lunedì 5 marzo 2018

Anche la morte ascolta il jazz di Valeria Biuso

Buongiorno cari lettori e buon lunedì, riguardando le recensioni precedenti, mi sono resa conto di una cosa, che stupida non avevo preso in considerazione. In tutte le recensioni omettevo la trama e non vi mettevo nemmeno un link per risalire ad essa. Non so perché ero partita in questo modo, ma da oggi vi metterò la trama del libro e un link per le info utile (di solito uso i post delle case editrici). Scusatemi, piano piano sistemerò anche i post pubblicati nelle scorse settimane. Potevate farmelo notare, no? Io che sono una povera vecchia senza più cervello 😂

Oggi vi parlo di un libro che ho ricevuto dalla gentilissima autrice, che mi ha mandato una copia nuova nuova comprata su Amazon di suo pugno. Questa è la prima esperienza di "richiesta di recensione" che faccio da quando ho riaperto ed avevo un po' paura per come potevano andare le cose, spero di essere riuscita a spiegare bene il mio pensiero riguardo questo libro e riguardo le mie emozioni.


Titolo: Anche la morte ascolta il jazz
Autore: Valeria Biuso
Casa editrice: Ianieri Edizioni
Pagine: 341
Prezzo: 17.00 €

Trama:
William Brooks è un giovane scrittore alla ricerca d’ispirazione a zonzo per le livide strade della febbricitante e contraddittoria New York della fine degli anni ’40. Scrive recensioni per il Partisan Review, la rivista più radicale della città, e frequenta i locali storici del bebop, costipati da morfinomani, perdigiorno e hipster. L’inaspettato incontro con un lontano parente, l’azzimato e nebuloso Noah Tats, riesce però a scuoterlo dal languore in cui si sentiva da tempo impaludato. Una seducente e misteriosa promessa di consapevolezza illumina d’improvviso l’orizzonte di William. Ma la strada è ancora percorsa da fittissime ombre e pesanti inquietudini… Valeria Biuso racconta la crisi identitaria di una generazione, evocando il relativismo dei nuovi valori fondamentali e le antinomie irrisolvibili che governano la società occidentale. Poesia beat, moda, jazz, esoterismo, gusto fantastico e controcultura hipster si fondono in un’appassionata e trasversale ricerca di autenticità.



Ho accettato di leggere questo libro perché la sua copertina, titolo e trama mi hanno subito convinto potesse essere qualcosa di interessante, un libro da scoprire e vivere. Ci ho messo tutta me stessa per leggerlo, mi sono impegnata davvero tanto, ma qualcosa è andato storto e non sono riuscita ad apprezzare a pieno il libro d'esordio della Biuso.

Will è il nostro protagonista, un ragazzo di 25 anni che si trova a New York, negli anni '40. Uno scrittore arenato, un perditempo e un ragazzo in piena crisi esistenziale. Percorriamo la sua storia che è scandita dalle vibranti note jazz che ricorrono in tutto il libro, ma è scandita anche da amici drogati e casinisti oppure molto naif e “troppo” indipendenti; parenti poco presenti o troppo assillanti e uno strano uomo che sembra trovarlo nei momenti più giusti ma anche impensati.
Non è facile spiegarvi meglio la trama di questo libro senza andarvi a raccontare cose che non vorrei, perché le 340 pagine di cui è composto ruotano tutte attorno a Will, al suo cambiamento; lo conosciamo che sembra essere già un po' in crisi, non sa bene cos'è l'amore, non è soddisfatto della vita e del suo lavoro e non riesce a concludere il suo romanzo, poi la situazione evolve peggiorando, Will diventa sempre più negativo, ottuso e scorbutico, sempre più confuso e paranoico, sempre più nero e ingobbito; sono pochi i momenti in cui sembra avere vera passione e colore dentro di sé. In tanti libri che ho letto il protagonista cambia in meglio o comunque arrivando ad un punto fermo della propria vita, in questo libro accade il contrario: l'inizio è abbastanza positivo e arriviamo ad una negatività così pesante che è difficile da comprendere.
Ecco perché questa lettura non è stata per niente facile per me, ho faticato a seguire e comprendere Will nel suo cadere sempre più giù senza riuscire a risollevarsi, forse proprio perché io non ho mai vissuto una situazione del genere, fatto sta che ho finito la lettura con una grande angoscia addosso e un peso nel petto.

