofferenza, tristezza e tanta nostalgia.
Lo stile della Offill è delicato e genuino, riesce a raccontare questa storia con il suo personale stile, riesce a renderla incantevole e ricca di spunti di riflessione nascosti, perché questa non è una storia immediata, che scopre subito tutte le sue carte, ma una di quelle che permette ad ogni lettore di usare la sua testa e il suo cuore, permette di sentirsi più vicini ad un concetto piuttosto che un altro e soprattutto permette di scavare a fondo tra metafore e aneddoti che nascondono un mondo dentro di loro.
Il finale mi ha stravolta, perché come per alcune parti precedenti ad esso, non è di immediata comprensione...ma dopo aver fatto passare un giorno ho riaperto il libro ed ho guardato le ultime righe a bocca spalancata, perché era totalmente inaspettato e decisamente azzeccato e originale, come modo di concludere questo libro splendido; inoltre c'è da considerare che questo è stato il romanzo d'esordio della Offill e sicuramente denota una grande capacità narrativa e un grande stile originale e unico, che riescono subito a farla emergere come una futura grande scrittrice.

Letto dal 09 gennaio 2018 al 12 gennaio 2018 
★★★★★

4 commenti:

  1. Come accennato su Goodreads, questo libro proprio non lo conoscevo prima che me ne parlassi tu... però adesso lo voglio un sacco! Da quel che dici sembra proprio quel genere di libro per cui io andrei matta... e l'accenno al finale strano mi intriga da matti *o*

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    1. Sappi che è piaciuto anche a Vero, dunque hai un altro parere positivo, nel caso in cui ti servisse xD
      Spero avrai modo di procurartelo presto e leggerlo, così poi vediamo se davvero ti piace come pensi e speri *_*

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  2. Sono contenta che ti sia piaciuto (cinque stelline *O*) e che tu l’abbia letto subito, è stato un successo su tutti i fronti. :-)
    Anche a me è piaciuto tantissimo e anche io sono stata sconvolta dal finale :O non me l’aspettavo, anche perché la storia si incupisce piano piano e mentre si legge non ci si rende bene conto di questa cosa.
    Adesso devi leggere altri libri di questa scrittrice e dirmi come sono. (๑╹ω╹๑ )

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    1. Sono stata bravissima Vero, merito un premio ahahahaha
      Anche l'altro suo libro pubblicato da NN Editore mi ispira molto e prima o poi lo comprerò :)
      E' interessante proprio per questo la storia, cattura così tanto che riesce a portarti dove vuole senza farti capire le sue vere intenzioni *_*

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