La base da cui parte il romanzo è davvero interessante, così come è interessante il protagonista, ma a mio parere l'autrice ha abbondato un po' troppo con certi concetti e riflessioni. Alcune parti del libro, che dentro alla mia testa chiamavo “monologhi” (quelle parti in cui Will inizia con i suoi pensieri e riflessioni infiniti sempre più complessi e alcune volte un po' insensati), sono davvero molto lente e pesanti, proprio perché in quei momenti sembra quasi di leggere un trattato di psicologia o filosofia. Essendo io una comunissima mortale e anche un po' ignorante in materia, una volta passata la curiosità iniziale e alcuni sprazzi di genialità, mi sentivo in balia di concetti a me sconosciuti e che non capivo a fondo, un paio di volte sono dovuta andare a cercare il significato di alcune parole che non capivo e se, come accennavo sopra, può esserci la voglia di sapere e la curiosità, questo indubbiamente rallenta la lettura e la rende molto più stancante e impegnativa.
A queste parti così complicate, si contrappongono durante tutto il romanzo, degli esempi splendidi di creatività e di bravura con le parole; sono presenti delle descrizioni di ambienti e paesaggi davvero meravigliose e vivide, scene in cui l'estro dell'autrice viene fuori come un fiume in piena e schiaccia il lettore da quanto è forte, sincero e originale. La difficoltà di mantenere una linea di pensiero così complessa e che porta alla negatività, in modo così coerente e limpido per tutto il romanzo, è encomiabile. Perché una delle cose che più ho apprezzato di questo esordio narrativo sono la coerenza e la limpidezza con cui l'autrice ci racconta la storia; poi sembra quasi che ogni tanto il suo protagonista prenda vita propria ed inizi a tergiversare e perdersi in pensieri sempre più caotici e strambi, ma per fortuna con più o meno facilità si ritorna sempre sulla “retta via”.
Questo è un romanzo difficile da digerire, perché è contorto e tortuoso, perché scava negli anfratti più oscuri dell'animo umano, perché si affrontano in maniera più o meno profonda argomenti come il suicidio, l'inadeguatezza, la depressione, la perdita di se stessi e potrei continuare; tutti argomenti per niente facili e che possono essere visti e vissuti in maniera diversa da ognuno di noi. Prima di iniziare a leggere questo romanzo vi consiglio di farvi una grandissima dose di buonumore, di voglia di vivere, di sorrisi e felicità perché questo libro potrebbe essere in grado di estirpare ogni positività presente nel vostro corpo e buttarvi in una voragine nera, se non siete abbastanza forti, preparati e “freddi” nel leggerlo. Io non ero preparata ad una storia così cupa, enigmatica e opprimente ed infatti ne ho pagato le conseguenza perdendomi un pochino e facendomi sopraffare in alcuni momenti.

Letto dal 23 febbraio 2018 al 01 marzo 2018
★★★

2 commenti:

  1. Ciao Alessia 👋
    Mi piace molto la tua recensione, hai messo oggettivamente in luce gli aspetti caratterizzanti del libro e hai spiegato perché con te non hanno funzionato determinate scelte. Secondo me sei anche riuscita a invogliare a leggerlo. :3

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    Risposte
    1. Ciao Veronica. Grazie mille per i complimenti. Sono sempre felice quando una recensione non del tutto positiva riesce comunque ad incuriosire e attirare attenzione :)

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